Musica dei nostri tempi: Le Kyuuri

"Ragazze sul palco"

Mi hanno colpito subito per una singola risposta data a una domanda del fonico che doveva fare il loro sound-check.

“Che genere fate?” Chiede lui con tono deciso dall’alto del mixer.

La ragazza che da la sua voce al gruppo afferra il microfono e quasi pudica risponde: “Mah, noi facciamo un rock… un po’ peso”.

La grancassa incomincia a battere decisa mentre chi ci sta dietro si diverte a colpire con precisione e tecnica il Charlie a una velocità pazzesca.

Il cuore ha incominciato a battere.

Faccio una radiografia alla formazione  tutta al femminile ed ecco che spunta lo scheletro: il basso incomincia a far vibrare le corde dando forma all’immagine, dandole forza e struttura.

Il suono distorto e acido della chitarra fa nascere il muscolo.

Da poche pennate piano cresce sulle ossa del basso una carne bianca e liscia ma decisa e arrogante.

Mentre sento tutto questo vedo la cantante saltellare sul palco come uno spiritello e giocare con i lunghi capelli, sorride, si diverte, si ambienta all’altezza del nuovo palco, si prende in giro e scherza con le sue compagne.

La voce di questo corpo non riesco a inquadrarla subito, prima mi sembra di donna poi però escono dal nulla le voci di una adolescente e di una ragazzina prepubere.

Il mio interesse cresce quando provando il primo pezzo si sente il suono elettronico del sintetizzatore sul quale la batterista con ironia commenta che dovrà pestare come una dannata per farsi sentire.

Rimane comunque qualcosa che mi sfugge anche perché devo ammettere di avere dovuto superare l’impatto di vedere il genere femminile imperare sul palco, ma mi rendo conto che non fu solo quello.

Inizio a pensare che fosse qualcosa nella struttura, nel genere musicale, oppure nei testi ma non riesco ancora a darmi una risposta fino a che non mi si impunta nella testa una domanda: Chi sono le Kyuuri?

Mi confondono.

Sono streghe delle nostre colline delle nostre terre fatte di nebbia e storia.

Sono muse, fate ispirate e contraddittorie.

La chitarra elettrica è quella pelle candida e allo stesso tempo arrogante di giovane donna, la voce è nei pezzi quasi senza melodia ma bellissima che si risparmia sempre troppo per non far vedere qualcosa che c’è ed è lì che spinge per uscire, la batteria è forte e creativa, ti fa crescere come qualcosa che viene dal basso, dal ventre pesante ma leggera nelle sue infinite possibilità, il basso morbido e dolce ti lascia scivolare sulle sue note forti e precise.

La sintesi è qualcosa che va sicuramente oltre il comune e il semplice, forse non è neppure possibile svilupparla.

Ogni componente delle Kyuuri fa sentire tutta la competenza acquisita nel proprio strumento fornendo alla formazione una capacità tecnica fuori dalla norma, un’alchimia strana e affascinante permea il loro spettacolo musicale arricchito con oggetti di scena molto azzeccati, se poi si condisce il tutto con l’idea della bestia rara che sfugge alle trappole delle categorie otteniamo uno spettacolo live riuscito che sa mostrare quanto può essere ricca la nostra zona di artisti con forti capacità musicali.

Vedere per credere                   

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