Anno 2010: lo Strappo

La fine di ogni anno è il momento per tirare le somme, riflettere su quanto si è fatto e sperimentato, immaginare l’anno venturo e progettarlo in base ai propri desideri e alle proprie aspirazioni. Questo però non è un solo anno che se ne va, ma un intero decennio; e allora la vecchia che bruciamo è bella pasciuta, fatta di tante cose vecchie da dimenticare, di cose brutte da ricordare e di tanti bei ricordi da metterci in valigia per il proseguire del nostro viaggio.

Il 2010 è stato inequivocabilmente l’anno dello “strappo”. E da questo turbine di eventi mi pare usciamo tutti un po’ malconci, in tanti più disillusi, in pochi rafforzati. Questa volta lo strappo non si cuce, quindi bisogna cambiare pantaloni. Ciò che abbiamo avuto per tanti anni ora non è più scontato e si rende necessario un cambio mentalità (per dirla alla Negrita), modi e mezzi di produzione (per dirla alla Marx).

Se volessimo ripercorrere gli “strappi” del 2010 seguendo una scala geografica decrescente, dovremmo per primo ricordare lo strappo Wikileaks che ha scosso le relazioni diplomatiche di tutto il mondo, comprese quelle di casa nostra. Per la prima volta nella storia le persone “comuni” vengono a conoscenza di documenti segreti in tempo reale e in tutto il mondo contemporaneamente grazie al Web. Il Dipartimento di Stato americano, le ambasciate, il potere allo stato puro, viene messo a nudo e ci accorgiamo che è molto più umano di quello che appare. (questa è una cosa bella da ricordare)

Poi lo strappo di Haiti, il terremoto, gli scontri, il colera. (questa è una cosa brutta da ricordare).

Lo strappo Berlusconi-Fini è quello che a casa nostra ha provocato rumore più eclatante, sia perché spacca il fronte di destra sia perché (comunque la si pensi) segna la fine del Berlusconismo (cosa brutta da dimenticare). Berlusconi stesso non sembra più Berlusconi, parla di accordi con il centro, non vuole le elezioni. Alla fine dopo oltre 15 anni di Berlusconi e di seconda Repubblica,  io mi chiedo: abbiamo un Italia migliore o peggiore? Mi rispondo che la DC, la destra di una volta, ha saputo governare per 60 anni (altro che 15!), impastando e rimpastando, corrompendo e colludendosi, alcuni addirittura la rimpiangono. Mi rispondo che se il trasformismo c’è sempre stato, il nostro livello di pudore non è mai stato così basso (beninteso noi per noi del Rasoio). Mi rispondo che il PCI, pur stando all’opposizione, ha saputo ottenere conquiste sociali che, avesse governato, non avrebbe forse raggiunto. Il PCI sapeva fare opposizione costruttiva, con la lotta e la concertazione, con i sindacati, i circoli, le associazioni, con gli studenti, insomma con l’unità.

E qui veniamo allo strappo dei sindacati: il mondo del lavoro si è spaccato nella sua rappresentanza, CGIL-FIOM da una parte, le altre sigle dall’altra con l’azienda (la FIAT su tutte). La ferita è profonda, perché ciò significa che alcuni lavoratori sono costretti ad accettare i ricatti travestiti da referendum e altri sono in lotta all’interno delle fabbriche. Vi immaginate negli spogliatoi della FIAT, della Ferrari, Maserati, etc. gli operai? Si guardano l’un l’altro diffidenti (uno pensa che l’altro sia un krumiro che si fa i cazzi suoi e non gliene frega niente dei diritti di tutti, basta portare a casa lo stipendiuccio da quattro soldi per un lavoro di merda; l’altro pensa che quel giovane lì fa presto a parlare di lotta, che mica c’ha famiglia lui, e se perde il lavoro ne trova un altro, quello stronzo, perché c’ha 25 anni). Il padrone divide gli operai. Divide et impera. Sindacati fatti fessi. Lavoratori fottuti.

Anche a Modena abbiamo assistito a qualche strappo clamoroso: tra le altre cose, c’avete fatto caso? Sitta è un po’ che non parla, dopo la sentenza che da ragione ai ricorrenti contro la demolizione dell’EX-AMCM e dopo la bocciatura della piscina al Parco Ferrari. Mi mancano le sparate dell’assessore…senza di lui sulla scena è un po’ come quando mancherà Berlusconi (tra l’altro sono alti uguali), non avrò più argomenti. Ma pazienza… fatto sta che i vertici del PD locale prendono cantonate su cantonate e, non ci sono “Stati Generali” (Risate Generali, piuttosto) che tengono, lo strappo con la base è già bell’e che consumato: lo strappo sulle ordinanze anti-alcol, lo strappo sull’urbanistica selvaggia, lo strappo con la Polizia Municipale (!) sul piano sicurezza dell’assessore Marino, solo per citarne alcuni. Sul fronte trasporti locali il malcontento è generale e lo strappo anche qui è alle porte; fuori modena, nel distretto ceramico, le cose non vanno meglio.

Ci sarebbero tante cose da raccontare di questo 2010, ma qui ci dobbiamo limitarci a ricordarne solo alcune.

In mezzo a tante cose brutte da dimenticare o da ricordare, ce n’é però una bella, una speranza, qualcosa che si muove; c’è ancora combustibile nel nostro serbatoio e ha bruciato bene in questo autunno fino a renderlo caldo, come avevamo previsto. Sono gli studenti e i precari a tenere acceso questo motore, i ragazzi che hanno manifestato nelle capitali europee, da Roma a Parigi, fino a Londra, finanche nelle tiepide città di provincia da Padova a Bologna, fino alla nostra Modena. Penso che i motivi per la discesa in campo dei giovani sono variegati e spesso più personali che collettivi. Però c’è molta forza in questo movimento, si è visto, più che mai in questo dicembre.

Il Rasoio si è lasciato trascinare dalla irruenza di questo turbolento 2010. Se vi siamo risultati troppo critici, inopportuni, o semplicemente noiosi, avrete la compiacenza di perdonarci le mancanze e questa nostra apparente velleità.  In realtà illusi lo siamo per davvero, e crediamo che se della Storia non si può cambiare il corso, si possono però trasformare tanti dettagli della vita per renderla giorno dopo giorno più libera, giusta e bella.

Rock’n’Roll!




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