Lo scorso 17 aprile, sul sito di Pensieri Democratici è apparso un articolo del nostro Enrico Monaco sul Congresso Nazionale GD.
CONGRESSO NAZIONALE GD : COLTELLATE FRATRICIDE IN SALSA DEMOCRATICA di Enrico Monaco
Il Rasoio ha chiesto a Giuditta Pini, Segretario dei Giovani Democratici di Modena, una risposta all’articolo, che non è tardata ad arrivare:
Ho letto con stupore l’articolo di Enrico Monaco sul congresso GD, in primo luogo perché esce dopo un mese in cui finalmente si era tornati a fare politica e si era smesso di parlare di tesi in secondo luogo perché pieno di inesattezze.
Comincerò dalle inesattezze: il congresso in cui dai circoli fino al nazionale si eleggono i delegati è una forma alta di democrazia e partecipazione, al congresso erano presenti 320 delegati, in rappresentanza di 48.000 iscritti, la discussione congressuale è durata tre mesi e ha coinvolto ogni singolo militante fino al nazionale.
Inoltre non mi sembra scandaloso il fatto che in un’organizzazione politica si preferisca parlare di idee piuttosto che di leader, anzi mi sembra un bellissimo passo avanti, tra l’altro sentito da tutta l’organizzazione.
Benifei ha deciso di non candidarsi anche dopo che la presidenza aveva accolto la richiesta accorata che gli fosse data lo stesso questa possibilità, nonostante gli mancassero 6 firme per arrivare al 20% dei delegati nazionali.
Nel mio intervento mi sono permessa di dissentire (ma non serve forse a questo un congresso? Non è forse il momento politico in cui si discute e ci si confronta anche aspramente?) perché per mesi abbiamo rincorso persone in tutta Italia, ma non era quello il problema, il problema è stato che veramente ho assistito in prima persona a scene disgustose, fatte da persone che adesso vanno in giro a dire che i gd sono antidemocratici, mi hanno minacciato di denuncia, hanno fatto illazioni sulla mia vita privata, hanno fatto illazioni di trasparenza e di furti, sempre alle spalle, mai davanti.
E mi sarei aspettata che se per mesi si era così convinti di avere davanti dei delinquenti, ladri e di facili costumi, il congresso nazionale sarebbe stato un ottimo momento per discuterne.
Invece il nulla.
Nessuno ha detto niente,
La democrazia interna alla giovanile esiste più che mai, la direzione nazionale è stata votata con le proporzioni del 74 e del 26%, il resto sono baggianate.
Forse si era tentato di riproporre le mozioni del congresso pd di qualche anno fa all’interno della giovanile e si è fallito, e personalmente credo che sia una grande vittoria, non dobbiamo fare l’asilo del pd in cui si ripropongono vecchie divisioni di vecchi partiti, dobbiamo esser una giovanile con idee nuove, in cui certo esiste una minoranza e una maggioranza, ma in cui non esistono le proporzioni impacchettate dall’alto.
Su un’altra illazione, quella del congresso nazionale come un momento in cui si cerca una poltrona al parlamento non mi esprimo, noto solo un rancore personale, e dico che su queste cose bisogna stare attenti perché fare affermazioni così a persone che da anni si fanno il mazzo per creare un’organizzazione giovanile potrebbe far innescare meccanismi molto più grandi che un articolo su un blog.
Dopo quasi un mese dal congresso ritornare a parlare di queste cose mi sembra un po’ inutile, anche se credo che sia doveroso rispondere, preferirei parlare delle iniziative che facciamo per tutta la provincia, dell’incontro con i gd di roma picchiati da casa pound che faremo il 21 a modena, per imparare a combattere le nuove forme di fascismo.
Per citare un intervento del congresso nazionale
“Il problema non era la conta. L’abbiamo fatta. È finita”.





23 aprile 2012 at 3:32 pm
Cara Giuditta, per inesattezze si intende errori di valutazione o errori nel riportare i fatti? Perché sulle valutazioni si può non essere d’accordo, mentre sui fatti è dura. Io non penso di aver riportato alcun fatto in modo alterato, e questo deve essere chiaro. Proprio per non risultare approssimativo ho voluto aspettare che passasse un po’ di tempo, che si calmassero gli animi per potermi documentare (su internet e sui giornali si trova tutto nel 2012) per questo siamo qui a parlare del congresso a distanza di un mese. E se ne stiamo ancora parlando evidentemente non si è celebrato in modo così democratico e trasparente come continui a sostenere senza voler considerare elemneti lampanti.
Non penso che la forma di congresso che avete scelto sia una scelta per la democrazia e la partecipazione per una serie di motivi.
1- Non avete costruito bene le regole, perché non si può dare ad un candidato 4 giorni per raccogliere un gran numero di firme su tutto il territorio nazionale. Questo limita le candidature in modo forte, perché per raccogliere tale consenso in così poco tempo bisogna disporre di una struttura radicata sul territorio (un partito o una fondazione), cosa che aveva solo Raciti essendo a capo della giovanile. Quindi i maliziosi possono pensare non a torto che questa scelta fosse stata fatta per limitare gli avversari interni, e spianare la strada alla rielezione di Raciti. E tra l’altro nemmeno lo stesso è riuscito a rispettare le regole che la maggioranza si era data, quindi di cosa stiamo parlando? Democrazia e partecipazione?
2- Non capisco come mai il Pd faccia le primarie che sono, a mio parere, la più alta forma di democrazia e partecipazione, dove gli iscritti e militanti hanno la possibilità di determinare in prima persona il candidato e il programma senza dover essere necessariamente sotto schiaffo dei capicorrente e dei capetti territoriali, mentre voi dovete andare a pescare dal passato metodi artificiosi e criptici. La vostra manovra di lasciare a dei delegati la scelta dell’elezione del segretario si è tradotta in un mercato dei delegati di cui gli effetti sono evidenti a tutti e che non voglio riportare nei dettagli per eleganza. Le coltellate tra fazioni non mi sembrano il risultato di un processo democratico e partecipato, ma di uno scontro tra clan.
Dunque avete dimostrato con queste modalità di essere più indietro dei vostri superiori, che così avranno l’ennessima motivazione per considerarvi dei ragazzi immaturi, da indirizzare, controllare e far invecchiare sotto di loro. Complimenti!
3- Dici che preferite parlare di idee. Peccato che dall’esterno quello che si sia notato sono i nomi dei contendenti Benifei e Raciti, mentre se chiedi cosa sanno le persone dei programmi molti non sanno rispondere. Quindi a quanto pare questa volontà di mettere davanti i programmi alle persone non è riuscita. Mi chiedo come mai!?
4- Mi parli di ladri, di persone la cui umanità è discutibile, che non sanno nemmeno cosa sia la coerenza. Scusa ma sono tutti nella giovanile? E se sì come mai militano in una associazione che secondo la tua parola è democratica, grande e trasparente? C’è un’evidente contraddizione nelle tue affermazioni. Dove sta la verità? Deciditi.
5- La democrazia ha vinto? Hanno vinto le idee nuove? Raciti ha vinto in modo bulgaro perché si è fatto di tutto per competere in modo sleale nei confronti del suo avversario: il sostegno all’ultimo dei delegati che inizialmente lo avevano appoggiato è un esempio. Inoltre le modalità congressuali come già detto non hanno dato la possibilità di costruire un confronto democratico serio e a più voci. C’erano solo Raciti e Benifei, uomini della stessa corrente tra l’altro, in grado di correre per la segreteria nazionale? Spero di no. Ma forse siete così abituati ai candidati unici, che già vederne due vi sembra un esempio di democrazia. Dimmi quali sono le idee nuove, perché quelle dei Giovani Turchi mi sembrano un po’ datate: anni ’70. E come dicono in molti, chi onestamente chi in modo strumentale, non si può riproporre una socialdemocrazia in stile novecentesco: è un’idea superata dalla storia, ditelo a D’Alema. Consiglio a tal proposito la lettura de “L’economia giusta” di Edmondo Berselli, quello si che è un libro che offre strade a cui ispirarsi per cercare nuove idee.
6- Se è inutile parlare di queste cose perché hai mandato una risposta? Forse dovete abituarvi a discutere di più con chi è in disaccordo con voi piuttosto che confrontarvi solo con chi è dalla vostra: e guardate non c’è bisogno di uscire dalla Giovanile, anche lì ci sono persone che pensano che la Giovanile non sia poi così democratica come tu sostieni. Quando avrete raggiunto una sintesi con loro vi aspetto al varco, pronto per un confronto costruttivo di più alto livello.
A presto compagna Pini
26 aprile 2012 at 5:04 pm
Posso intervenire solo per l’ultimo punto affermando che la risposta inviata da Giuditta è stata richiesta dal Rasoio in seguito al tuo articolo su Pensieri Democratici.