Immaginate una piazza.
Quella di una volta. Grande o piccola non importa, ma comunque centrale e aperta.
Il Rasoio è una piazza in cui parlare di cose pubbliche e private, e discutere.
Il soggetto principale è Modena, com’era, com’è cambiata e come ci aspettiamo che sia negli anni a venire.
Tutti parliamo di ciò che succede in città, ma quasi mai questi commenti vengono fissati e resi pubblici come un documento storico che permanga oltre l’indolenza del tempo.
L’appello quindi è: unitevi al Rasoio e scendete in piazza.
Per farlo, scrivete a ilrasoiomodena@gmail.com (leggeremo con interesse i vostri testi – di qualunque tipo essi siano – per poterli inserire eventualmente nel blog)
Ora venite a conoscere le brillanti menti della piazza…
A.M. - sviluppo piattaforma
lo chiamano in tanti modi, ma mai col suo vero nome (per motivi di blog, sostiene). 27 anni malportati ma ben vissuti, specialmente in bicicletta, specialmente in viaggio. Professione in corso di definizione dopo master in giro per l’Europa e qualche anno di giacca&cravatta. Generalmente spaesato. Oltre ad avere un’innata predisposizione per il social networking, il Futuro, e il disagio visivo, è anche il classico cattivo dei film.
BALDONI FABIO
nato a Modena – all’una e cinquantanove del mattino di un freddo martedì del 1978 – è stato diplomato geometra con il massimo dei voti e studente di ingegneria che ha abbandonato gli studi a 2 esami dalla laurea; è barista da più di 10 anni e gestore di un locale a Maranello. Scrive poesie e racconti per passione, ed ha pubblicato 4 libri con case editrici nazionali e partecipato e vinto a concorsi letterari.
PIERINOEILLUPO - collaboratore
in banca e alla posta, quando c’è da pagare, lo chiamano Filippo Tocchio. Quando deve incassare invece, non lo chiamano mai. Nel corso degli anni studia tanto, impara poco, capisce ancora meno. Finge sicurezza nei propri mezzi per motivi di copione. Aspetta che la Beata Vergine Maria gli parli e gli spieghi se è più vicino all’uomo o all’animale. Nel frattempo passa le notti insonni al lume del rancore cercando di comunicare con lei attraverso la scrittura creativa.
MARCELLO BERGAMINI - mediamente responsabile
nato a Formigine il 21/09/1988 per ritrovarsi 21 anni dopo a fare lo studente, in cosa bene non si è capito, infatti i suoi campi d’azione sono molteplici; ha lavorato come factotum in una azienda agricola, cameriere, cameraman, e postino. Gli studi classici gli hanno consentito di identificare il suo spirito come nichilista, ma con essi ha identificato il suo sogno nel scrivere un’opera poetica. Il suo ruolo all’interno del blog è quello di Art-Director. Battlecry: “Io dovevo nascere nel Risentimento”o “E fu li che t’innamorai”.
CLAUDIO CAVAZZUTI – sviluppo progetti
percorsa l’Europa in lungo e in largo sulle labili tracce di antiche tecniche metallurgiche e di strani rituali funebri, arriva a 27 anni suonati con la convinzione che l’Emilia, dalla bassa all’Appennino, ce l’ha dentro fino al midollo: dalla musica popolare al blues, dai tortellini in brodo al lambrusco, testardo come un montanaro e tipico delinquéint ed Modna. Ama il suo lavoro di archeologo, la politica e si porta appresso un piccolo strumento musicale da cui è pressoché impossibile separarlo. Sta studiando un elaborato piano per disinnescare il Rasoio ma, conoscendo bene i suoi colleghi, sarà una missione certamente complicata.
MARGHERITA ANGELI - collaboratrice
27enne romana de Roma, si intrufola in questa cricca di Modenesi d.o.c. per analizzarli dall’interno. Il suo strumento di vivisezione è la macchina fotografica. Artista e con impiego in ambito attinente (incredibile, lo so), ritrae, sogna, scatta, ascolta musica e volteggia sulle note di immagini e colori. Come avrete capito ama viaggiare, e non solo con la testa. Siamo in attesa di una sua monografia sui gatti indiani.
TOMMASO CAVERNI - collaboratore
nasce al policlinico di Modena il primo giorno d’autunno di 1/4 di secolo fa. Dopo la maturità scientifica preferisce da subito l’indipendenza economica e lascia ben presto ingegneria portando sempre seco la voglia di scrivere a partire dal giornale d’istituto, passando per concorsi di composizione ed open-book, fino ad approdare al Rasoio. Devoto al dio Bacco (o dio-niso), puntiglioso e un po’ permaloso ma mai molesto, fa sempre a modo..a modo suo.
ENRICO MONACO - direzione socio/politica
nato a Modena il 28/07/88. è studente della facoltà di Scienze Politiche di Bologna presso il corso di Sociologia. Fin da quando acquisisce il senso di sé decide di lanciarsi in modo romantico nelle esperienze politiche, amorose ed esistenziali che la città di Modena e l’Italia intera gli offrono. Fin dalle superiori si occupa di politica e di associazionismo, diventando rappresentante d’istituto al liceo, militando brevemente nella vecchia Sinistra Giovanile ed entrando nell’Avis. Poi si distacca dalla politica istituzionale (quella dei partiti) alla ricerca di approcci di più ampio respiro e più adatti alla società globale: così dopo varie esperienze fallimentari, ma dall’alto valore morale e formativo, approda al Rasoio dove sente per la prima volta di poter sprigionare tutta quell’energia che fino ad allora non aveva trovato forma.
EUGENIA CARRO - osservatrice silenziosa
nata il 7 giugno del 1994 a Correggio. Si è iscritta al Muratori perché voleva studiare il greco e adesso ha il debito. Ritiene la musica sia una delle cose più inspiegabili che si possano immaginare, ha ripreso da poco a suonare dopo essere stata in silenzio per un anno, perchè tanto la musica non tradisce mai. Disegna ma butta quasi tutto appena finisce. Dice che era meglio se nasceva uomo così se le davano del cowboy o del camionista era una cosa meno traumatica. Scrive nel Rasoio per poter crescere insieme a persone che ammira senza che loro lo sappiano.
ALESSANDRO BERTONI - graphic designer
Alessandro lentamente esprime sè stesso. Assimila nutrimento dalla ricerca ossessiva, bulimica. Esploratore rappresentazionale, trae ovunque nuove ispirazioni. Musica, arti visive, letteratura (e forse anche acrostici) si mescolano nel vortice caotico che è la sua personalità compulsiva e idealista. Suona la chitarra e compone dall’età di 15 anni alla ricerca della canzone perfetta, quando gli va scrive, manipola la realtà con photoshop ma poi si sente in colpa e la ritrae nella sua essenzialità in bianco e nero con una macchina analogica. Laureato in Comunicazione e Marketing, attualmente sta per specializzarsi, più o meno in corso, in Comunicazione Pubblicitaria.
VALENTINA CAMAC - responsabile comunicazione
Nata a Carpi il 12 ottobre 1993, è per metà peruviana. Le piace viaggiare, infatti sin da piccola ha visitato molti paesi dove ha potuto conoscere e osservare tante culture diverse; le piace fare nuove esperienze e conoscere nuove persone, fa tesoro di ogni incontro e dialogo per crescere; le piace cantare, usa la sua voce come forma di espressione e valvola di sfogo. Non le piace perdere tempo e doversi ridurre a fare le cose all’ultimo momento, però lo fa; non le piace dare troppo peso a ciò che la gente pensa di lei, però lo fa; non le piace pensare che ogni cosa che dice o immagina sia banale e scontata, però lo fa.
MATTIA MOLLI – Fumetti, disegni e tutto ciò che si può fare con una matita e un foglio di carta (Sì! Anche le catapulte!)
Piemontese di nascita, modenese di adozione. In realtà è mezzo modenese e mezzo piemontese. Perché la mamma era di giù e il papà era di su, così come la nonna era di su e il nonno era di giù, così come il bisnonno era di su e la bisnonna era di giù. Insomma tre generazioni tra Piemonte ed Emilia Romagna lo hanno condotto a Modena dove vive da circa due anni e mezzo e dove ha intrapreso la carriera universitaria. E’ uno schizzato, nonché il presidente della Magic Moments Production. I suoi occhi riescono a riprodurre qualsiasi avvenimento in maniera demenziale. La sua mente viaggia e quelli che propone al Rasoio sono i “viaggi” che si fa nella testa e traduce su carta. Frase preferita: “State indifferenti a questo!”
APPUNTO - collaboratore
Appunto è un giornale trimestrale formiginese che nasce dalla passione di chi si interroga sul territorio in cui vive, di lo chi indaga, di chi lo scruta per meglio capirlo e farlo capire. Appunto prende vita in serate d’autunno, attorno ad un tavolo, dalla voglia di alcuni giovani far circolare idee prima di tutto, eccellenze, curiosità, verità.
Like this:
Be the first to like this page.
27 ottobre 2009 at 12:25 am
yyeeep!
2 gennaio 2010 at 3:35 am
carissimi,
un’altra nottata spesa a ritrovare la strada per uscire da queste pagine…
questa volta niente versi da due lire ma un consiglio: date una storia anche alle vostre “menti brillanti” perchè a me piacerebbe conoscerle. ed io non conto niente ma sono comunque uno di quelli che stanno dall’altra parte e da questa parte manca il sapere da dove vengono tutte queste parole e perchè. Quali percorsi, quali incontri, quanti giorni dal primo; insomma se questo posto si chiama “chi siamo, chi siete” non potete nascondervi dietro un nome soltanto. n’est pas?
fate a modo e state allegri
R.
ah, buon anno a tutti voi
ah2: confido che la mia richiesta non infranga il comma 2(2)
3 gennaio 2010 at 10:47 pm
…approvo il consiglio (e non solo perchè sono legato da vecchia amicizia con questo notturno visitatore)
Attendo i pensieri delle menti brillanti del blog per capire se e come sviluppare la cosa…
Baldo
16 aprile 2010 at 4:31 pm
Il Blog, una piazza dunque, luogo di ritrovo, di chiacchere.
E come è cambiata la piazza di Modena, ma soprattutto la gente che da sempre la attraversa disegnando geometrie e lasciando brusii di voci, racconti e pettegolezzi?
La Piazza, ne ho il caro ricordo di quel luogo dove sapevo che avrei incontrato mio nonno, li, proprio sotto al portico in quel crocchio di personaggi che sembravano usciti da un fumetto satirico, con nasoni, cappelli, occhialini e giacche di tweed. Schivo, silenzioso, quasi mimetico nel suo passeggiare a braccetto della sua compagna bicicletta lontano dagli sguardi e dai mormorii perchè riservato. Portava con se oltre al carico di solitudine, il suo sapere di professore e la sua cultura di persona con mente viva e interessata. Mai esibito il suo sapere perchè prima di tutto suo. Lo portava in piazza per poterlo condividere, per il confronto, per la crescita e per lo scambio di idee. Era un artista, fratello di artista, figlio di artista, frequentava un gruppo di artisti, modenesi, sotto al portico del Collegio o in Piazza Grande.
Mi piace ricordarla così la piazza, uno squarcio di cielo tra le vie strette del centro storico che spinge la vista in alto, che eleva le menti alla punta bianca della Ghirlandina e dove si respira cultura tradizionale, ma anche innovazione. Mi piace pensarla come fucina di idee, di ispirazione creativa e di crescita, anche morale.
Sono sceso in piazza, la mia piazza, legata ad un ricordo, ma con la speranza che sia sempre più così, che l’immutabilità architettonica che la contraddistingue spinga le menti al pensiero, alla creatività, a grandi valori e a grandi azioni.
Il Blog, immagino questa piazza.
al_B
16 aprile 2010 at 6:04 pm
…grazie Berto per averci regalato questo tuo ricordo…
16 aprile 2010 at 6:16 pm
Quella che descrivi è più o meno la stessa idea di piazza Grande che ricordo, solo che io non avevo un nonno protagonista come il tuo. I miei due nonni erano uno barese e l’altro salernitano e credo facessero quello che faceva il tuo nelle loro rispettive città. Però ricordo da che piccolo quando passavo per piazza Grande c’erano tanti anziani che vi si ritrovavano. Ricordo in particolare che negli anni novanta molti erano dediti allo scambio delle schede telefoniche, un modo che oltre l’interesse economico e “commerciale”, che ha sempre caratterizzato la cultura modenese, sottendeva la bellezza dello stare insieme. Sapevano stare insieme i nonni perché si sentivano una comunità, così piazza Grande era il centro di una grande collettività che riuniva tutti i dialetti da quelli della Bassa a quelli della Montagna. Che significato ha per noi oggi piazza Grande? Credo poco, per la maggior parte dei giovani modenesi, tanto che le principali attività caratterizzate da scambi umani sono rappresentate dal Comune e dal Caffè Concerto (e ho detto tutto). In ogni caso mi piace ricordare la vecchia piazza Grande e riprenderne l’essenza su questa piazza virtuale, sperando un giorno che questo ciberspazio possa avere la forza di trasformarsi e spostarsi, e riconquistare la piazza principale della nostra città, recuperando così quella dimensione comunitaria che oggi è quasi totalmente scomparsa.