Pensieri Democratici intervista a Luca Telese

Questa intervista è stata realizzata da pensieridemocratici.it , un blog imolese che senza capitali nè poteri forti alle spalle svolge un apprezzabile servizio di informazione e confronto aperto.

Ho deciso di postare questa intervista perché credo riassuma efficacemente alcuni dei principali motivi che hanno portato la sinistra italiana ad essere un partito e una cultura perdente. Il fatto che queste parole vengano da un giornalista autorevole che afferma di “essersi formato nell’esperienza del PCI orgogliosamente” conferisce ulteriore valore all’intervista, per la professionalità della persona, per la storia politica e per il coraggio delle sue idee.

Aggiungo anche che questo non vuole essere un attacco al Pd, io penso che l’antidoto alla malapolitica di sinistra sia anche in quel partito (ma non solo). Vuole essere invece un invito alla riflessione a tutti gli elettori, ai militanti e ai dirigenti  di sinistra che continuano a legittimare questo stato di cose (come le battaglie anacronistiche tra Veltroni e D’Alema), senza rendersi conto o negando palesemente quel fenomeno di allontanamento dalla politica che interessa moltissimo anche questa formazione.

Spero che qualcuno trovi il coraggio di commentare questa intervista senza nascondersi dietro un dito. Spero di leggere critiche, ma anche interventi di difesa incisivi. Se ciò non avverrà avremo l’ennesima dimostrazione di quanto siano realistiche e puntuali le parole di Luca Telese.

Dunque amici e compagni rispondete… e confrontiamoci.

Enrico Monaco

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17 risposte a “Pensieri Democratici intervista a Luca Telese

    • Chi rinnega la propria formazione è chi continua a stare nel partito e a fare danni proclamando il valore della tradizione senza incarnarne più i valori (i nomi sono già stati fatti). Tra poco ci dovremo identificare in quelli che sono morti, cioè i grandi personaggi della sinistra ormai scomparsi come i Partigiani che si stanno rivoltando nella tomba.
      E poi scusami Claudia, ma liquidare con questa tua frase un’intervista così è quantomeno triste.

  1. Accolgo l’invito rivoltomi dall’amico Mattia molli ad esprimermi riguardo all’intervista concessa da Telese. Ebbene, cosa mai dovrei dire?! Caro e gentile signor Monaco, c’è bisogno di ben poco coraggio -a mio giudizio- nel riconoscere che Telese è stato fin troppo cauto (comprensibilmente cauto) nel dire del disgusto che le gerontocrazie del PD hanno scatenato in una non piccola parte del loro vecchio elettorato. Le “cricca” (mi pare che a un certo punto Telese la chiami così) ha senz’altro ingessato, calcificato, sclerotizzato le potenzialità ideali e operative della base. Io vivo in Piemonte, e ho avuto la possibilità (sia pur marginale) di frequentare in alcune circostanze legate al mio lavoro (docente di liceo) qualche esponente di partito (di cui preferisco -per ragioni di ‘pietà pubblica’- passare sotto silenzio nomi e cognomi). E mi è capitato di dover ascoltare (in maniera incidentale) discorsi sconcertanti relativi a matematiche elettorali (“Ma sei matto?! Ci sono le amministrative! Devi andare per forza a presenziare a …”) che poco hanno a che spartire con i “valori” di cui parla Telese.
    Non credo si possa dare torto a Telese, quando ricorda che le contrapposizioni tra i kennedyani (io li chiamo così)alla Veltroni e i machiavellici alla D’Alema) hanno prodotto lo zero assoluto in termini di opposizione. Sarò più cattivo: mi pare che i vertici nazionali e regionali etc. del partito in questione spesso (non sempre, ovviamente!)abbiano ridotto la loro funzione a quella di una semplice cratocrazia che ha fatto dell’immobilismo e dell’in-decisionismo i suoi segni distintivi. Cratocrazia! E cioè ‘la poltrona per la poltrona’. Cratocrazia da una parte; cleptocrazia conclamata dall’altra. Credo che sia chiaro a quale ‘altra’ parte mi riferisca (ma anche in questo caso sarebbe ingiusto generalizzare troppo: di ladri se ne trovano dappertutto!).
    Solo su una cosa non concordo con Telese: non definirei le forze del movimentismo attuale (popolo viola etc.) “forze che non sono politiche” (testuale, nell’intervista). Piuttosto, forze che non sono automaticamente partitiche, ma che incarnano grande motivazione politica. Potrebbe essere vero l’opposto: e cioè che dinanzi a questi movimenti di piazza si ergano partiti che non hanno più forza politica. E un partito che non ha più forza e motivazione politica (‘politica’ nel senso di ‘mirante a sviluppare l’arte della convivenza civile’) io lo chiamo in un solo modo: cratocrazia!
    Perdonate la banalità di queste osservazioni.
    con stima.

  2. Purtroppo Enrico quello che più mi ha fatto riflettere di questa intervista non è l’intervista in sé ma quanto hai scritto come commento.
    Tu scrivi che Telese riassume “efficacemente alcuni dei principali motivi che hanno portato la sinistra italiana ad essere un partito e una cultura perdente”.

    Bisogna cercare, te lo ricordo sempre, di non essere succubi, come invece è Telese, della cultura dominante.

    Una cultura che ha convinto la popolazione che la sinistra perde perché non ha più i valori, che la sinistra perde perché è solo Veltroni contro D’Alema, che la sinistra perde perché non ha la forza di mandare via i vecchi e di metterci i giovani che porterebbero aria nuova.

    Non bisogna cadere come prede inermi in queste facili semplificazioni.

    La sinistra perde perché il popolo italiano è stato mentalmente riprogrammato da 30 anni di Berlusconismo Televisivo e ora accetta cose che 30 anni fa avrebbero portato alla rivolta violenta di piazza.

    La sinistra perde perché il 74 % della popolazione votante decide il proprio voto a seconda di quello che vede alla tv (no internet, no blog, no militanza, no lettura libri, no lettura dei giornali) e 5 canali televisivi su 7 sono controllati dallo stesso gruppo di potere. (5/7…5/7…5/7!!!!!!!!!!!!)

    La sinistra perde perché la popolazione è stata educata a sopportare solo messaggi e concetti semplici: “Meno tasse per tutti” “Immigrati: fuori dalle balle” “Meglio puttaniere che frocio”,”I giudici sono comunisti e quindi mi odiano”.

    I valori e le idee della sinistra non sono sempre così semplici, violenti e stupidi.

    E di conseguenza non sono così facilmente recepibili.

    A questo aggiungici:
    1) un paese intrinsecamente e storicamente euforico nel farsi guidare prono ed eccitato da un uomo del destino;
    2) l’appoggio incondizionato delle gerarchie vaticane al berlusconismo;
    3) la xenofobia intrinseca nell’animo umano;

    Questi sono i VERI motivi per cui nel 2011 la sinistra perde.
    Il resto sono facili semplificazioni grilline e renzismo d’accatto.

    • Il primo motivo per cui perde il PD è la modalità di reclutamento della classe dirigente.
      Tutti gli altri motivi sono conseguenti al primo (mancanza di forza, di proposta alternativa, di leadership credibile, di un programma intelligente).

      Faccio un esempio: ultimamente il Partito Democratico, o cratocratico direbbe il professor Gamba, ha affisso in giro un manifesto con scritto “60% in più alla ricerca, come in Europa”.
      Ma perché non il 100% in più? Ma perché non diamo un 50% in più alla Sanità, e un 77 alla scuola?
      Come fai a essere credibile quando dici “diamo soldi” se poi non scrivi, ma soprattutto non dici in giro (in tempi di crisi) dove li vai a prendere? Da chi li prendiamo questi soldi? La gente mica crede alla cicogna! Solo uno “sprovveduto” (nel senso della celebre ripartizione di Cipolla) ci crederebbe. Chi sono i nostri oppositori, quelli da cui andiamo a prendere i soldi, per noi che siamo di sinistra? Una volta erano i padroni, gli evasori, la mafia… Ma il PD di questi tempi, gli accordi li fa con Marchionne, candida uno come Tedesco in Puglia o Crisafulli ad Enna (rispettivamente un padrona, un truffatore, un mafioso). Quindi Franco Maria le “semplificazioni grilline” o “renzismo d’accatto”, per me che sono stato un elettore del PD, sono espressioni che puoi tenere in caldo nel tuo ricettario dialettico scritto da Enrico Letta, buono per le vostre riunioni di sezione (sezione pagata con soldi pubblici). Io voglio vedere i fatti, mica le ricette che vi impartisce il vertice via sms e che voi ripetete come delle macchinette. Cominciate a rispettare gli elettori. Fate una briciola di autocritica e una mezza giornata di pulizia delle cose sporche e polverose che avete in casa perché ai vostri elettori, non so se ci avete fatto caso, è venuta l’allergia….

      Allora a questo punto la domanda è: ma come la sceglie il PD la classe dirigente? Il sindaco di Modena, come è stato scelto? L’assessore all’urbanistica? Del Bono a Bologna? Queste persone hanno competenza, merito, capacità di ascolto delle esigenze della popolazione e onestà nel condurre le proprie funzioni?

      La forza della sinistra italiana sta nella parte più intelligente del popolo. Non sta nei salotti, né in parlamento: sta nelle fabbriche e nelle biblioteche. Cosa penserebbe Berlinguer o Ingrao di gente come Latorre o di Letta, di Calearo, Rutelli.
      Rispondete a questa domanda, questa soltanto: COME LI SCEGLIETE?

      • Per Claudio: Sono amareggiato e basito da quanto hai scritto. “Semplificazioni grilline” o “renzismo d’accatto” erano riferiti alle parole di Telese non certo a te o a Enrico.
        Le tue parole non offendono solo me ma offendono le decine e decine di ragazzi che a Modena si sbattono GRATIS ripeto GRATIS per migliorare questa città e il Partito Democratico.
        Ragazzi che invece di stare in Pomposa con in mano una birra passano i loro pomeriggi e le loro serate in riunioni, commissioni, segreterie, banchetti, incontri coi cittadini, manifestazioni, ecc..
        Ragazzi che tu offendi e presenti come dei robottini senza cervello che ripetono pedissequamente quello che la dirigenza ordina loro di dire.
        Non è così Claudio, non è così.
        Questi ragazzi fanno politica solo per passione e non c’è nessuno e ripeto nessuno che li obbliga a dire qualcosa di cui non sono convinti.
        E se venissi solo a vedere (nessuno vuole reclutare nessuno) qualcuna di queste riunioni , smetteresti di sparare sentenze offensive.

      • Franco, quando venni alla manifestazione delle Donne in piazza Matteotti, arrivai con la macchina fotografica e tu mi dicesti scherzosamente ad alta voce in mezzo alla folla “c’è anche il Popolo Viola”! Io mica avevo niente di viola addosso (a parte essere tifoso della Fiorentina, ma dentro, non esteriormente). E se ben ricordi, ti ho risposto: “io sono qui per il Rasoio, mica per Grillo”

        Se vieni a commentare sul Rasoio parlando di “semplificazioni grilline”, permettimi di dire che mi associ sia in piazza reale sia virtuale (lascio stare Enrico) con il Popolo Viola, con il quale io non c’entro assolutamente nulla.

        Per quanto riguarda la partecipazione, qualche anno fa chiesi all’allora segretario dei GD Tommaso Fregni: ma perché non si organizza un convegno senza simboli partitici, ma dei giovani modenesi di sinistra?
        Perché non si va oltre le divisioni imposte dai vertici, cioè dai vostri personali referenti politici a livello locale e nazionale? Indovina quante risposte ricevetti. Le stesse di oggi. 0 assoluto.

        Secondariamente, io non offendo proprio nessuno. Mi piace chi fa politica e tu sai quanto tenga in considerazione la tua opinione. Il problema è che a parte gli slogan non mi sembra che tu abbia risposto alle domande sopra poste con molta precisione. Quindi ripeto le domande:

        1. attraverso quali modalità precisamente il PD sceglie la classe dirigente?

        2. dove li andiamo a prendere il 60% in più di fondi per la ricerca? Da quali tasche?

        Quando capirete che la base non militante è dalla vostra parte, ma vuole un dialogo serio e non ce ne frega una mazza se si chiama Bersani, Grillo, Vendola, o Gesù Cristo il candidato?

        Vogliamo vivere in un paese intelligente che a domanda risponde. A esigenza provvede. A disagio ascolta.

        Con tanta tanta tanta stima, Franco Maria

        C

  3. Telese, in pochi minuti, ha spiegato l’antropologia della sinistra perdente, ovviamente spendendo parole per il maggior partito di opposizione.
    La mancanza di valori di riferimento è palesemente manifesta, se avete un pò di tempo (se non lo avete trovatelo) cercatevi un recentissimo articolo, sempre di Telese, riferito alla campagna pubblicitaria “Oltre”. Vi renderete conto che il partito vive in una realtà parallela, realtà dove, nel manifesto di Bersani, non si può usare il colore rosso perchè, richiamando il rosso storico, metterebbe in una situazione di imbarazzo la componente cattolica. Capite? L’Italia sta precipitando economicamente, politicamente, socialmente ed ora siamo in guerra, ma il Pd perde tempo sui colori da utilizzare.
    In questo momento, con questi uomini il Partito, anzi la cricca, cerca di sostituire il Grande Timoniere della Brianza con uno suo, ma lasciando intatta l’imbarcazione.
    Nulla di nuovo sotto al cielo: per cambiare l’Italia dobbiamo lavorare dentro al partito per farlo tornare dalla parte degli ultimi ed anche all’esterno per ridare fiducia agli italiani che si sono allontanati dalla politica.
    E’ dura, ma non abbiamo alternative.
    Mario Zaccherini

    Ps
    Lo sai Enrico dove ti aspetto il 14……….

  4. I due interventi dei due Mario mi trovano d’accordo, e dimostrano ancora una volta come da due terre lontane tra loro (Emilia-Romagna e Piemonte) provengano le stesse indicazioni politiche. Questo è un duro colpo per la Lega Nord che ci vuole tutti diversi e incompatibili e per chi non crede nell’unità della sinistra.

    Ciao Franco,
    se i Nirvana avessero letto il tuo commento la loro risposta probabilmente sarebbe stata “Conservatore comunista apocalittico del cazzo!!!”. Ma siccome io non sono Kurt Cobain ti risponderò che quella che hai fatto tu è solo una parte dell’analisi, alla quale manca un soggeto: chi ha permesso a Silvio di costruire il suo potere televisivo. E sappiamo bene che questa persona è il grande statista pugliese Massimo D’Alema che ringrazio ancora una volta, l’ennesima. Quello che si chiedono le persone è “E adesso? Che si fa?”. Mi piacerebbe discutere assieme a te e a tutti quelli del Pd, dell’Idv, di Sel, del Movimento a 5 stelle e anche tutti i cittadini che votano a destra di questo. Quali sono le future scelte politiche che dobbiamo fare sull’Università, la Scuola, la Giustizia, il Conflitto di Interesse, la Legge Elettorale, il Nucleare, l’Acqua, il Fisco, il sostegno ai Giovani, alle Famiglie e alle Imprese (solo per citarne alcuni)? Quale sinistra vogliamo per battere la destra e riuscire a governare (domanda non scontata)? Chi deve andarsene dal Pd e chi ci deve invece entrare? Per riprendere Claudio, come deve essere selezionata la classe dirigente? Rispondete a queste domande seriamente e quando avrete le risposte e le saprete mettere in pratica allora il discorso di Telese sarà storia. Per ora è molto attuale, come le accuse di immobilismo e di cratocrazia, o vogliamo dire che sono tutte percezioni distorte di persone che sono lontane dalla politica e rincoglionite dalla telvisione?

  5. Pur non conoscendo personalmente il signor Mario Zaccherini, nè Enrico nè Claudio nè Franco, nè tanto meno la situazione politica modenese etc. etc., ritengo che questi interventi siano tutti estremamente stimolanti. Nè mi paiono semplicemente interventi da ‘salotto’ e/o da perditempo. Quindi prego la vostra rivista di continuare a lavorare in questo senso. State facendo qualcosa di buono, secondo me. Ho trovato agghiacciante ciò che ha ricordato Mario riguardo all’uso (anti)pubblicitario del rosso. Ma è una conferma di cose che si sono viste in Piemonte nei manifesti pubblicitari pro-Fassino. Una sola domanda: ma secondo voi c’è qualcuno del partito che legge queste vostre/nostre considerazioni e se ne preoccupa (almeno lì a Modena)?. Perchè, qui da noi, se si interviene in questo senso si rischia di passare per rompi-scatole (uso un eufemismo!). Un sincero saluto a tutti.

    • Caro Mario, sentirci dire che questo lavoro che stiamo svolgendo non è roba da salotto, nè da perdi tempo è un attestato che personalmente aggiunge ulteriore entusiasmo a quello che possiedo e che i miei compagni di blog mi stimolano. Per questo ti ringrazio. Oltre a noi, Mario Zaccherini porta avanti un progetto simile a Imola la sua città che lei può seguire qualora volesse tramite il loro sito web “pensieridemocratici.it”.
      Le dirò che non solo c’è qualcuno del partito che ci legge e si preoccupa (Franco è consigliere di circoscrizione per il Pd), ma c’è chi interviene direttamente, chi ci critica incontradoci in mezzo alla strada e chi, elettori e tesserati Pd, che diffondono i nostri articoli nei meandri della pubblica amministrazione modenese e degli altri mille rivoli pubblici e privati della nostra società emiliana.
      Se ci dicono che siamo rompiscatole? All’inizio ci hanno provato, e ci hanno anche criticati aspramente, hanno cercato di scoraggarci. Ma quando assumi una posizione chiara con degli obiettivi e punti a far capire alla politica che non sei un singolo manipolo di arrabbiati, ma un gruppo nutrito di giovani e meno giovani che intendono dare voce a quel mare di gente che sono gli esclusi, nei loro diversi gradi di esclusione, allora non è possibile non essere presi in considerazione. La differenza poi la fanno le persone, gli obiettivi e la continuità: noi siamo aperti da un anno e mezzo e siamo arrivati a più di 100 mila visite e non intendiamo fermarci. Abbiamo persone di 28 anni che cercano di trasmettere tutto quello che sanno a persone di 22 e di 17 perché questi possano crescere e portare avanti questo progetto sempre al meglio. Quelli di 22 perlano e si confrontano con quelli di 17 che a loro volta dialogano con i più piccoli. Ma succede anche il processo inverso; io ad esempio, aiutato dagli studi che faccio, ho la possibilità di parlare con tutte le categorie anagrafiche, con tutti i partiti e con tutte le associazioni.
      Se lei sente di voler dare ancora qualcosa in più a quest nostro paese e se pensa soprattutto di avere qualcosa da lasciare a qualche giovane la invito a mettere su il suo sito e raggruppare qualche volenteroso che ha voglia di uscire dai circuiti atrofizzati della democrazia per contribuire a costruire quelli nuovi che già esistono. Noi un po’ di esperienza a livello di supporti internet e di massa critica legata ai contenuti li abbiamo possiamo aiutarla a mettere in piedi un’altra isola felice. Il passo successivo è trasformare le isole esistenti in un arcipelago. Questa azione credo che sia la più utile per contrastare la cultura che ben abbiamo descritto in questo dibattito, della quale sono preda sia la destra che la sinistra. Un piccolo e grande contributo al nostro paese e a noi stessi per essere persone migliori e soprattutto umane.
      Un grande saluto dalla Piana emiliana!!!

    • Caro Mario,
      grazie delle tue parole (mi permetto il tu, mi scuserai), che mi spronano a rispondere e a continuare a scrivere in questo blog.
      Enrico è sicuramente più addentro la “rete” della politica emiliana e descrive una realtà (partitica più che politica) che non tutti i componenti del blog hanno modo e tempo di sondare.
      Quello che mi auguro risulti chiaro, anche se forse a volte non riusciamo ad esprimerlo così chiaramente, è che il Rasoio vuole recuperare un sentimento che va oltre la partitica. La politica nasce prima e a prescindere dai partiti e sopravviverà nel caso in cui i partiti muoiano nella forma in cui li conosciamo oggi.
      Quello che vedo in questi giorni su facebook è una mobilitazione a favore del referendum del 12-13 maggio e dimostra esattamente la crescita dell’impegno politico FUORI dai partiti. Molte di questi promotori nel social network, infatti, non fanno parte di alcun partito politico e una parte di queste ai partiti politici addirittura non crede nemmeno più. Crede però nel valore della circolazione di idee buone. La circolazione delle idee buone DOVREBBE essere una prerogativa dei partiti, che dovrebbero essere il loro volano. In realtà oggi, la circolazione delle idee è agli antipodi del sistema partitico. Perché? Perché il partito è un sistema di potere che gestisce appalti, posti di lavoro e quindi voti. Deve gestire soldi per vincere le elezioni non buone idee.
      Il sistema partitico NON PUO’ premiare la qualità, perché in una gara d’appalto una volta il progetto migliore è tuo, la volta dopo è mio, la volta dopo ancora è di un altro, secondo il meccanismo di concorrenza e competizione. Il problema è che se di volta in volta l’incarico lo vincesse un soggetto diverso, non ci sarebbero più imprese, lavoratori e soggetti fidelizzati, non ci sarebbero più gli “amici”, gli “amici degli amici”, non ci sarebbero più gli appalti certi, e quindi non ci sarebbero neanche più i voti certi.
      Se fossero bravi architetti gli urbanisti di Modena non avrebbero creato gli EcoMostri che uccidono oggi l’immagine dell città, ad esempio, come è successo in tante città del Nord Italia.

      A me questo fa molto arrabbiare, perché se Modena rimane una città mediocre e l’Italia stessa rimane mediocre è a causa di questo tipo di gestione del potere. Non i migliori, ma quelli che ci garantiscono i voti.

      Per questo i partiti, secondo me, sono contro la circolazione delle idee. E quindi, talvolta, sono anche contro il Rasoio. Cercano di chiamarci con dei nomi astrusi e pedissequi che non ci rappresentano, cercano di classificarci per poterci delegittimare. Non lo fanno con astio, ci mancherebbe, è solo il metodo che è diventata la prassi nella dialettica partitica e che sono abituati ad usare con gli avversari. I partiti vedono generalmente chi fa circolare le idee come un avversario, per i motivi sopra elencati.

      Alla fine, a me almeno, interessano le idee e i progetti dei singoli. Ai programmi partitici non ci credo più, perché non vengono mai rispettati.
      Se la redazione invece vede valore in qualcuno, chiede a lui/lei di partecipare al blog.
      Selezioniamo, non ci costruiamo dei sodali.
      E, nel nostro piccolo, proviamo a immaginarci un mondo in cui la società premia chi vale davvero.

      Grazie Mario

      Claudio

  6. Caro Enrico, quello che mi piace del Rasoio (e che credo di aver capito) è proprio il fatto che non mi sembrate semplicemente un “singolo manipolo di arrabbiati” (per citarti), ma un gruppo di persone interessate a fare qualcosa al di là delle troppe barriere e strettoie partitiche. Essere arrabbiati e basta è troppo facile. Grazie per l’offerta di sostegno nelle tecnologie informatiche e supporti internet (io in questo sono una frana!), nel caso in cui intendessi costruirmi un sito etc. Un sito ce l’ho già, ma si parla essenzialmente di libri per bambini e non solo (faccio anche lo scrittore, a tempo perso!).
    Io ho molti anni (mi pare di capire) più di voi, ma
    1) so che gli anni non fanno dei saggi; fanno solo dei vecchi, in genere (per citare l’Ecclesiaste). Questo per dire che non mi considero un ‘saggio’;
    2) continuo a combattere per forme non sclerotizzate di democrazia dialogica TUTTI I SANTI GIORNI. E penso di aver lasciato qualcosa a qualche centinaio (migliaio?) di ragazzi. Spero di non aver lasciato solo machiavellismi dalemiani o inutili sciocchezze ‘metafisiche’ (Mattia Molli saprà dirvi);
    3) io faccio già ‘rete’ con un piccolo gruppo di siti qui in Piemonte. Mi interesso in particolare di global warming e delle incidenze del cambiamento climatico sull’aumento dei prezzi e le rivoluzioni (che si stanno verificando nel mondo arabo etc.).
    Enrico, hai ragione da vendere: bisogna fare ‘rete’ e trasformare isole in arcipelaghi. Ne possiamo parlare.
    Caro Claudio, condivido molta della tua amarezza. Anche io sono “molto arrabbiato”, come scrivi tu. E devo ancora capire (pur avendo 53 anni!) come dare forma alla mia rabbia: una forma che sia costruttiva e democratica e politica e civile. Mi arrabbio con me stesso perchè alla mia non-tenera età non ho ancora capito cosa fare. Anch’io alla fine sono più interessato alle idee e ai progetti dei singoli che non alle grandi dichiarazioni programmatiche. Vedremo. Per ora, grazie per la vostra cordialità. Mario.

  7. Caro Mario, tanto meglio se hai già la struttura alle spalle :-). Allora se siete specializzati sul clima e qualcuno ne vuole scrivere noi siamo dispostissimi a darvi spazio qui sopra. Se non avete già un blog questo potrebbe stimolare ulteriormente la crescita di qualcuno la sù nei vostri gruppi.
    Sai qual’è un mio sogno partecipare un giorno ad un ritrovo di tutti i blogger italiani e di tutti i movimenti che hanno una rilevanza civica. Allora in quel giorno le isole le vedremo fisicamente trasformarsi in arcipelaghi.

  8. Che bello poter leggere tanti interventi appassionati!
    Personalmente dal 16 ottobre 2011 sono convinto che nel nostro paese sia in atto una “migrazione” politico-culturale, della società illuminata, verso un partito che ancora non esiste materialmente, ma esiste nelle nostre aspirazioni.
    Il Popolo Viola, la Fiom (meno la Cgil), ben supportati dall’Idv e Sel, hanno occupato il vuoto propositivo del Pd; oltre a questi soggetti si sta aggregando una bella fetta degli attori che si impegnano su internet.
    Tutti noi abbiamo, o stiamo, prendendo coscienza di una cosa meravigliosa, ovvero che la società civile può tranquillamente anticipare i partiti.
    Noi siamo già incamminati verso il futuro, mentre il Pd (lo dico da iscritto) tentenna, in quanto non possiede ancora la cultura per comprendere il presente; il nostro popolo sta superando gli steccati artificiali dell’appartenenza partitica per riunirsi dentro all’appartenenza culturale.
    Che noia, che grigiore, che fetore di manuale Cencelli e di partitocrazia.
    Epperò, epperò il Pd è importante quindi deve essere aiutato affinchè possano, i vertici, maturare una cultura progressista vicina e per il popolo.
    Quando cito il Pd mi riferisco ad una bella fetta del corpo dirigente, ma bisogna sottolineare che la base (quanto mi piacciono queste persone) è ancora sana.
    Venerdì 15 aprile, a Imola, un gruppetto di amici “romantici” dl Pd, ha organizzato una serata aperta a tutti sul tema delle Primarie e del funzionariato politico.
    Nel nostro piccolo siamo riusciti a raccogliere 120 adesione, numeri record per la città, e grazie anche alla qualità degli interventi, in particolare i cari amici Enrico Monaco e Marco Lombardo, l’evento ha avuto anche rilevanza sulla carta stampata.
    Ragazzi, SI PUO’ FARE, mentre a Roma i nostri strateghi contrattano con Casini e Fini come spartirsi le future leve del potere, noi possiamo e dobbiamo lottare affinchè il nostro futuro sia nelle mani di persone pulite.
    Come capire, oltre alle presenze, se un’iniziativa ha avuto successo?
    Beh, aspettate che il cellulare suoni………….se vi infamano siete andati bene.
    Noi? Molto bene…….direi.
    Vendola ed i pugliesi hanno insegnato tanto all’Italia, sono riusciti a sconfiggere la vecchia politica a favore della buona politica, perchè, la buona politica, esiste ancora, basta cercarla.

    Mario Zaccherini

  9. Caro Enrico,
    hai un sogno bellissimo! E vorrei contribuirvi concretamente, per quel poco che posso (tra l’altro, la “mia struttura” in realtà è fatta solo di due-tre amici che mettono in rete idee e articoli. Chiedi a Mattia Molli e ti passo l’ultimo articolo, se ti interessa). MA HAI VISTO (e lo chiedo anche a Mario Zaccherini) che pesci in faccia hanno preso in diretta ieri sera i blogger alla puntata di EXIT (su LA7) da esponenti altissimi del PD? E solo per aver osato criticare (d’accordo, forse con toni esagerati!) D’alema e altri?! Enrico, vedi se riesci a recuperare su internet il pezzo di ieri su Exit. Estremamente (e tristemente) istruttivo! Ci sono rimasto male!!!
    Qui da noi in Piemonte Fassino e altri puntano ancora su LA GANGA, pare!!! Se lo candidano … come faccio ad andare a votare?!
    Mario, trovo molto interessanti le tue prospettive: cambiare il partito dall’interno, anche a costo di ricevere richiami e tiratine per le orecchie, più che apprezzamenti. Sono molto contento del fatto che a Imola siate andati molto bene (= abbiate dunque ricevuto una bella scarica di infamanti e metaforiche ‘legnate’). Mario (scusa/scusi se passo a dare del ‘tu’), vai a vedere quel pezzo di EXIT!!! Poi mi dici! Ciao a tutti. E continuate!

    • Caro Mario (Gamba), attraverso Mattia che a breve tornerà in Piemonte spero di allacciare le nostre due isole al più presto. Per quanto riguarda ciò che è avvenuto ad Exit posso dirle solo una cosa: io la vivo sulla mia pelle 1 giorno sì e 3 no. Oltre a scrivere qui faccio anche politica attiva, senza tessera di partito; sono rappresentante di facoltà a Scienze Politiche a Bologna e mi capita spesso di non essere capito e attaccato quando metto in discussione le modalità d’azione e i contenuti di qualche politico “vecchio stampo”. Non mi arrabbio nè mi intristisco più, sono arrivato alla conclusione che parliamo due lingue diverse e la loro la studio da quando ho 14 anni. Alla fine riesco a parlarci, qualche spesso ci capiamo e a volte siamo anche d’accordo. Solo che chi fa politica nei partiti e ricopre incarichi tende a ritenersi un privilegiato o una grande persona (probabilmente perché ottenere un posto da segretario è veramente difficile) e quindi diventano naturalmente arroganti. Quando poi un blogger qualsiasi che ha avuto il merito di costruirsi una struttura mette in discussione il loro operato, rischiano di impazzire.
      Penso sia positivo che venga riconosciuto spazio ai blogger e ai movimenti, vuol dire che sono stati accettati dal circuito politico. Penso che sia positivo che alcuni politici accettino di confrontarvisi per lo stesso motivo. Penso che quando il direttore di Micromega attacca D’Alema in un’intervista doppia dicendo che con la bicamerale è finita l’opposizione, mentre 20 anni fa le stesse cose le pensavano tutti e in pochissimi le dicevano pubblicamente, questo rappresenta un grande passo avanti. Al momento le strade sono più libere per chi vuole fare politica seriamente e onestamente e questa è una grande conquista dei movimenti e dell’evoluzione tecnologica.
      Mario (Zaccherini), grazie per i complimenti. Quali giornali vi hanno dato spazio?

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