Gli anni 90 e la felicita’, e poi l’arrivo dell’Ombra

Gli anni 90 li ho vissuti, ma ero troppo giovane per capirli a fondo. Tuttavia mi ricordo i carrelli STRAPIENI all’uscita dalla COOP. Un grande potere d’acquisto spingeva tutti lì dentro dall’ALTO DIRIGENTE all’OPERAIO e via a comprare a più non posso per imbandire le tavole benedette, spesso e volentieri, da un rosso di Sorbara. Era una cosa molto COMUNISTA la COOP, tutti potenzialmente potevano comprare tutto, così vedevi fraternizzare nell’attesa della lunga fila alle casse (non esisteva il salvatempo) le persone più disparate indifferenti alle condizioni SOCIALI dell’uno e dell’altro tutti accomunati da un’etichetta UNIVERSALE che oggi conosciamo anche troppo bene, quella del CONSUMATORE. Ed era vero, la roba si comprava un po’ a casaccio, quasi con lo spirito di un ladro che riunite le ricchezze sottratte gozzoviglia su un monte godendosi da lontano lo spettacolo del tramonto con un’Ombra in lontananza che incombe senza mai arrivare ad inghiottire la città. Povera Modena!!!
E poveri noi, giovani nati negli anni 80, che oggi ricordiamo il sole e i pomeriggi passati al parco Amendola a giocare a pallone con i genitori felici. Talvolta mi trovo a raccontare a chi più giovane di me quel sole non l’ha mai visto perchè è cresciuto quando già l’Ombra si era mangiata la città, e mi ascoltano con grande stupore mentre racconto ciò che amo definire l’ETA’ DELL’ORO. Così mi trovo a descrivere una città che hanno vissuto in pochi perchè è il punto di vista di un CREPUSCOLARE che ha visto il tramonto di un sole spuntato prepotente negli anni 60 quando splendeva immortale su queste terre e nè ha visto il tramonto. Conosciamo la NOTTE perchè l’abbiamo vista per primi nel cambiamento e sappiamo viverla, orientandoci in base alla luce delle stelle. Questo è lo sguardo del VIAGGIATORE di chi nasce su un CONFINE e non si sente mai parte dell’una o dell’altra cosa perchè cammina in bilico sul crinale di una montagna, cadendo di qua e di là, ampliando con il nostro ondeggiare la dimensione della CONTRADDIZIONE casa forse da noi costruita, abitata da molti di quelli che sono venuti dopo di noi.

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Una risposta a “Gli anni 90 e la felicita’, e poi l’arrivo dell’Ombra

  1. Condivido a pieno quello che scrive Enrico. E’ comune per la nostra generazione vivere in una condizione di dubbio e sfiducia nel futuro che non avevano i nostri genitori.
    Ma come dice Gandalf nel Signore degli Anelli, bisogna agire con ciò che ci è stato concesso piuttosto che con ciò con cui avremmo voluto. Quindi, il nostro destino è sopravvivere; i più nichilisti di noi faranno per conto proprio, i più “socialisti” (nel senso di individui che amano agire in società) hanno il compito di decretare la svolta o essere protagonisti della disfatta.
    Grazie a Enrico per aver scritto per tutti.

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