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Siete d’accordo con la giunta sull’ordinanza anti-alcol? Sondaggio e proposte alternative.

per informarsi:

http://aurelio.comune.modena.it/notizie/campagna-abuso-alcol/documenti-ordinanza-alcol/locandina-ordinanza-per-contrastare-abuso-di-alcol-su-area-pubblica-disposizioni-per-zona-centro

http://gazzettadimodena.gelocal.it/dettaglio/multe-anti-alcol-da-aprile-via-a-campagna-informativa/1895660

http://gazzettadimodena.gelocal.it/dettaglio/modena-si-ubriaca-un-giovane-su-cinque/1919904

http://gazzettadimodena.gelocal.it/dettaglio/figli-ubriachi-multe-ai-papa/1742634

I commenti sono più che bene accetti. Nel caso la discussione sia fruttuosa,la redazione del rasoio invierà a Fabio Poggi, Assessore alle Poltiche Giovanili del Comune di Modena, i risultati di questo web-dibattito.

Qui un report di Fabio Baldoni dell’incontro pubblico tenutosi il 29 aprile presso la sede PD della circoscrizione centro a cui il nostro blog ha attivamente partecipato corredato da un suo commento.

http://ilrasoio.wordpress.com/2010/04/28/incontro-pubblico-sulle-ordinanze-anti-alcol-giovedi-29-aprile-ore-2045/#comments

Personalmente sottoscrivo il commento di Fabio.

Lancio però una proposta: la dominanza del fattore alcol nel tempo libero dei giovani (e dei troppo giovani) è certamente indice di un disagio. Quel disagio continua fino all’età adulta e si tramuta in isolamento e disaffezione alla politica, intesa non nel senso di disinformazione dell’attualità e della cronaca politica, ma di lontananza dal senso civico e dalla responsabilità sociale che sono sinonimi di comunanza e antagoniste di isolamento e disagio.

Quindi se si lascia a giovani (e adulti), diciamo al “popolo della notte” uno spazio franco fatto di birrerie, bar, locali e strade annesse dove ciò che si vende sono solamente bevande e compagnia, inevitabilmente lì si arriva, a questa equazione:

………………. Socialità=alcol ………………

Ma se si riempie lo spazio con musica, spettacolo, intrattenimento allora la musica cambia.

Voglio azzardare di più: perché il comune non destina spazi ad associazioni di giovani da gestire attivamente con un turnover ben preciso e organizzato?

Il risultato potrebbe essere questo se il progetto e il conseguente coordinamento viene ben pensato:

1. I giovani gestiscono uno spazio pubblico, quindi ne sono personalmente responsabili, perché ogni associazione ha un legale rappresentante, che risponde dell’operato dell’associazione di fronte alla legge. Questo è un percorso formativo di responsabilità civile a tutti gli effetti! Sarà naturale dopo, battersi contro il “degrado” perché si è in prima persona potenziali VITTIME del degrado, quindi diventa risoluti nel combatterlo, mentre ora i “giovani” sono considerati fonte ATITVA di degrado e come si vede in larga parte indifferenti alla tematica.

2. Dare uno spazio ad associazioni di cittadini che possono lì fare intrattenimento significa consegnare alla città uno spazio che loro stessi pagano con tasse (e sempre più spesso, multe), quindi un modo per sentire che la politica si avvicina anche alle loro esigenze di spesa del tempo libero. Riavvicinamento delle istituzioni alla popolazione e della popolazione al proprio territorio e degli individui ad altri individui: questo è la chiave per una collettività coesa che non avrà paure ingiustificate su cui  campagne elettorali fraudolente possono facilmente fare leva.

3. L’alcol venduto in luoghi di questo genere non sarebbe venduto da privati, che ne trarrebbero beneficio economico, quindi si potrebbero organizzare serate no-alcol, o alcol-alternative corredate di eventi d’intrattenimento che i pub non hanno alcun interesse ad organizzare per questioni di guadagno. Sempre in spazio PUBBLICO  e non PRIVATO (p.s. siete ancora di sinistra?).

4. Si rivitalizzerebbe la scena artistico-musicale della città che oggi è a terra, visto che le nostre piazze non ospitano quasi mai concerti gratuiti e la sera del week end è un totale “deserto dei tartari” (per citare un militante PD del centro). Il monopolio dei concerti a Modena è della Festa dell’Unità (mi correggo Festa del Partito Democratico).

5. Si sposterebbe il problema dal centro storico, in cui rimarrebbero i locali, che continuerebbero certo ad essere frequentati, ma in modo più gestibile ed accettato dai residenti. L’ampliamento dell’offerta spalma il pubblico in diversi punti della città quindi evita grossi agglomerati ingestibili.

6. Potrebbe questo essere uno strumento per riqualificare aree ora “depresse”.

L’amministrazione potrebbe dire che questi luoghi già esistono. La Tenda, per esempio. Bene: non vi sto a raccontare i tempi e le procedure e gli accreditamenti necessari per avere una serata alla Tenda, che deve terminare alle 23.40! Io sono presidente di una associazione iscritta all’albo del Comune di Modena ed in Comune ci è stato risposto che per avere una sala riunioni bisogna mettersi in fila, perché attualmente non ce ne sono di disponibili. Allora ci rivolgiamo ai circoli, alle polisportive, che ci fanno sempre pagare, com’è loro diritto. Se non hai un santo in paradiso (in comune), e sarei lieto che  qualcuno mi smentisse, non hai diritto a nessuno spazio per riunioni, figuriamoci per serate! Se qualcuno ha tempo e voglia di indicarmi una procedura breve, snella e garantita io sarei felicissimo e potrei così diffonderla ad almeno altre dieci associazioni come la nostra che abbisognano di questi spazi.

Ho ancora fiducia che la politica ascolti i cittadini e selezioni bene la sua classe dirigente, aperta, trasparente, disponibile verso i propri concittadini e non repressiva come si è dimostrata in quest’ultima ordinanza.


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