Critical Mass: non blocchiamo il traffico, siamo il traffico! (di Simone Serradimigni)

La Critical Mass a Modena è stata una coincidenza, un incontro di persone a cavallo di una bici che raggruppandosi formano una massa, la ‘massa critica’ appunto, e percorrono le strade della città creando lo stesso traffico che creano gli automobilisti. Per chi l’ha vissuta già due volte in questo primo mese d’estate è già una scommessa vinta e soprattutto una bella esperienza di vita. A me personalmente ha già insegnato tante cose, ma soprattutto che tante persone apparentemente diverse fra loro possono avere un interesse comune e impegnarsi per dargli voce, corpo e armonia. Credo che ciascun partecipante della Critical Mass abbia provato emozioni differenti, io personalmente ci ho visto quasi una componente artistica, come altro chiamare altrimenti la creazione di una situazione extra-quotidiana calata in un contesto del tutto ordinario, ovvero la strada che percorriamo tutti i giorni, con le bici che utilizziamo tutti i giorni, eppure con un’intensità che non si era mai vista nè sentita prima.


Sicuramente essere parte di una Critical mass è anche una scelta che si può definire in un certo senso ‘politica’, ovviamente nel senso etimologico del termine, ma anche in questo caso si è trattata di un’azione politica molto diversa rispetto a quelle a cui credo la maggioranza dei partecipanti fosse abituata. Nessun monologo di un leader col megafono ma tante voci dialoganti di vecchi amici che si incontravano, nuove persone che si conoscevano, nessuna bandiera o colore che stipasse tutti in unico calderone, ma tante voci diverse che si erano incontrate e comunicavano fra loro. Per tutti gli apocalittici che temono più o meno giustamente che la diffusione di internet renda i rapporti umani sempre più eterei e immateriali, l’aspetto più importante resta comunque questo: il fatto di essere riusciti a passare dal gruppo su Facebook a Piazza S. Agostino, dal mondo virtuale a quello reale. Questo è stato sicuramente l’elemento più eccitante, vedere che le bici alla fine si radunavano per davvero, andare oltre la solita ristretta cerchia di amici e scoprire che la bici è davvero un elemento universale e trasversale, capace di coinvolgere tanti e tante.
 

 

Già, la bici. Sicuramente non si può scrivere un articolo sulla Critical Mass senza approfondire l’argomento bicicletta. Personalmente mi piacerebbe che, se mai i vari giornali e gli altri canali d’informazione avessero interesse ad affrontare l’argomento Critical Mass a Modena, venisse presentata come qualcosa ‘a favore’ della bici e del suo utilizzo, piuttosto che qualcosa ‘contro’ le automobili. Sicuramente la componente irriverente e quasi ludica del girare intorno alle rotonde per diverse volte consecutive ha un significato anche di protesta, così come generare un traffico di bici che non può riversarsi completamente nelle piste ciclabili se vuole rimanere compatto e che causa quindi inevitabili rallentamenti del traffico automobilistico e conseguente disagio (anche se assai temporaneo e limitato ad un sabato al mese).

Ma ancora più importante è la valorizzazione di un mezzo intelligente e comodissimo per gli spostamenti urbani che, per diversi motivi secondo noi, ha bisogno di affermarsi molto di più. La componente propositiva e, per così dire, creativa prevale dunque sull’opposizione frontale. Le stesse obiezioni in proposito che vengono mosse nei nostri confronti, come il fatto che a Modena e in provincia ci siano già tante piste ciclabili, ci spingono a maggior ragione a considerare ancora più importante l’elemento affermativo della bicicletta. Può sembrare presuntuoso voler cambiare le abitudini dei modenesi, ma i motivi ci sarebbero già tutti: pensiamo ai modelli positivi come quello di San Francisco, dove, anche grazie alla Critical Mass, in meno di vent’anni l’uso della bici è aumentato del 700%. C’è la questione ambientale, quella del movimento, per l’equilibrio e il benessere psicofisico, e anche, perchè no, la possibilità di vivere a contatto con la città e i suoi abitanti piuttosto che sigillato o imbottigliato in una scatola che ti isola dal resto del mondo.

Vorrei poi smontare l’aura di inventore e motore della Critical Mass che mi è stata attribuita, cominciando a ringraziare innanzitutto le decine di ragazzi, ragazze, uomini, donne e bambini, e anche qualche anziano, che si sono radunati in piazza s.Agostino il 25 giugno e il 23 luglio. La Critical Mass di fatto si è formata quasi spontaneamente fin da subito: è bastato semplicemente mettere in contatto persone già interessate con realtà già esistenti, come la Ciclofficina ‘Rimessa in movimento’ che si trova sotto ai gradoni del Novi Sad, formata da tanti appassionati della bici di ogni forma e tipo, maghi aggiustatutto capaci di plasmare nuovi velocipedi in grado di mordere l’asfalto utlizzando resti di bici scassate.

 E’ commovente pensare che siamo partiti davvero in quattro amici sognatori che a malapena sanno mettere a posto una catena andata giù di posto. Pensare di riuscire ad organizzare una Critical Mass era un sogno, ma a quanto pare non era così impensabile riuscire a mettere insieme tante persone e fare qualcosa di coordinato e condiviso, ma senza la collaborazione di queste realtà già esistenti e l’interesse di ognuno nulla sarebbe stato possibile. Per chi è cresciuto sempre in sella alla propria bici come me (anche se come ho già detto non saprei metterci mano granchè) scoprire a un certo punto dell’esistenza della Critical Mass, anche in realtà vicine come Milano e Bologna, è come perdere una sorta di verginità culturale. Mi sono documentato sulla storia della Critical Mass di San Francisco, anche questa partita dall’iniziativa di pochi amici e poi cresciuta fino a raggiungere dimensioni vertiginose, ho letto qualcosa sui mitici provos di Amsterdam degli anni’60 e le loro bici bianche, studiando a Bologna ho avuto l’opportunità di vivere le prime esperienze di Critical Mass locale, e ho partecipato ad alcuni incontri della Ciclofficina Ampio Raggio. È stato così che ho cominciato a pensare che anche la mia città avesse bisogno di qualcosa del genere, e da allora è iniziato un gemellaggio con Bologna, (sono già due volte che i bolognesi si uniscono a noi e noi a loro nelle rispettive Critical Mass). E per concludere voglio rendere giustizia ai primi veri e propri tentativi pionieristici di Critical Mass a Modena, organizzati da LiberaOfficina e vari comitati ambientalisti: Sabato 23 novembre 2002, ore 15.00 Critical Mass da piazza S. Agostino in solidarietà al corteo contro i CPT, Sabato 29 marzo 2003 Critical Mass contro l’inquinamento e i progetti del Comune sull’autodromo di Marzaglia, Sabato 20 marzo, ore 15,30 in Piazza Grande pedalata per la pace, Mercoledì 16 giugno, ore 18,00 partenza da piazza Grande, ancora no al nuovo autodromo di Marzaglia e contro la “guerra” che si combatte ogni giorno sulle nostre strade invase dal traffico e dallo smog. L’esperienza si è poi conclusa nel febbraio-marzo 2005 per mancanza di partecipazione e continuità.
Se posso muovere una piccola critica a queste Critical Mass a posteriori, potrei dire che porsi in modo oppositivo ‘contro’ iniziative senza dubbio discutibili come l’autodromo di Marzaglia e tante altre, abbia oscurato la componente propositiva, che rimane l’unica in grado di coinvolgere davvero una larga fetta di popolazione. Stesso discorso si può dire delle bandiere e i comitati (che a me personalmente stanno anche simpatici), ma che alla fine attirano meno persone rispetto a una Massa Critica meno caratterizzata e di conseguenza più difficilmente “etichettabile”, ma più ricca perchè variegata, in cui la componente propositiva prevale su quella di contestazione. Con la speranza che cambiare le proprie abitudini quotidiane, che è una scelta assolutamente politica per le immense conseguenze che porta, porti anche le stesse istituzioni a guardare in faccia le numerose contraddizioni che ci sono nei loro progetti (come il piano sul parco Ferrari, il costo del biglietto del treno maggiorato per le biciclette, che invece in alcune regioni come Marche, Puglia, Campania e Basilicata non c’è). Insomma, io credo che già una grande conquista sarebbe rendersi conto che in fondo la politica è anche e soprattutto fatta dalle scelte quotidiane che ormai facciamo in automatico senza pensare e senza mettere in discussione nulla, scelte che invece non sono affatto così scontate. E per questo ringrazio tutti coloro che hanno avuto il coraggio di farlo, di ripensare le proprie scelte e di comprendere la portata delle proprie azioni quotidiane, grazie a coloro che hanno contribuito a quella che possiamo chiamare nascita (o ripresa che sia) della Critical Mass a Modena. Do appuntamento a tutti ogni quarto sabato del mese, sempre in S. Agostino, il prossimo è il 27 agosto.

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