Pochi secondi che mi separano da te (di Baldoni Fabio)

(poesia tratta da QUALCUNO PER NESSUNO)

ascolta mentre leggi

Freddo spiraglio di luce tra le lancette
ed un solo pensiero

speriamo che non sia lei

Il dottore è senza espressione
come un manichino meccanico
a cui hanno dato una carica di vita

mi accompagna lento,
chissà quante volte
avrà fatto lo stesso giro
con altri disperati

tutti in attesa
di sapere per cosa dovranno piangere:
dolore
gioia,
facce mute della stessa medaglia
che gira tra le nostre dita

Cammina
con passi studiati
come se non volesse disturbare,
non per paura
nemmeno per rispetto

forse è l’unico modo
che ha per sopravvivere
qui,
in mezzo ai morti

Lo seguo
distante,
cammino piano

ho voglia di raggiungere quel corpo
in fretta,
per vedere che non sei tu
per sapere se posso ancora sperare

ma ho troppa paura
di aver già perso tutto
di non avere più nessun motivo
per andare avanti

Ecco, ci siamo

col suo camice
troppo chiaro
il dottore mi invita
a questo spettacolo

Odore
di cloroformio e solitudine
mi colpisce
e mi invade

barcollo
cerco un appoggio
la salvezza
una fuga

ma trovo solo acciaio
di un tavolo da laboratorio
ed una mano
sicura
troppo sicura

Cazzo

questa persona starà pensando al suo pranzo
forse al weekend
mentre tu attendi
che qualcuno tolga quel lenzuolo bianco dal tuo viso
per metterlo sui miei occhi
sulla mia vita
per sempre

e vorrei urlare
dirgli che si è sbagliato
che non puoi essere tu
che non doveva fare il mio numero

Ma ha già cominciato

lentamente
senza guardarmi
senza parlare
senza capire

lui ha cominciato
ad aprire la botola
che conduce al mio inferno

lucida
riflette queste mani
che non riesco a tener ferme
tra le tasche ed i ricordi

Cercano di aggrapparsi
a quello che mi è rimasto

non la speranza
quella non so più dove l’ho lasciata
ma ai pochi secondi
che mi separano da te

Spuntano piedi nudi
piccoli
bianchi
vuoti

non sono io tuoi
ne sono certo,
li ho accarezzati
mentre mi scalciavi
mentre mi sfuggivi
mi amavi

eppure quello smalto
no, non può essere

non devi essere tu

Mi avvicino al tavolo
un panno ci divide
e ci unisce

il cuore ha smesso di battere
e continuo ad avere paura
perché non so se posso fidarmi dei miei occhi

ora non sono più sicuro di niente

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