Coke & Cocaine: una storia incredibile sul cibo

25 Fatti Incredibili Sul Cibo è un’inchiesta autorizzata da Mike Adams e David Gutierrez in cui si trovano 25 casi di assurdità economiche legate alle food-multinazionali. Scaricabile CLICCANDO QUI, è completamente in inglese e ritengo sia difficile vederne una traduzione intelligente in italiano. Ho letto i venticinque casi ed effettivamente quello che potremmo interessare maggiormente è il commercio di cocaina legato alla corporazione americana Coca-Cola.

 

Coca-Cola è l’unica corporazione americana cui sia stato garantito il diritto di importare foglie di coca legalmente negli Stati Uniti da un laboratorio che le processa, a nome Stepan Company. Nel 1922 il Jones-Miller Act proibì l’importazione della cocaina negli Stati Uniti ma per la Coca-Cola (e per il suo laboratorio) fu fatta un’eccezione. Questa eccezione è rimasta segreta fino alla fine degli anni ’80 quando il New York Times si è mostrato scioccato dalla scoperta.

 

Dall’articolo pubblicato dal New York Times nel 1988:

 

Questa settimana sono emersi dalle interviste avute con rappresentanti del governo e con gli scienziati coinvolti in programmi di ricerca sulle droghe alcuni dettagli su come la Coca-Cola ottiene la coca e su come viene processata. Hanno identificato la Stepan Company con sede nell’Illinois come l’importatore e l’azienda che processa la coca utilizzata nella Coca-Cola. Dopo che i rappresentanti della Stepan hanno ribadito i loro legami con la Coca-Cola, il gigante delle bibite ha confermato i particolari delle proprie operazioni. In un’intervista telefonica con il quartier generale della Coca-Cola di Atlanta, Randy Donaldson, un portavoce dell’azienda, ha detto: “Vengono usati ingredienti della foglia di coca, ma non c’è cocaina e tutto è strettamente controllato dalle autorità.”

 

100 tonnellate di ingredienti per la cocaina all’anno, facciamo due conti: La Stepan Company importa ogni anno circa 100 tonnellate di foglie di coca con un “permesso speciale” della DEA. Tenetelo bene in mente nel valutare la totale truffa della “Guerra alla Droga”, sapendo che i giovani afroamericani ricevono condanne a dieci anni per il possesso di erba mentre una delle più grandi corporazioni in America sta importando le foglie usate per la produzione di cocaina. La cocaina viene estratta dalle foglie una volta che le queste entrano negli Stati Uniti per mezzo delle autorizzazioni speciali della DEA. La Coca-Cola non usa la cocaina, come sapete. Oggi non c’è cocaina nella Coca-Cola. E arriviamo a una domanda ovvia: dove va la cocaina sotto forma di polvere bianca se non si trova nella Coca-Cola? Risulta che questa cocaina viene venduta a una ditta di St. Louis chiamata Mallinckrodt Incorporated. Mallinckrodt non riceve soltanto la cocaina dalle importazioni della Coca-Cola, ma importa anche oppio dall’India. Inoltre, acquista anche THC estratto dalla marijuana che viene coltivata negli Stati Uniti. Che bella “Guerra alla Droga”, vero? Quindi se ci si mette d’accordo con la DEA e con i regolatori federali, si può produrre tutta la cocaina che si vuole e si può acquistare oppio e marijuana a tonnellate finché si tratta di una potente multinazionale con rapporti con la Coca-Cola o altri gruppi di potere. Più di un quarto di tonnellata di cocaina per uso “medico”? È ragionevole domandarsi dove finisce tutta questa cocaina e l’oppio dopo essere arrivati da Mallinckrodt. La spiegazione ufficiale è che viene destina all’“uso medico”. Ma facciamo due conti e vediamo se la spiegazione regge. Secondo vari siti web, ci vogliono circa 300 grammi di foglie di coca per produrre 1 grammo di cocaina raffinata. Questo significa che 100 tonnellate di foglie di coca possono produrre circa333 chili di cocaina ogni anno. Chiedete in giro… è un sacco di cocaina. Ricordate anche che si tratta di 333 chili di cocaina approvati dalla DEA, un’agenzia che dichiara di combattere una “guerra alla droga”, ma in qualche modo concede l’immunità ai fornitori della Coca-Cola che stanno lavorando centinaia di chili di cocaina ogni anno. Tutto questo porta alla domanda più ovvia: cosa fa la Mallinckrodt con 333 chili di cocaina ogni anno? Organizza un festone natalizio o qualcosa del genere? È impossibile immaginare che 333 chili di cocaina possano servire per “uso medico” a meno che non si abbia un’idea molto allargata di questo concetto. Pur trattandosi di una semplice congettura, non mi sorprenderebbe sapere che una parte significativa di questa quantità viene elargita ai dirigenti della DEA come mazzetta per ripagarli e così mantenere in vita quest’operazione.

 

Facendo altri conti, 333 chili sono, ovviamente, 333 mila grammi di cocaina. Di quanta cocaina stiamo parlando, esattamente? Bene, secondo TheGoodDrugsGuide.com, una normale “striscia” di cocaina (una striscia è ciò che un consumatore sniffa per assumere cocaina) contiene 50-75 mg o circa un ventesimo di grammo. Questo significa che ogni grammo di cocaina è sufficiente per ricavare circa 20 strisce, a seconda di quanto siete fuori voi e i vostri amici. Moltiplicatele per i 333 mila grammi di cocaina che possono essere prodotti da 100 tonnellate di foglie di coca importate ogni anno negli Stati Uniti e arriverete all’incredibile conclusione che dalle foglie di coca importate dalla Coca-Cola si possono ottenere 6,66 milioni di strisce di cocaina all’anno!

 

Torniamo ai conti (i calcoli vengono arrotondati in eccesso, quindi parliamo di stime):

 

100 tonnellate di foglie di coca = 100 mila chili di foglie di coca

 

100 mila chili di foglie di coca producono 333 chili di cocaina

 

333 chili di equivalgono a 333 mila grammi

 

333 mila grammi di cocaina possono essere divisi in 6,66 milioni di strisce di cocaina

 

P.S. Secondo Wiki Answers, 333 mila grammi di cocaina valgono circa 16,7 milioni di dollari sulle piazze (a 50 dollari al grammo). È difficile credere che 333 mila grammi di cocaina vengano usati per “uso medico” negli Stati Uniti. Come e dove si usano questi 333 mila grammi di cocaina per “uso medico”? Avete mai ricevuto dal vostro medico una ricetta con la cocaina? No di certo.

 

Questo fatto lascia apparentemente solo tre possibilità sulla destinazione finale di questa cocaina:

 

Possibilità 1) La Mallinckrodt sta accumulando enormi quantità di cocaina ogni anno per sminuire il giro sulla “Space Mountain” a Disneyland.

 

Possibilità 2) La Mallinckrodt distrugge in qualche maniera quest’enorme quantità di cocaina ogni anno. (Ma è probabile che l’avidità dell’uomo non lo consenta, considerando che questa polverina bianca è maledettamente cara.)

 

Possibilità 3) La Mallinckrodt forse “perde le tracce” di questa enorme quantità di cocaina; ad esempio sparisce di soppiatto e finisce nelle mani degli agenti della DEA e dei politici che danno a tutta l’operazione un valore “legale”). Questo è un esempio di come il leccare qualche sedere possa talvolta lasciare una leggera patina bianca sul naso.

 

O perché no, tutta la cocaina potrebbe essere distribuita a medici e farmacisti che sono del tutto dipendenti da questa droga, un’immensa percentuale della forza lavoro medica perché loro hanno accesso alle droghe ogni giorno e le ritengono necessario un supporto farmaceutico per sopravvivere alle lunghe giornate lavorative. 6,66 milioni di linee di cocaina sono sufficienti a ridare vitalità a qualche migliaio di farmacisti, a fargli compilare ricette per costosi antidolorifici e medicinali psicotropi, così da rendere tutti dipendenti da droghe.  Big Pharma ha una lunga storia di produzione di cocaina
Fatti storici interessanti: Alla fine del ventesimo secolo, molti giganti dell’industria farmaceutica producevano cocaina, tra cui Parke, Davis, Merck e Squibb. Merck, l’attuale produttore dei vaccini Gardasil, dominava il mercato della cocaina. (Fonte: Andean Cocaine: the making of a global drug di Paul Gootenberg). Questo ci fa capire perché alle aziende farmaceutiche non interessa tanto quello che ci vendono finché possono trarne profitto. Il vostro medico è il vostro spacciatore e Big Pharma il suo rifornitore.

 

 

 

 

 

 

 

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