“Prevenire è meglio che curare”: STOP ai prodotti usa e getta! L’ecologia tutta al femminile (di Eleonora Coppoletta)

Come spesso vi sarà capitato di sentirvi dire dal vostro medico di fiducia, “prevenire è meglio che curare”. A mio parere questo concetto si può attribuire con la stessa efficacia al problema ambientale dello smaltimento dei rifiuti. Ormai risulta chiaro che uno dei problemi che preoccupa la nostra esistenza in questo pianeta è quello della sovrapproduzione di rifiuti che da anni sta acquistando proporzioni davvero insostenibili, come dimostrano le ripetute crisi a questo riguardo, che interessano aree storicamente problematiche come le regioni centro-meridionali. Il caso di Napoli e del comprensorio vesuviano è, in tal senso, un esempio tangibile di come in Italia questo settore stenti a trovare una soluzione definitiva, adottando politiche volte soprattutto a risolvere il problema a valle piuttosto che a monte: la strategia vincente è quella che coniuga efficaci metodi di smaltimento dei rifiuti con una razionale riduzione della loro quantità. Tuttavia, senza aspettare che da qualche parte arrivi una soluzione concreta a quest’annoso problema, è anche vero che ognuno di noi può apportare un utile contributo alla tutela dell’ambiente e della salute.A questo riguardo mi preme sottoporre all’attenzione delle donne un prodotto che purtroppo in Italia non è sotto i riflettori delle grandi aziende pubblicitarie, per ovvi motivi di opportunità…al fine, probabilmente, di non interferire nel profitto economico dell’imperversante logica consumistica.  L’oggetto di cui sto parlando è la coppetta mestruale, realizzata in silicone che si indossa internamente e raccoglie il flusso mestruale piuttosto che assorbirlo, mantenendo così inalterato il microambiente vaginale. Semplice da inserire, una volta riempita si estrae, si svuota, si lava e si inserisce nuovamente. Oltre agli innegabili vantaggi economici che ne comporta l’uso, essa riveste un sano ruolo di eco-friendly, non essendo un prodotto usa-e-getta. Ancora più chiaro appare l’enorme beneficio che se ne ricava per l’ambiente, se si considera da una parte il consumo smisurato di tamponi o assorbenti tradizionali e dall’altra la constatazione che essi rientrano in quella categoria di rifiuti cosiddetti di “difficile decomposizione” per la quale occorre un arco di tempo che si stima addirittura pari a circa 500 anni! Fortunatamente però, da qualche tempo la coppetta mestruale sta cominciando a trovare spazio in alcuni siti web che ne propongono la vendita on-line e di recente è possibile acquistarla anche presso alcuni negozi di prodotti biologici ad un costo di circa 30 euro e può essere utilizzata per un periodo di dieci anni, secondo ciò che è scritto sulle indicazioni d’uso. Per confronto, la spesa annua per gli assorbenti tradizionali ammonta pressappoco a 20 euro e in dieci anni a 200 euro (salvo inflazione!).Colgo l’occasione, quindi, per rivolgere un caloroso appello a tutte quelle donne che non hanno avuto remore a cambiare le loro abitudini utilizzando questo pratico prodotto, esortandole a pubblicizzare e a diffondere il più possibile la loro positiva esperienza, in nome del risparmio economico e di una sostenibilità ambientale secondo una logica anticonsumistica che non rappresenta una tendenza reazionaria, ma un vero e proprio stile di vita attento alla responsabilità civile delle proprie azioni.

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