Il Giudizio del Sig. Tweener

“Per tutti i pugni in faccia che non hai mai sferrato, per le urla che non hai mai avuto il coraggio di gridare, per quei tuoi sorrisi vuoti, per quell’inutile compostezza. Ecco, guardala, guarda la tua rabbia, ti si è congelata dentro, nel midollo più antico e insondato, più oscuro.”
Il volto del D.C. è davanti a lui, ride mentre si allontana su di una barca a vela. Cinge con il braccio la segretaria che lentamente alza il medio verso di lui.
Lui sulla riva, con il solo desiderio di strongolarli entrambi!
… no, erano solo sogni, solamente brutti sogni.
Steso sul letto Paul Tweener fatica a prendere sonno, i sogni si mescolano ai ricordi, i ricordi alle preoccupazioni. Come era arrivato a trovarsi con in mano una lettera disciplinare da parte del D. C.?
La storia incomincia un mese prima, ad inizio Agosto.
Il Direttore Commerciale affida a Paul il compito di preparare i documenti relativi al cash flow della prossima stagione. Chiaramente quelle carte sarebbero finite sul tavolo del CdA di inizio Settembre. Tempo di bilanci fine Agosto, nessuno lo sa meglio di un Responsabile Amministrativo.
Paranoico prima di andare in ferie, il Direttore Commerciale si premura più volte con Paul di preparare i documenti in tempo utile, cioè entro il primo giorno del mese successivo, e di farli avere alla sua segretaria.
Compito ingrato, ma si sa che quello del contabile in una PMI è un ruolo che richiede spirito di abnegazione più che talento. Ciononostante Paul lo porta a termine nel giro di una settimana, con ben 5 giorni di anticipo sulla scadenza. Il primo ad entrare in ufficio e l’ultimo ad andarsene, perfino ad Agosto! E’ sicurissimo che questo incarico gli varrà più di una semplice stretta di mano. Ne parla al telefono con suo padre. Il Sig. Tweener si congratula con il figlio.
Assistito dallo stagista, Paul prepara addirittura un Power Point. Stampa il dossier in triplice copia. Guarda i fascicoli per una buona mezzora. Li dispone tipo carte da gioco sulla scrivania. Li accarezza. L’USB aziendale è di fianco, come se in quei 64 MB di spazio potesse esserci la chiave del successo.
Ringrazia lo stagista, gli offre un caffè della macchinetta e gli regala penna biro e block notes dei fornitori. Consegna i documenti alla segretaria, le allunga la USB con un occhiolino, poi proclama che si sarebbe preso una settimana di ferie. Saluta lo stagista, giunto alla sua ultima settimana dopo 6 mesi di lavoro non remunerato.
Paul in ferie. Felice, orgoglioso dell’opera, il mondo non potrebbe andare meglio! I parcheggi sono liberi, le vaschette di gelato in 3 x 2, Stan Laurel e Oliver Hardy in formato deluxe in edicola. Una sera cena al Gambero Rosso, e quasi rimorchia la cameriera!
Arriva Lunedì 3 Settembre. Paul trotterella in ufficio. Ha cambiato lato al riporto e ha comprato una nuova camicia in saldo. Gialla, tocco di colore: sembra un’altra persona.
“Tweener, ti vuole il direttore.” lo saluta la segretaria
Appoggia la cartella sulla scrivania, saluta i vecchi colleghi e conosce il nuovo stagista. Di sicuro saprà usare Power Point anche lui, li scelgono per questo.
Bussa alla porta del Direttore Commerciale (che per comodità da ora in poi chiameremo D.C.).
“Avanti.”
“Permesso… Buongiorno Sig. Direttore!”
“Buongiorno Tweener, prego si accomodi.”
“Ecco.”
“Bene, allora mi vedo costretto a tagliare i convenevoli e a chiederLe che diamine Le stesse passando per la testa quando ha redatto quei reports!”
“..ma come, non capisco…”
“Tweener, c’è forse scritto “ADDETTO BUSTE PAGA” su questa targhetta?!?!”
“..mh no.”
“No, giusto. C’è scritto D.C.. E se sono D.C. è perchè faccio quello che prometto, costi quel che costi.”
“Verissimo!”
“Allora perchè mi consegna un report che sarebbe in grado di fare mio figlio. No, lui forse ci metterebbe una Tabella Pivot, quindi anche meglio!”
Fogli sulla scrivania. Orrore sugli occhi di Tweener. Pupille dilatate.
“Ma quello è solo il file di prova…e la USB?”
“Non cerchi di prendermi in giro! La segretaria mi ha detto che non ha fatto altro che bighellonare mentre ero in ferie!”
“…ma…”
“Ora secondo lei come dovrei comportarmi?”
“Non saprei…”
“Neanche io saprei Tweener. Guardi, è da 8 anni che lavora con noi, quindi mi riservo altri 8 giorni per pensare alla sua situazione. Lasciamo calmare le acqua al CdA. E soprattutto a me. Ora torni al lavoro.”
“…grazie Signore…”
“Prego. Ah, e bentornato.”
Gli allunga una busta. Contiene la lettera disciplinare, e Paul lo sa.
Camminata di Tweener tipo in trance. Occhiate sfuggenti dei colleghi da dietro i monitor. Bisbigli. Lo stagista sorride ebete. Tweener si siede. Sbaglia password 2 volte. 245 emails in inbox. Le affronta con malinconia, come se stesse leggendo tanti piccoli biglietti di addio.
Log out alle 17.30 e swipe ai .33.
Bus.
Lucy in the Sky with diamonds dal suo mp3 vinto coi punti del Dixan. La camicia nuova lascia traspirare troppo.
Pantofole e cena cinese. Sulle reti private il Mago di Oz, quello del ’39 con Judy Garland. Lo guarda, e gli uomini-scimmia lo terrorizzano come sempre. Spera di non sognarli.
Con questa speranza va a letto ed eccoci al punto di partenza, Tweener che fa un incubo assurdo e si sveglia con le mani che fremono rabbia. Si sciaqua la faccia, si guarda, inizia a provare una serie di espressioni allo specchio. Poi fa le prove, tipo De Niro in Taxi Driver. Fa la parte del cattivo. Torna a letto, non fa paura neanche a se stesso.
Ora si trova sul sentiero dorato. Il D.C. sventola il suo report da 15enne e lo incenerisce con uno spray abbronzante. Gli spuntano ali scimmiesche sulla schiena e vola via. La segretaria lecca come un’indemoniata la chiavetta USB. Lo stagista fa notare a Paul, con suo sommo orrore, che sulla chiavetta campeggia la scritta “ADDETTO BUSTE PAGA”. Con un sussulto e un urlo lacerante, si sveglia.
Riprende a dormire. h7.00, la radio nazionale lo sveglia con la hit del momento. Colazione leggera e news del mattino. Si prepara per il lavoro. Dimentica di lavarsi i denti. Controlla la posta.
Sulla strada per il lavoro compra una rivista di finanza, che porta gloriosamente sotto il braccio.
Swipa alle 08.52. Va in bagno, defeca, legge la prima pagina della sua rivista.
Va alla sua scrivania, si logga, fissa il computer con aria assente per 2 ore. Zero interazioni da parte di colleghi, superiori, o segretarie.
Pausa caffè. Voci di corridoio sostengono che il nuovo stagista abbia dei seri problemi con excel, ma che se la cavi bene a campo minato.
Paul esce. Lo accompagna la tazzina marron di caffè presa dalla macchinetta. Si ferma in edicola, sfoglia delle riviste ma non compra niente.
Va in un negozio d’armi, esibisce documenti d’identità e regolare certificazione, e compra una Kel-Tec PF-9, un singolo caricatore. Paga con carta, e mette tutto in una busta di plastica. Esce, butta il bicchiere vuoto di caffè in un bidone per il riciclaggio, e ritorna verso l’azienda.
Rientra in ufficio, accolto con lo stesso silenzio di prima.
Si scusa con il vicino. Dice di sentirsi poco bene, che vorrebbe tornare a casa. Il D.C. glielo concede. Log out alle 10.56. Passando dalla scrivania della segretaria bisbiglia “Sei morta, serpe schifosa.”. Ma forse queste parole non escono mai realmente dalla bocca di Paul.
Paul viene ritrovato nel suo appartamento tre giorni dopo dalla polizia.
Quelle parole in effetti non erano mai uscite dalla sua bocca.
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