Restiamo Umani!

created by Mattia Molli

Vittorio Arrigoni è morto a 36 anni. Trucidato da un gruppo già scomparso nella memoria, evidentemente finalizzato all’uccisione dell’attivista dell’International Solidarity Movement  il 14 aprile 2011. Il cadavere è stato trovato in un appartamento abbandonato, massacrato senza attendere quell’ultimatum di 30 ore fissato dal gruppo di salafiti. Non esistono certezze sulla causa scatenante dell’omicidio, potremmo ipotizzare una rappresaglia per le restrizioni imposte da Hamas contro i membri di questo gruppo marginale noto a Gaza. E’ stato detto che la stessa Palestina uccide i propri sostenitori per attirare le ire di Israele. Giornalisti del National Review Online e del Guardian compilano elenchi di colleghi, attivisti e volontari massacrati dentro questo ossimorico progetto palestinese.

Certezze?

Certezze nessuna, a cominciare dal referto legale che afferma la morte per strangolamento di Arrigoni, mentre gli amici che hanno dovuto identificare il cadavere, parlano di un corpo torturato ( è stato solo in ultimo strangolato con un filo si ferro). Ancora più opaca la “sorpresa” conseguente a questo delitto. Non più tardi del settembre 2008, Vik fu ferito dalle truppe israeliane mentre aiutava dei pescatori palestinesi diretti alle proprie barche; l’anno successivo ricevette minacce di morte da un sito web americano di estrema destra che ha immesso in rete un identikit accuratissimo di Arrigoni corredato di indirizzi e luoghi soliti di soggiorno e frequentazione. Allora cosa c’è di nitido, chiaro e indelebile per partire nella comprensione delle modalità e delle parti in giochi di questo delitto? Ho letto molti articoli, molti blog, il blog stesso di Vik  in questi giorni e sono propensa a credere che l’unica cosa certa sia la figura di questo volontario che ha regalato la propria vita alla Palestina tanto da fornirci, su Guerrilla Radio scorci di realtà che spesso il filtro dell’informazione dimentica o nasconde. Ci ha fornito un’immagine di Israele ben distante da quella utopia democratica e progressista che la stessa Israele vuole imporre nell’opinione mondiale. Arrigoni, e con lui molti altri attivisti, hanno sgretolato questa finta rappresentazione attraverso quella rete mondiale che ormai ci collega tutti. Si è attirato le collere dei funzionari israeliani, di giornalisti, governi, movimenti pacifisti che di pacifico terminano nell’auto-definizione, tanto da spingerli ad ostacolare fino all’ultimo l’arrivo dell’ultima fottiglia che avrebbe portato una trentina di attivisti a Gaza per la fine di maggio. Lo stesso Benjamin Netanyahu, ministro israeliano, ha esortato i paesi dell’Unione Europea ad impedire la partecipazione a questa spedizione.

Eppure, in tutto questo groviglio confuso di interessi politici ed economici, oltre le tecnologie delle strategie nazionali che marchiano i corpi per simboleggiare messaggi non attinenti al reale, l’unica cosa certa che possediamo è l’umanità di un singolo uomo che si staglia contro l’orizzonte armato delle dinamiche crudeli e omologanti del potere. RESTIAMO UMANI, scrive Vik alla fine di ogni suo articolo. Costante nella lotta all’indifferenza “non temo le urla dei violenti, temo il silenzio degli onesti” sottolinea in quello che verrà decretato il suo testamento ideale e propositivo. Allora chi, come me, è promotore della libera informazione e comunicazione, deve accodarsi alla condanna di questo omicidio, episodio che trova sorprendentemente unanimi le Nazioni Unite e le autorità della striscia di Gaza, che hanno tributato un saluto solenne con migliaia di partecipanti alla salma di Arrigoni prima del trasferimento in terra nostrana.

“Guerriglia alla prigionia dell’Informazione. Contro la corruzione dell’industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l’imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l’abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L’infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L’abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito.”

Restiamo Umani!!

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Una risposta a “Restiamo Umani!

  1. Mi domando perchè si augura “Buona Pasqua” o “Buon Natale” ai militari in missione e non ai volontari.

    Mi domando perchè tornare a casa in una bara avvolta dal tricolore faccia di un soldato un eroe e di un volontario uno che “non avrebbe dovuto trovarsi lì”.

    Mi domando perchè c’è una diretta sul matrimonio tra “il principe William e la bella Kate” mentre non ci sono speciali su Arrigoni e su tutti gli altri volontari nel mondo.

    Mi domando perchè un mercenario morto è un eroe mentre un volontario morto è solo un’altro corpo da avvolgere in un sacchetto di plastica.

    Mi faccio un sacco di domane poi mi ricordo che vivo in Italia.
    Spengo la luce e torno a dormire.

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