Piscina al Parco Ferrari: le ragioni a confronto (2° atto: intervista a Giulia Morini)

1) Perché la giunta vuole costruire una piscina al Parco Ferrari? Quali sono le ragioni politiche?

La proposta di costruire un impianto natatorio nel parco risale al noto progetto di Jellicoe. La Giunta modenese ha deciso di affrontare il tema della qualificazione del parco da tempo lasciata in sospeso ed ha deciso di recuperare buona parte di quel progetto che però, a mio parere, va attualizzato. Completare il parco è una giusta decisione politica, ma i destini di parco e piscina devono rimanere distinti: la piscina è una delle opere che si possono realizzare, non è di certo l’unica. A questo darà risposta il percorso di istruttoria pubblica.

 

2) Credi che quest’ opera di riqualificazione sia la migliore possibile o esistono altre alternative per valorizzare l’area?

Quello della piscina è un progetto che non mi vede favorevole. Non vedo come un impianto di questo tipo possa qualificare un’area come quella del parco e che ricadute possa portare in termini di lotta al degrado e vivibilità della zona. Aggiungo anche che bisognerebbe valutare attentamente di che tipologia di piscina stiamo parlando. Le indiscrezioni parlano di una piscina a due vasche (una coperta ed una scoperta) con la presenza di diverse attività commerciali e di ristoro. Se consideriamo che nel quartiere sono presenti altre tre piscine (più una quarta in costruzione), non mi sembra che la scelta sarà la più lungimirante anche in termini di competitività.

 

3) L’assessore Sitta ha dichiarato che la riqualificazione del parco Ferrari non avrà ricadute economiche sui cittadini, anzi saranno a costo zero per il Comune di Modena. In seguito l’assessore Marino ha precisato che l’opera implica il pagamento dei costi di urbanizzazione che sono stati stimati in cinque milioni e mezzo di euro a carico dei contribuenti. Inoltre l’area in questione è densamente archeologica e questo porterà inevitabilmente a dover sostenere un ulteriore costo per gli scavi archeologici e per la valorizzazione dei reperti rinvenuti. Chi sosterrà quest’onere economico? In tempi di crisi è il caso di investire così tanti soldi per un intervento che non si può definire prioritario?

Ancora una volta dobbiamo distinguere le due questioni: parco e piscina. L’intervento di completamento del parco Ferrari sarà a carico del Comune perché c’è la volontà politica (che io condivido) di valorizzare una delle aree più prestigiose della nostra città. La piscina ed il relativo parcheggio sarebbero, invece, costruiti in project financing: me ne compiaccio, ma la valutazione politica in merito all’opportunità della loro costruzione non può essere subordinata all’interesse del privato. Ci deve essere una precisa scelta politica: è per questo che io ritengo il progetto della piscina paradigma del nostro modello di urbanizzazione. Cosa rende una città vivibile? Cosa valorizza un’area? Quali priorità vorremo perseguire nella città del futuro? Mi aspetto una risposta a queste domande, molto più importanti del dibattito “piscina sì, piscina no”.

Il problema del patrimonio archeologico è sicuramente attuale: il cantiere del Novi Park ci ha mostrato un sottosuolo modenese molto ricco di reperti archeologici. L’area in questione è proprio ai lati del tracciato della Via Emilia romana. Costi di valorizzazione di eventuali siti e reperti andrebbero sicuramente preventivati. Spero che anche di questo si discuta presto.
4) Alcuni comitati nati a difesa del parco Ferrari hanno chiesto come farà il Comune a trovare un privato disponibile a investire 10 milioni di euro per la realizzazione del progetto. Il sindaco ha risposto che l’area dal punto di vista immobiliare è appetibile, questo lascia intendere che esistono diverse aziende pronte a investire sulla zona. Secondo te il Parco Ferrari può essere il primo atto di una successiva urbanizzazione massiccia dell’area circostante?

No. Lo escludo categoricamente. La “questione piscina”, per quanto scottante, è intrecciata esclusivamente al progetto di riqualificazione del parco.

 

5) Come sono elaborate e prese le decisioni all’interno del gruppo consiliare del Pd? Sono vere le dichiarazioni di Ingrid Caporioni (consigliere comunale Pd) che ha minacciato le dimissioni?

Ingrid ha espresso un suo legittimo pensiero che non mi sento, però, di condividere fino in fondo. Il problema del gruppo consiliare non è certo la mancanza di discussione, ma la ricaduta di tali discussioni. Molto spesso ci troviamo ad esprimere valutazioni tardive su decisioni già assunte, oppure ad avanzare dubbi e proposte alternative cui si omette di dare risposta. Sul caso della piscina, ad esempio, aleggia ancora un mistero: una componente importante del PD modenese ha avanzato la proposta di costruire una piscina nella zona sud di Modena, da sempre priva di impianti di questo tipo e in fortissima espansione. Non mi risulta ci sia stata ancora stata una seria e serena valutazione di tale idea che, a mio parere, merita massima cittadinanza nel dibattito.

 

Giulia Morini (consigliere comunale Pd)

 

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