Modena: la mia.

Prendi il treno amico, e fermati a metà della via Emilia dove la città nasce accarezzata da due fiumi, e in mezzo ad essi troverai persone che si accendono pensierosi sigarette. Portano negli occhi gli echi di passioni politiche dimenticate, corrono come animali impazziti sulle loro auto e smettono solo quando cala il sole. Allora spengono la loro stanchezza in un bicchiere di birra o in uno di lambrusco, a seconda di come si sentono. Se vorrai parlare con qualcuno di loro ti racconterà di viaggi incredibili, magari bestemmiando qua e là nel discorso e ti guarderanno cercando qualcosa, un luccichio comune. E se chiederai loro dei sogni ti faranno lunghi discorsi idealisti oppure sorriderano neri e in silenzio ti lasceranno intendere che non nè hanno. E di notte potresti sentire in questa città con un po’ di fortuna un rock o un blues  risuonare rabbioso come un ruggito inconscio. Allora sarai sicuro di essere nella mia Modena, pronto ad evaderne con uno slancio suggerito dalla voce di una angelo oscuro, fratello di buoni consigli. 

Enrico

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4 risposte a “Modena: la mia.

  1. E se chiderai dei sogni e qualcuno si metterà a ridere con la sua risata roca che ti si pianterà nel petto,

    se camminerai in lungo e in largo e vedrai due volte la stessa faccia,

    se starai ad ascoltare gli impolverati discorsi contraddittori di ragazzi che parlano come reduci di guerra,

    se un giorno saprai sempre dove andare,

    se alla fine ti accorgerai che è tutto tremendamente vivo e fremente sotto la truce e squallida coperta della noia,

    allora saprai che quella è anche la mia Modena.

  2. Eu, non potrei mai fare a meno dei tuoi interventi sui miei scritti, sarebbero incompleti. grazie 🙂

    La tua Modena è molto più gravata dall’Ombra della mia. Ma è anche vero che io vivo tutti i giorni la tua Modena che è quella presente, mentre la mia si perde giorno dopo giorno. A meno che qualcuno non la racconti, ed io ho giurato di raccontarla, per questo scrivo qui e per questo sono anche ciò che sono…

  3. E se continuerai a sentire dai monelli le stesse storie che venivano raccontate a te, come leggende che si tramandano alle generazioni future.

    Se le distanze, in ogni accezione del termine, tra la montagna e la bassa saranno ancora argomento di discussione.

    Se, di tanto in tanto, ti capiterà di sentire qualcuno che si bulla per aver risparmiato anche solo una decina di minuti nel tragitto.

    Se potessi cambiare qualcosa ma, in fondo, sai che è tutto splendido così com’è.

    Se non importa dove sarai né il perché ma leggere tutto questo, anche nelle giornate peggiori potrà scaldarti un po’ il cuore

    allora saprai che quella è anche la mia Modena.

    • Quella che racconti tu Avecave è la Modena che mi hanno insegnato quelli più grandi di me a me vicini, e che ho solo intravisto. Grazie per averla ripresa qui, perchè è una Modena molto romantica proprio perchè piena di leggende…

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