Inventore di ricordi (di Baldoni Fabio)

Ti ho guardata

ti ho guardata

ti ho guardata

ti ho guardata
e mi hai sorriso

Dio se ti ho guardata
per quel sorriso

Eccomi qui, sulle dita la sensazione meravigliosa e viva della tua pelle: il piccolo neo alla base del collo (che stuzzico con il labbro inferiore quando ho voglia di fare l’amore) la cicatrice sul ginocchio sinistro (ricordo della caduta sugli sci della vacanza in Trentino) le rughe ai bordi delle labbra (quanti sorrisi ti ho rubato dopo le litigate) il segno del taglio cesareo (il nostro primo figlio) i capelli bianchi (che dissimulavi con la tinta, ma che ora hai imparato ad amare) l’artrite alle mani (che non ti impedisce di giocare con nostro nipote) i tuoi occhi verdi (chiusi per sempre in una domenica di novembre)

Ti alzi, lo stesso sorriso stampato in faccia, e ti avvicini con la curiosità di capire chi sono e perchè ti ho osservata per tutto il pomeriggio. Stai per aprir bocca ma nello stesso momento vedi che raccolgo la giacca e, prima che il tuo cervello possa cogliere la tua stessa sorpresa, ti dico: “É stata una vita meravigliosa, non roviniamo tutto con inutili parole”.

2 risposte a “Inventore di ricordi (di Baldoni Fabio)

  1. Bellissima e molto emozionante la naturalezza nel paradosso dello stravolgimento dei tempi

    “ti ho guardata
    e mi hai sorriso

    Dio se ti ho guardata
    per quel sorriso”

    Complimenti..
    Pierinoeillupo

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