Opposizione Reale (di Pietro Tarozzi)

E’ uno sciopero che giunge da lontano quello del 6 maggio, una maturazione lenta e ampiamente attesa. Le ragioni che si andavano accumulando, giorno dopo giorno, erano l’evidenza che spingeva una riluttante segreteria della Cgil a bloccare un paese mortificato ed infine a interrogarlo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Volgersi significa osservare una linea sfumata, quasi impercettibile, che traccia un continuum da quei migranti che per primi esplorarono le uniche rivolte di piazza contro la mafia, quindi – contro il capitale della prima azienda italiana per fatturato – Rosarno e Castelvolturno, agli studenti e ai precari (che spesso risiedono all’interno della stessa persona) che, superata l’Onda del 2008, tornarono nelle piazze per ribellarsi ai mercanti della Repubblica italiana – 14 Dicembre e la battaglia di Piazza del Popolo – infine, a quei lavoratori dell’ormai ex più grande industria italiana ricattati, coltello alla gola, da un Ceo emblema del predatore finanziario di nuova era.

La dipendenza genera ricatto e accompagna tutti verso una riduzione dei diritti che riduce il cittadino a suddito implorante. La musica suonata fino ad ora è stata proprio questa, una politica che ha abbracciato il ricatto del capitale nella sua corsa selvaggia attraverso le praterie finanziarie del mondo intero nelle quali in nome di profitti facili e istantanei si sono prosciugati redditi e desertificati i luoghi della produzione di merci, servizi e cultura.

La giornata di oggi è stata un primo stop a questa catena continua che non prevede interruzioni.

Modena ha giocato la sua parte con tre cortei e una densissima partecipazione.

Il più ampio partiva dalla Maserati e si sarebbe congiunto agli altri due in una Piazza Grande gremita. Immagini imponenti paragonabili, a memoria, soltanto alle mobilitazioni contro la guerra in Iraq del 2003. Una piazza che ha avuto tutto l’aspetto di una galassia che si ricompone, festa e rigenerazione viva di quell’opposizione silenziosa composta da una cittadinanza che si impegna, giorno dopo giorno, per una società normale e più giusta. Un intero mondo di problemi la riempiva: dalla pace, ai referendum sull’acqua pubblica e sul nucleare, dall’ambiente alla qualità dell’istruzione, pletora di tante realtà ormai zittite da ogni circuito istituzionale. Proteste e rivendicazioni fusesi in un’atmosfera di festa nella quale l’unica nota stonata è stata giocata dall’assenza del principale partito d’opposizione che, ancora un volta, è riuscito a voltare le spalle ai suoi ipotetici elettori. Sarebbe bello ricordare che quando manca il tempo per ascoltare manca nache il tempo per governare, ma forse, a lungo andare tutto si riduce solamente a una questione di abitudine, che l’esterno col tempo penetra all’interno e la maschera diventa volto.

Una maschera che dimostra la sua cera a pochi giorni dalla mobilitazione, ritornello grammaticale di sgomberi, legalità e normalizzazione. Azioni che rimandano i problemi a data da destinarsi, come polvere sotto al tappeto. Mutui di confronti. Così capita che l’alba della città abbia osservato l’ennesimo sgombero del Guernica, occupato da sei mesi e lo “sfratto” di alcune famiglie che occupavano lo stabile dell’ex scuola elementare di Marzaglia. Edifici che avevano visto una seppur parziale vita migliore se il confronto verteva sul degrado e l’abbandono a cui il privato, nel primo caso e gli enti pubblici, nel secondo li avevano lasciati. I dubbi e le domande però sorgono spontanee quando dietro alla legalità si celano tre famiglie con figli, compresa una donna incinta. Tredici persone costrette a passare la notte in tenda accampandosi provvisoriamente nelle vicinanze dell’ex stabile dentro al quale risiedevano da Novembre. Ora la speranza (che ha ancora residenza in questa città) vorrebbe la tutela della dignità delle persone raggiungere più orecchie pronte all’ascolto e che la legalità non producesse situazioni di indigenza ed emarginazione acclarate da una tenda.

Pietro Tarozzi

http://www.albanianews.it/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...