Archivio Giornaliero: gennaio 25, 2012

Ora siamo tutti marinai (di Valentina Morsiani)

Le prime pagine dei quotidiani e il bombardamento televisivo ci donano periodicamente l’illusione trascendente di divenire esperti criminologi, politici, economisti.

Ora siamo tutti marinai.

Questa non è un’analisi tecnica di ciò che è avvenuto nel nostro Tirreno, non è un’ennesima teoria sul come un gigante di tali proporzioni si inabissi: è semplicemente una riflessione fatta a bassa voce e col capo chino rivolto alle vittime.

Il mondo blu è fatto di leggi scritte e di leggi non scritte, va conosciuto e diventa la grande metafora dell’esistenza. Come quando si dà inizio ad un’avventura, che sia un nuovo lavoro, una nuova esperienza, una nuova amicizia, un nuovo amore, quando si lasciano gli ormeggi si deve essere certi che ci siano le giuste condizioni. Si parte per un viaggio in cui ci si trova protagonisti di una società dai confini ben precisi, ogni azione ha una sua importanza, ci si deve affidare l’un l’altro, si devono rispettare i ruoli e si deve tener sempre presente con lucidità, prontezza e prudenza che si ha a che fare con un essere potente, che può ammaliarti e distruggerti come le sirene di Ulisse.

L’acqua salata è una, unica, assume sembianze e caratteristiche differenti a seconda dell’ambiente in cui si trova, proprio come noi esseri umani. A volte è silenziosa, a volte grida a squarciagola, è in continuo movimento ed è piena di vita: alcune specie non si incontrano mai, altre dialogano durante le migrazioni, che in questo momento storico sono parecchie, così come avviene sulla terraferma.

Il mare è un mondo fatto di doveri e disciplina, che in cambio ti regala la magia di toccare la sensazione dell’infinito; per poterci vivere devi distogliere l’attenzione dalla visione antropocentrica di cui ci facciamo portatori, devi ricollocarti, ridimensionarti e devi saperti porre al di sotto di lui.

Il rispetto è ciò che governa la navigazione.

Il rispetto per l’elemento acqua e per i suoi abitanti, per l’elemento fuoco perché rappresenta la diversità, per l’elemento aria che è ciò che ti circonda e che da sempre permette alle vele di gonfiarsi e salpare, e per l’elemento terra, il punto d’arrivo.

Il rispetto del codice e della gerarchia presente su ogni imbarcazione, il rispetto verso chi incontri, soprattutto se è più piccolo e meno forte di te, e il rispetto verso il dovere di aiutare, chiunque, in qualsiasi circostanza.

italia isola del giglio


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