Riguardo l’Informazione e il Servilismo

Martedì scorso sera stavo guardando la televisione, quando ad un certo punto lo zapping dettato dalla noia che la scatola magica è maestra nel trasmettere, ha fatto cadere la mia attenzione su Matrix. Questo programma di approfondimento politico tentava di raccontare, attraverso dei servizi sul campo, lo stato attuale delle regioni italiane che il 28 e il 29 marzo andranno a votare per il rinnovo della giunta regionale. Il primo servizio era sulla Lombardia e sul Veneto. Le immagini scorrevano e si avvicendavano i temi lombardi, e più si andava avanti più mi sembrava di sentir parlare della terra promessa, però già creata e funzionante a pieno ritmo, tanto che mi sono chiesto per un attimo perché non avessi mai pensato di fare la valigia e correre verso Milano alla ricerca della felicità. Un’esaltazione retorica del sistema sanitario lombardo, raccontata attraverso immagini di imponenti ospedali e di pazienti soddisfattissimi, ieri sera ha fatto impallidire i filmati delle prime televisioni del governo fascista che esaltavano le colonie e il cameratismo dei balilla. Poi incredibilmente si parlava dell’inquinamento con le interviste ai milanesi: prima la popolazione, disperata, descriveva lo stato dell’aria, poi una serie di immagini liquidavano in circa 40 secondi il problema, sostenendo che le polveri sottili avevano sforato più volte le soglie consentite solo perché quest’anno non ha piovuto abbastanza (il piovuto abbastanza è stato detto in termini scientifici, così che tutti potessero capire). E per dare autorevolezza alla cosa sono comparsi due flash fotografici raffiguranti grafici e tabulati, prova scientifica del fatto che il fenomeno non si sarebbe ripetuto nei prossimi mesi (ma credo che questo avverrà solo se Formigoni sarà rieletto, in caso contrario i milanesi soffocheranno in massa per colpa del centrosinistra). L’occupazione poi sembra non essere un problema in Lombardia, visto che sono di più le aziende che aprono rispetto a quelle che chiudono, motivazione valida per pensare che non ci sia crisi (lascio il commento a voi).

Ma veniamo al Veneto. La base politica della Lega Nord quella sera era un esempio di integrazione della popolazione straniera con quella italiana: si susseguono immagini che ritraggono operai extracomunitari al lavoro tutti contenti (forse sono felici perché mentre lavorano non sanno che i loro contratti a tempo determinato sono sottopagati e non garantiscono significative tutele, non credo che nessuno si sia preoccupato di informarli, in Veneto). La regione della Serenissima però è nell’immaginario collettivo un terra di grandi lavoratori, e quindi conviene recuperare la retorica fascista prima sfoggiata per descrive il sistema sanitario lombardo: così le aziende venete apparivano in gran forma, con uno scatto di innovazione e investimenti sembrano guardare la crisi come un ombra destinata a dissolversi con l’arrivo del Sole (compare Silvio che inaugura il passante di Mestre, che devo dire che sia stata un’opera utile per coerenza con i miei pensieri, anche se qualche comunista ambientalista intransigente potrebbe obbiettare che i criteri con cui è stato costruito non sono in linea con il protocollo di Kyoto e con i recenti aggiornamenti di Copenhagen, di cui solo i più scrupolosi conoscono i dettagli). Si evince dal servizio che in Veneto sono tutti tranquilli e felici, anche se una signora intervistata non manca di sottolineare che se ci fossero meno immigrati si starebbe ancora meglio (giustamente!).

Ma veniamo alle dolenti note: l’Emilia e la Toscana. Il secondo servizio si apre con una musichetta inquietante che sottolinea il drastico passaggio dalle musichette allegre e pompose che caratterizzavano il primo, ad una seconda oscura parte. Infatti la prima immagine mostra un cartello che reca l’iscrizione Carpi (e subito mi viene in mente il settore tessile e i cinesi, perché ormai sono entrato nella logica del servizio). Infatti un gruppetto di operai abbattuti parlano di numeri incredibili, di una crisi disarmante mai vista prima. Ad un certo punto uno caccia una perla da scrivere nell’almanacco del qualunquista convinto “Che vinca la destra o la sinistra, siamo tutti emiliani”. Ma cosa vuol dire? Che la sinistra e la destra sono uguali o che non ti interessa chi ti governa? Forse tutti e due e chissà andando a scavare nell’inconscio di questo operaio cosa si potrebbe trovare (forse un promanazione del Bondi-pensiero che rieccheggia nella mente di questo povero cristo, confondendolo e disorientandolo). Comunque si capisce dal servizio che il sistema industriale Emiliano è totalmente fregato e che non c’è più nulla da fare (o forse un’ultima chance ci sarebbe, e credo abbiate capito: del resto Silvio fa miracoli). Poi casualmente il focus si sposta su Bologna: strano!!! Un Del Bono sorridente stappa una bottiglia di vino per festeggiare la vittoria e poco dopo rassegna le dimissioni. I cittadini bolognesi fanno da contorno con le critiche legittime al Partito Democratico, che nell’occasione ha sicuramente fatto una scelta rischiosa candidando Del Bono. Ma chissà se a queste persone che sono state intervistate è stato detto che le loro critiche sarebbero diventate un corollario di una trasmissione tendenziosa e di destra? Mah!!!

La Toscana potete immaginare voi come sia stata descritta, lascio che la vostra fantasia completi questa mia descrizione, visto che la fantasia ha avuto un ruolo determinante nella creazione del servizio di cui stiamo parlando.

Ora, qui si approfitta dell’oscuramento di programmi di approfondimento politico come quelli di Santoro, Floris e gli altri, che sì sono tendenziosi, parziali e spostati a sinistra, ma non fino a questo punto: in sala erano presenti ieri sera a Matrix tre giornalisti filo-berlusconiani e il povero Polito direttore del Riformista a fare da contraddittorio, il titano di sinistra della situazione che si carica sulle spalle la responsabilità di rappresentare l’altra metà del paese (ce lo vedete?).

La verità è che qui siamo di fronte ad una nuova forma di tele-fascismo subdolo, che giocando sulla forma e sulle tecniche della comunicazione intacca i contenuti che invece dovrebbero essere al centro dei programmi e anche, aggiungerei, del dibattito politico che non sta emergendo adeguatamente. Ecco perché questa campagna elettorale segna ancora una volta il distacco degli elettori da chi la politica la fa. Non ci si può aspettare che se la maggior parte dell’informazione parli di temi di minore importanza, non cali anche l’attenzione del paese sul voto. E chi paga le conseguenze di questa mancanza di dibattito e di trasparenza alla fine? Come al solito i cittadini, ma direi più correttamente la collettività che in questo paese è spesso la grande vittima, assediata da corrotti, egoisti e mentalità meridionali caratterizzate dal familismo amorale (con questo non critico la cultura meridionale in toto anche perché faccio Monaco di cognome e quindi sarebbe paradossale oltre che sciocco). E la collettività di cui parlo è lo Stato, come istituzione, che ogni giorno viene sempre più delegittimato da una grossa parte di chi lo rappresenta (non da tutti, altrimenti è qualunquismo) e da tutto il sistema di connivenza che lo pugnala sistematicamente. Sì, perché quello che si è consumato ieri sera a Matrix è un classico esempio di connivenza e servitù verso il potente: cosa sono il conduttore e chi ha organizzato il programma se non dei servi che hanno fatto il lavoro sporco approfittando della mancanza di contraddittorio? Chi sono queste persone se non coloro che più di tutti legittimano e nutrono una forma culturale e politica che fa violenza alla democrazia?

Ma io qui vorrei sottolineare una cosa e mi rivolgo in modo esemplare direttamente a chi si sottomette a questi poteri forti: guardate che i servi quando il vento cambia direzione sono i primi ad essere esposti ai colpi degli avversari. Spesso vengono mandati avanti nella carneficina e il fedele servo Minzolini è stato avvisato in questi ultimi giorni della fine che potrebbe fare. Sono questi tipi di persone, che assieme ai sicari vestiti di bianco e blu o di verde, stanno affossando l’Italia con il loro silenzio o con il loro aiuto e stanno scavando la fossa a tutte quelle persone che in questo paese ogni giorno scelgono con coraggio di continuare a vivere nella legalità, secondo le regole democratiche. Ma ricordatevi una cosa, servi dei padroni, che mentre voi scavate questa fossa ci sono persone che per amore della democrazia, della giustizia e della solidarietà giurano oggi di scavare per domani la vostra di fossa, quindi pensateci bene mentre fate il vostro lavoro sporco se vi conviene, perché la ruota gira per tutti e come viene detto in Romanzo Criminale “da che mondo e mondo i debiti li pagano tutti”: voi vi state indebitando con la collettività oggi, ma un giorno il bilancio dovrà tornare in pareggio con quello che ne consegue. Chiaramente la fossa che si intende scavarvi è una fossa figurata: si può sempre ricorrere alla galera, all’interdizione dai pubblici uffici, alle sanzioni pecuniarie o all’ostracismo, qualora servisse. E allora pensateci bene mentre siete nell’atto di genuflettervi davanti a Silvio o a chicchessia, perché quando salterà il banco, salterà anche la protezione dei sicari di cui vi circondate e allora sarete da soli a rispondere delle vostre azioni e non ci sarà nessun legittimo impedimento a trarvi di impaccio.

Enrico Monaco, detto il Rosso

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2 risposte a “Riguardo l’Informazione e il Servilismo

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