25 aprile 2010

Di sicuro faceva molto caldo a Fort Bliss il 25 aprile del 1945, nella contea di El Paso, al confine col Messico. Qui a Modena sarà stata una giornata primaverile fatta di vestiti leggeri e petali di ciliegio sulle strade bianche. La primavera sarà stata già di per sé una liberazione. In Texas c’era un caldo torrido, e i militari del campo sudavano tutti appoggiati alla radio per sentire l’annuncio della fine della guerra. A Modena invece l’annuncio sarà passato di voce in voce, di strada in strada, di piazza in piazza.

Mi concedo una piccola digressione: né io né voi, credo, vorremmo mai trovarci nel bel mezzo di una guerra. Già solo a dirlo sgomenta. Ma credo anche che non potrò mai provare la sensazione che pervase tutti all’annuncio della fine della guerra. Cosa fu? Gioia, sollievo, esaltazione, felicità, incredulità, trepidazione, euforia. Io, mi sa che quella cosa lì, non la so spiegare, a parole proprio non mi viene. Di sicuro era una cosa che non si poteva fermare.

A Fort Bliss il padre di mio padre faceva il cuoco ed era prigioniero ormai da più di due anni. Nel ’42, durante la sua ultima licenza, prima di essere spedito al suo terzo fronte, in Nordafrica, era tornato a Limidi in via dello Stradello Basso e aveva messo incinta la madre di mio padre. Poi era partito per Tunisi e dopo poco, era di nuovo in guerra a sparare addosso agli inglesi e ai francesi. Ma soprattutto a prenderle. Il resto della truppa era stato fatto a pezzi, e lui rimasto nel deserto solo con un ferrarese, era stato finalmente fatto prigioniero, portato a Casablanca e spedito negli Stati Uniti in un campo di lavoro per prigionieri, dove lo accettarono come cuoco (i prigionieri italiani andavano sempre a finire in cucina della mensa ufficiali).

Lo rispedirono a casa nel ’46. Mio padre conobbe suo padre a tre anni. E quando gli dissero “saluta papà, che è tornato a casa!” lui si mise a piangere perché chi fosse quell’uomo con i baffi e la camicia americana, proprio non lo sapeva.

Nel ’46 l’euforia della liberazione di un anno prima era difficile da mantenere, perché mancavano calorie. La festa era bell’e che finita. La ricostruzione era lenta perché la prima preoccupazione era il pane. Il primo 25 aprile del nonno Cavazzuti non portò le stesse emozioni di quello precedente. La commemorazione e l’originale si portavano dietro sentimenti diversi.

Racconto questa storia, per dire che ciascuno ha il suo 25 aprile. Nel ‘45 qualcuno c’era, qualcuno no. Qualcuno rideva, qualcun’altro piangeva. Qualcuno era felice e, di certo, qualcuno era molto arrabbiato e deluso. E anche oggi questo 25 aprile reca a ciascuno di noi qualcosa di diverso, ma non è questo il punto. Il punto è che ci troviamo in piazza di nuovo, per metterlo insieme, tutto questo tumulto, per rendere comune ciò che è per ciascuno privato.

Oggi il mio 25 aprile è di guerra, perché tutti i giorni è una battaglia che non vorrei: per il lavoro, per la famiglia, per conquistarmi un posto nel mondo e nella mia terra a cui so di poter dare un contributo forte, per contare qualcosa e far valere almeno due o tre delle mie idee. E allora avanzi, prendi un avamposto, poi tocca retrocedere per aver perso un presidio. Ti muovi circospetto o vai all’attacco come durante un blitz, a fianco dei tuoi compagni di battaglie.

Vorrei un po’ di pace, questo sì, ma è inutile abbattersi. Domani vado in piazza, come tutti gli anni, sebbene abbia il forte sospetto che al corteo saremo meno di un anno fa.

Perché ci vado, vi chiederete. Perché mi piacciono le liturgie. Mi piacciono le “parole valigia”, come resistenza, patria, memoria, quelle parole che come le valigie contengono tanti significati e te le puoi portare appresso ovunque tu vada, facendoti riconoscere per bene da chi intende dedicarti un po’ di tempo. Perché mi piace sentire la banda e camminare vicino a gente importante. Perché mi piace Modena, in questo giorno, e sono orgoglioso dello spirito combattivo dei modenesi.

Perché paradossalmente in questa vecchia storia vedo una speranza nel futuro: se c’è stato un 25 aprile sessantacinque anni fa, allora verrà domani un altro 25 aprile, per noi.

Annunci

3 risposte a “25 aprile 2010

  1. Ieri è stata una giornata incredibile! Questo 25 aprile del 2010 ha assunto un nuovo significato e valore, credo, alla luce degli sviluppi politici del nostro paese. Dopo molto tempo ho visto ieri, a Modena di mattina e a Carpi di sera, persone presenti non solo fisicamente alla celebrazione, ma con il cuore e la testa. A Carpi un concerto fantastico intervallato da interventi di scrittori e partigiani (come il Comandante Diavolo) ha liberato questa sensazione, ed infatti sul palco ieri c’erano gruppi indipendenti del rock underground che conta a livello italiano. Il Teatro degli Orrori e i Tre Allegri Ragazzi Morti tra questi sono riusciti a rappresentare al meglio la “nuova generazione resistente” che emerge dal nostro tempo. E credo che ci siano riusciti perché non debbano difendere nessuna bandiera sostenuta da un’interesse economico o di potere: queste persone non hanno niente se non l’amore di chi li segue e l’autorevolezza data dal loro modo di porsi. Per questo ieri a Carpi non ho sentito lamentarsi nessuno come succede sempre al modenese doc per qualsiasi motivo. Ho invece visto delle facce stanche, ma per la prima volta dopo molto tempo sorridenti, forse perché unite sotto ad un palco attorno ad una stessa idea comune: quella di resistere al dilagare della nuova cultura fascista che subdolamente tenta di comprarci ogni giorno in mille modi, che ci sussurra all’orecchio “Lasciati andare, va tutto bene!”. Così da ieri la Resistenza è tornata ad essere un valore anche per chi la guerra non l’ha combattuta con le armi, perché si è scoperto che oggi anche se non con le armi siamo in guerra a tutti i livelli, ogni giorno.

    Volevo poi dire che ieri mattina la piazza a Modena è stata molto interessante. Erano presenti esponenti del Partito Democratico e di Rifondazione con le loro bandiere, ma anche nuovi movimenti come il Popolo Viola, il cui striscione campeggiava fiero tra tanti dei suoi sostenitori. Devo dire però che ho visto poche personalità del mondo politico modenese in mezzo al “popolo”. In prima linea attivissimi con anche delle bandiere c’erano dei ragazzi della giovanile del Pd. Peccato che fossero una piccolissima ed eroica minoranza della giovanile, per non parlare dell’assenza dei big o delle loro apparizioni sfuggenti in stile comparsa teatrale. Allora io dico: la Liberazione, la Resistenza sono una delle basi del paese e della storia politica della sinistra italiana. Se tu come politico non sei presente, nella tua città, a festeggiare a fianco dei tuoi elettori/cittadini in nome di cosa gli vai a chiedere il voto, quindi fiducia, alle elezioni? Dov’era il Partito Democratico che conta ieri? Forse a pensare a chi dovrà sostituire Pighi quando lui andrà in parlamento. Be’ se si intende consegnare la nostra città nelle mani di altre forze politiche come la Lega Nord queste sono le migliori vie percorribili per dissipare le ultime briciole di credibilità che ti consentono di governare. Io e chi ci crede nel paese e nella sinistra (che deve venire) ieri eravamo in piazza a commemorare chi è morto per la nostra libertà. Chi non c’era evidentemente non si riconosce veramente in questa tradizione, perché non basta mettersi una maglia che dice che anche tu sei partigiano per un giorno. Serve l’impegno, servono le lacrime, serve il cuore. E ieri chi ha scelto di non esserci, ha scelto il silenzio e continua a muoversi sempre di più verso di esso, prima tappa per raggiungere la destinazione finale della dimenticanza.

  2. Credo di riconoscere mio padre nel “ferrarese” che assieme al nonno si ritrovò nel deserto libico e fatto prigioniero. La storia poi è la stessa: Casablanca, imbarco per New York e quindi campi di internamento americani.Nel caso di mio padre Artosi Giovanni i campi furono: Camp Lorsdburg (1943); Fort Bliss (1944); Fort Meade (dal 1945 in poi).Mansioni svolte : cucina, servizi nei trasporti.Ti ringrazio se trovi tracce di conferma.

  3. Pingback: 25 aprile 2011 « Articoli per Modena e altre destinazioni·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...