Ciò Che colpisce l’occhio…

Ciò che colpisce l’occhio può arrivare all’anima.

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Dal profumo della siepe nel giardino dove giocavamo da piccoli, al suono della voce del prete della nostra parrocchia, ogni cosa produce una precisa impressione in un linguaggio che solo noi possiamo intendere e raramente condividere.

La vecchia casa del contadino oramai diroccata nel campo vicino alla fermata dell’autobus, dove ogni mattina all’alba si aspettava in molti per andare a scuola, mi ricorda qualcosa che sebbene fosse in rovina porta il calore di tutte le vite per le quali quella casa significava qualcosa di più che semplici quattro mura.

Sebbene io non ci abbia mai vissuto nè sapessi chi fossero i suoi abitanti in un qualche modo sentivo che quel luogo era anche mio. In quella casa, al di là che fosse solo un mucchio di mattoni e travi rotte, ogni mattina io ci mettevo parte dei miei pensieri. Alla mente spesso mi ritorna quell’edificio in cui non ho mai vissuto, e  il pensiero che fosse bello nella sua rurale decadenza non mi ha mai abbandonato, neppure ora che al suo posto sorge un sottopassaggio la cui bestiale scorza di cemento e sterile ferro è stata mutata dai giochi di colori di alcuni writers.

Ogni volta che attraverso la strada e mi immergo nella semi oscurità di quel luogo vedendo quelle immagini mi viene da sorridere pensando che tutto cambia e che per quanto possano rovinare e spersonalizzare questa città ci sarà sempre qualcuno pronto ridare senso e significato alle brutture create da uomini senza sogni.

AfricanDettoIlNero

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2 risposte a “Ciò Che colpisce l’occhio…

  1. http://www.documentando.com/opera.php?id=80 Ciao Marci, cercando su google informazioni sulla Casa diroccata di Viale Moreali ex” Casa delle Streghe” (che stanno rimettendo a nuovo) mi sono imbattuta in questo tuo pensier- quindi ti lascio il link ad un documentario che ho visto recentemente per salutarti.
    (anche perchè stamattina ti ho visto pure ai poliambulatori, Ah il Fato!)

  2. Pingback: Modena: tra orizzonti passati e nuovi mostri in penombra. | Militantduquotidien·

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