Archivio delle Categorie: Notizie Flash

INDIDEE 2011

Anche quest’anno il Rasoio è stato invitato al Festival della Stampa Indipendente, organizzato dalla rivista modenese Mumble:

A questo link tutti i riferimenti per seguire la rassegna.


No comment capitolo 1: La Padania, il Graal, gli alieni e Re Artù

“Lunedì andremo alla Malpensa e partiremo alla ricerca del Sacro Graal”

 Radio Padania, 16.07.2011

http://www.youtube.com/watch?v=xqYM8rZg8jg


L’angolo del barbone (numero 4)

Prima Pompei, ora Sestola. Crollo dell’Oratorio quattrocentesco della Rocca, proprietà del Comune di Modena. La sinistra modenese, toccandosi i maroni: “Bondi, DIMETTITI!” (o qua crolla veramente tutto).


L’angolo del barbone (numero tre)

A volte mi chiedo se a Modena non costruiscano appositamente brutture, per poi dire, qualche anno dopo, che la zona è da riqualificare.

CC

 

La signorile palazzina retrostante ai Giardini Ducali: come avere le spalle coperte...

 

 



L’angolo del barbone (numero due)

Sitta ha proposto una variante al Piano Regolatore del presepe: per riqualificare l’area della ex-mangiatoia, si provvederà a costruire un pensionato per D’Alema e gli ex-sindaci dell’ex-PCI. Inoltre quest’anno sarà abolito il Natale sperimentalmente a Marzaglia, san Damaso e Paganine.

CC


L’angolo del barbone (numero uno)

Dicono che la pista di Marzaglia farà girare l’economia. Molti dicono che fa solo girare le palle.

CC


L’angolo del barbone (numero zero)

Qualcuno in città si sta chiedendo se, dati i tempi biblici, sotto il telone di Palladino ci sia ancora la Ghirlandina o uno space-shuttle.

CC



La notizia del mese #2: L’attacco narcotizzante dei terroristi cinesi

 

Il mese appena passato, il mese di marzo, è da sempre un mese importante.

Secondo i fedeli della Heaven’s Gate, nel marzo del 1997 ci sarebbe stata la fine del mondo e, per togliersi ogni dubbio, si suicidarono. La loro teoria era che fra il 24 e il 26 di quel mese sarebbe passata vicino alla Terra la cometa Hale-Bopp sulla cui coda viaggiava un UFO che avrebbe salvato le loro anime, lasciando quelle del resto della popolazione mondiale alle sofferenze dell’apocalisse.

Quest’anno, il mese di marzo, è stato anche il mese della grande galoppata del nuovo Furia nostrano e dell’eroina Federica Manicardi. Nel pomeriggio di venerdì 5, fra le 14.00 e le 15.00, un cavallo di quattordici anni dal pelo marrone, ha percorso un tratto della tangenziale di Modena, in direzione Sassuolo. Dalla ricostruzione, sembra che il destriero senza cavaliere sia riuscito a percorrere il cavalcavia di Cognento, via Cartesio, via Aristotele fino ad essere raggiunto in via d’Avia. Proprio in via d’Avia, infatti, lo aspettava Federica Manicardi, quarantenne agente della polizia municipale di Modena e appassionata cavallerizza, che, con sprezzo del pericolo “Si è sfilata la cintura, l’ha girata attorno al collo del cavallo tenendolo per la criniera ed è salita in groppa”[1].

Ovviamente, questo mese, è stato anche il mese della politica, delle elezioni, della censura televisiva. Poi è stato anche il mese del settantesimo compleanno di Fausto Bertinotti, e anche quello in cui Steve Jobs ha risposto ad alcune mail di clienti scrivendo solo yes, no e yep.

Proprio l’intervista al cinquantacinquenne padrone di Apple, però, ci permette di parlare della vera notizia del mese: l’attacco narcotizzante dei terroristi cinesi.

Avrei voluto rispondere in maniera più migliore, ha risposto Jobs lo sgrammaticato, come lo chiamavano alla scuola elementare, ma mi era impossibile, mi si chiudevano le palpebre.

Da fonti segrete, infatti, siamo riusciti a scoprire questo.

La tempesta di sabbia che ha colpito Pechino, non era una vera tempesta di sabbia, bensì un’azione organizzata di narcotizzazione del mondo. Tutti i cinesi tutti avevano avuto l’ordine di accendere degli aerosol contenenti narcotici sintetici, che avrebbero fatto addormentare l’intero pianeta. Il loro piano malefico era quello di aspettare che tutti si addormentassero, per poi impossessarsi del mondo intero.

E ci stavano riuscendo.

Le prime vittime sono state le perone più piccole e indifese, come Ping Ping, il cui cuore in miniatura non ha retto, e ha smesso di battere a Roma, durante le registrazioni della trasmissione dei Guinnes dei primati, fra le lacrime di Barbara d’Urso.

Poi è toccato anche alla redazione di Repubblica.it, che, mentre caricava la top ten dei quadri più cari al mondo, si è addormentata tutta in massa, mettendone solo sette, e poi anche le polizie di tutto il mondo si sono addormentate, finendo spesso dentro i fiumi con le automobili.

Ciò che però ha fatto suonare il campanello d’allarme dei servizi segreti, è stato l’iniziale assopimento dei leader mondiali. Il nostro premier ha accusato un segno di cedimento ai narcotici cinesi durante un meeting con la lega araba, quando, così ha dichiarato a pericolo scampato, ho sentito le palpebre che si appesantivano come non mi succedeva da tempo e ho visto centinaia di vallette che saltavano la staccionata.

Proprio questo addormentamento illustre, però, ha fatto sì che si formasse una task force di esperti e agenti segreti di tutte le democrazie buone dell’occidente.

All’unanimità hanno approvato la proposta lanciata da Leon Panetta, direttore della CIA, di mandare in audio mondiale a tutti i dormienti una musica bella, allegra e spensierata, che gli facesse venire voglia di tornare a vivere come sempre e di risvegliarsi da questo coma terroristico.

A quel punto, la scelta della canzone ha creato non pochi problemi.

Allen Welsh Dulles, colui che aveva guidato lo sbarco nella Baia dei porci, e che era stato resuscitato proprio per l’emergenza sonno, ha proposto The final countdown, proposta bocciata perché il conto alla rovescia fa addormentare e non sveglia.

Allo stesso modo, è stata rigettata anche la proposta di George John Tenet, ex direttore CIA, di mandare I’m too sexy, perché troppo ripetitiva.

A quel punto molti erano pronti a buttare la spugna, quando, da dietro al rappresentante dei servizi segreti italiani, si è alzato il braccio di Umberto Smaila.

Io manderei la sigla finale di Colpo Grosso, ha detto, è allegra, vivace, parla di belle donne e anche di smettere di sognare.

Di fronte a questa idea così brillante tutti sono rimasti basiti. Senza dubbi l’hanno approvata con grida di giubilo, spari in aria e vicendevoli baci sulle labbra, senza lingua, però, dicono. Smaila ha fatto anche il giro del tavolo correndo e ha dato il cinque a tutti i presenti, come fanno nei film i giocatori di baseball, dopo un homerun.

Così il mondo è stato salvato e il governo cinese ha mandato un messaggio criptato a tutta la popolazione: dobbiamo trovare altri modi per diventare padroni del mondo.

http://video.google.com/videoplay?docid=-1837602570554302963&ei=JjSvS76WJaKM2AKduvzSBg&q=colpo+grosso+sigla+finale&view=3#

e i sogni adesso non si sognano più

li puoi trovare già pronti te li dà la tv

Alessandro Busi


[1] http://www.sassuolo2000.it/2010/03/06/cavallo-galoppa-per-unora-in-tangenziale-a-modena/


La notizia del mese: la grande esplosione dei negozi di scarpe a Modena

L’altra sera ero a casa che guardavo la trasmissione di Fazio, Che tempo che fa, e c’era un ospite che non avevo mai sentito, tale Pippo Del Bono, uno che fa discorsi veri. Uno che è talmente di ampie vedute, che nei suoi spettacoli si porta in giro un tizio che era stato in manicomio, che si chiama Bobò, e un ragazzino down di dieci anni, che si chiama Gianluca. Pensate che questo Pippo, è uno talmente libero dagli schemi moralistici della nostra cultura bigotta e borghese che, quando Gianluca prima degli spettacoli corre nudo per il teatro e qualche signora per bene si scandalizza, lui, Pippo, pensa che queste signore non dovrebbero scandalizzarsi, perché Gianluca nel correre nudo è vero, e ciò che è vero è autentico, e ciò che è autentico è anche bello, quindi Gianluca che corre nudo è bello.

Per dirne un’altra sull’anticonformismo di Del Bono, il suo prossimo film l’ha girato tutto con la fotocamera del cellulare, roba da sperimentazione superpiù come il piedipiatti di Bud Spencer.

A parte queste note a margine, però, ad un certo punto dell’intervista, parlando della nostra società, Pippo ha detto che ormai c’è un solo stereotipato canone estetico generale al quale tutti si devono omologare, soprattutto in Italia, e poi ha aggiunto questa frase che mi ha fatto venire i brividi:

“Ieri camminavo per Modena e guardavo…tutti la stessa scarpa”

A sentire queste parole mi si è ghiacciato il sangue, non potevo crederci. Non capivo, ma le opzioni che mi si paravano davanti erano entrambe mostruose:

prima: Pippo Del Bono è in realtà uno di quei compagni bacchettoni che pretendono di fare la morale su tutto, perfino sulle scarpe che si comprano. Uno di quelli che, applicando al mondo le proprie categorie mentali vecchie, pensa, per esempio, che tutte le scarpe da ginnastica siano uguali e che questo sia segno dell’omologazione dei giorni nostri, mentre è solo segno del fatto che lui indossa degli “occhiali” inappropriati per capire la realtà che lo circonda, quindi è costretto ad appiattirla. Come dire? È come un bambino che cerca di mettere il triangolo nella formina quadrata e, invece che cambiare formina, deforma il triangolo;

seconda: Del Bono sta lanciando un messaggio, sta dicendo che a Modena è successo qualcosa di grave per cui tutti sono costretti ad andare in giro con le stesse scarpe.

Ebbene, siccome la prima ipotesi mi sembrava andasse a cozzare ampliamente con tutti i discorsi che aveva fatto prima e non potevo pensarla vera, gambe in spalla, sono andato direttamente a Modena per capirci qualcosa di più e lì ho scoperto la tragedia: i negozi di scarpe erano tutti esplosi un mese fa, quindi oggi tutte le persone indossano le scarpe passate dalla protezione civile.

Ecco ciò che sono riuscito a scoprire.

Il mese scorso, esattamente martedì 2 febbraio alle ore 15,37, Modena è esplosa, o meglio, i negozi di scarpe di Modena sono scoppiati, tutti nello stesso istante.

Testimoni oculari raccontano di una scena raccapricciante: busti di commessi di Bata e Foot Locker si trovavano, senza testa, ne braccia, ne gambe ad ogni angolo di strada; un magazziniere di Elefantino calzature per bambini è finito direttamente in casa della signora Colazzo, che l’ha trovato solo alla sera.

“Niente sono arrivata a casa”, mi ha raccontato la signora Colazzo, “sono arrivata a casa e ho visto che il tappeto persiano della sala, quello che mi aveva regalato la mia amica Luisa quando aveva fatto il suo viaggio in Iran, ormai un paio d’anni fa, quel tappeto lì era pieno di sangue, poi ho alzato gli occhi e ho visto quel povero ragazzo steso in mezzo al salotto, con un buco in pancia e la testa, staccata dal corpo, sopra un cuscino del divano, quello che mi aveva ricamato la mia povera mamma”.

Un altro ragazzo che sono riuscito a intervistare, Andrea Lorenzi, mi ha raccontato che quel martedì lui era al parco Pertini, quello in via della rimembranza, a far fare una passeggiata a Jerry, come Jerry Calà, lo Yorkshire della nuova compagna di suo padre, quando una gamba con uno stuvale nero gli è arrivata addosso e l’ha fatto cadere a terra, e poi, in meno di un minuto, si è trovato letteralmente sommerso da montagne di lacci di scarpe.

Pensavo di annegare, mi ha raccontato, sembrava di essere sommerso da una montagna di spaghetti multicolore, è stato un incubo.

Ma le loro storie non sono state le uniche, né le più tragiche.

Degli anziani presenti al parco Ferrari, infatti, non se ne è salvato nessuno, tutti mortalmente trafitti dai tacchi a spillo, partiti come proiettili, dalla vicina Bottega del tacco di Ferrari Fabrizio; così come dei clienti di Max Mara, fra i quali è sopravvissuto solo il signor Luigi Stella, che adesso, al solo sentire pronunciare il nome Clark, scarpa che stava provando durante l’accaduto, scoppia a piangere come un bambino.

Ebbene sì, tutto questo è stato, nonostante nessuno ne abbia parlato, o ne voglia parlare. Un mio informatore, mi ha anche dato la soffiata che sarebbe stato dato ordine a polizia e magistrati di non fare indagini di alcun tipo. Tutto sembra debba passare sotto il più completo silenzio, ma perché? Quali poteri occulti si oppongono a che fuoriesca la tragedia della città emiliana? Quali?

Allora io dico, ringraziando l’immenso Pippo Del Bono per la soffiata discreta ma chiara, rompiamo questo muro di silenzio e diffondiamo! Diffondiamo più che possiamo! Perché la grande esplosione dei negozi di scarpe di Modena non cada nell’oblio.

Alessandro Busi


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