L’Origine. (1° parte)

Baratro entrò in tabaccheria convinto: voleva un pacchetto di Lucky Strike, tirò fuori i soldi e dopo averle prese le infilò in tasca. Alzò gli occhi verso l’altra tabaccaia, la più carina: lei ebbe un sobbalzo; l’ennesimo segnale che era ancora affascinante per il genere femminile. Poi uscì e mentre sorrideva si accese una sigaretta. Quella mattina la pioggia era caduta lenta e insistente su Modena come se qualcuno ai piani alti avesse dato l’ordine di farla finita e affogare tutti, ma proprio in quel momento le nuvole cominciavano a muoversi in ordine sparso e il cielo che prima minaccioso offendeva la terra sembrava ora aver deposto le armi. Così Baratro fece un gran respiro e un’aria profonda e penetrante, di quelle che annunciano che sta per accadere qualcosa di incredibile, gli riempì i polmoni.

E infatti lei comparve davanti ai suoi occhi bellissima.

Era suonata la campana e si dirigeva verso il bar distratta e inconsapevole di essere, rispetto alle altre, una creatura superiore. Il suo sguardo e quello di Baratro si incrociarono per un attimo disegnando sui loro volti un sorriso impercettibile, poi il fumo della sigaretta gli nascose il viso in una nuvola. Il tempo sembrava essersi fermato come se quella realtà stesse prendendo le forme di un quadro di un impressionista: Baratro rimase lì fermo come una statua guardando gli altri uscire dal liceo come soldatini silenziosi e stanchi. Poi tornò in sé (quasi come quello di sempre). Si avviò verso casa con uno sguardo impenetrabile, ma dentro una mareggiata improvvisa lo scuoteva come una nave in preda alla tempesta: sogni, rivoluzioni e notti fantastiche affollavano i suoi pensieri. Capì che dentro di lui qualcosa stava cambiando e senza che lui potesse averne il controllo.

Così anche se era Dicembre e il freddo lo mordeva come un cane rabbioso arrivò a casa senza rendersene conto, cadde sul divano esausto e si addormentò, sognando di lei e del suo sorriso.

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Una risposta a “L’Origine. (1° parte)

  1. Dicembre e’ tempo di decisioni, per lasciarsi l’Autunno alle spalle e affondare gli occhi in quelli della bufera.
    Incombe e respira.

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