Indwiloq. Una cosmogonia, una fiaba anarchica ed ecologica (a cura di Enrico Montaletti) Part II

A quel tempo, la più giovane creatura di Indwiloq veniva chiamata Umano. Umano era un animale  magnifico che camminava su due zampe e comunicava in tantissime affascinanti lingue diverse. Dato che era la creatura più giovane ed inesperta, Umano aveva ancora molte cose da fare e da provare davanti a sé, ma giunse anche per Umano il tempo in cui diventò adolescente, ed iniziò a ribellarsi al proprio genitore.

Umano visse per molto tempo una bellissima infanzia, curato da Indwiloq, amorevole Madre e premuroso Padre, ma in seguito Umano iniziò ad essere impaziente ed irritabile e, nei suoi capricci, imparò ad essere egoista. Umano piagnucolava, si agitava e si lamentava, ed iniziò a dire spesso ad  Indwiloq che lui era diverso, migliore rispetto a tutte le altre creature e forme di vita, che in realtà erano sue sorelle, suoi fratelli e suoi spiriti amici. Si senti sottovalutato, incompreso, ignorato. Questo causò un terribile fremito di paura tra tutte le altre creature in mezzo alle quali Umano aveva sempre vissuto, con le quali si era voluto bene, ed iniziò il periodo della Grande Diffidenza.

Cervo sparì, Elefante corse via per la paura di incontrare Umano. Aquila volò dove nessun Umano avrebbe potuto raggiungerla, Pesce iniziò a nuotare in acque più profonde.

Ape e Vespa iniziarono a volare e arrampicarsi sugli alberi, costruendo alveari come fortezze per proteggersi dall’esterno, mentre Orso, che già era molto esperto e saggio, si limitò a fare qualche smorfia di biasimo, andando ad accucciarsi nelle grotte più profonde e buie per farsi delle belle dormite. Anche Coccodrillo fece un sorrisetto e nuotò lontano, mentre Giraffa abbassò il suo nobile collo e trotterellò via con gli altri animali, e Ragno si nascose  sotto i sassi  e dietro le foglie.

Formica ritornò nel suo villaggio sottoterra, Pipistrello si tappò le orecchie ed iniziò a svolazzare da tutte le parti per non sentire. Pure le forme di vita invisibili fuggirono altrove, mentre le Piante, che poverine non riuscivano a muoversi abbastanza velocemente, tremavano tutte  dalla paura.

Per un po’ di tempo quindi Tutta La Vita su Indwiloq fuggì da Umano lasciandolo solo al suo destino. Il pianeta genitore provò in tutti i modi a consolare la sua creatura inquietata con parole d’amore,  d’incoraggiamento, con l’abilità che solo una madre sa avere e la saggezza che solo un padre sa avere. Ma Umano non ne voleva proprio sapere.

Diceva, “Io sono il migliore! Sono differente da tutti voi e so tutto molto meglio di voi!”

E anche, la cosa più dolorosa di tutte, “ Io non ho bisogno di voi!”

Indwiloq pianse per molte centinaia di anni, pianse di un dolore che solo un genitore rifiutato dalle proprie creature può sentire. Attraverso i suoi occhi lucidi e gonfi di lacrime, Indwiloq guardava come il suo figlio ribelle, Umano, si allontanava dal sentiero della conoscenza.

Fu così dunque che il mondo entrò nell’Era Scura dell’Umanità.

Umano iniziò a moltiplicarsi con una frequenza sempre maggiore. Uomo e Donna iniziarono a vivere in ogni parte del mondo, perpetuando il male e andando contro il loro genitore.

Un tempo, per quello che tutti possono ricordare, Indwiloq accudiva Umano con i frutti e gli strumenti che il suo corpo poteva offrire. Umano prendeva anche dai suoi fratelli animali e dalle sorelle piante, ma con la sicurezza di restituire sempre quello che aveva preso, in un modo o nell’altro.

Ora, Uomo e Donna non erano più soddisfatti di quello che Indwiloq dava loro liberamente, cominciarono quindi ad esplorare l’interno del mondo, dove nessuno aveva mai pensato di andare a cercare, e fu così che iniziarono a prendere quello che volevano da dentro il suo corpo. Iniziarono anche a strappare, lacerare e derubare la superficie del loro genitore per i loro fini, e a tormentare i loro spiriti amici con le loro continue richieste rifiutandosi di dare qualcosa in cambio.

Era l’Epoca dell’Egoismo e dell’Ignoranza.

Donna  e Uomo costruirono nuovi strumenti e inventarono la tecnologia. Iniziarono a svuotare le arterie di Indwiloq dal metallo, che era il suo sangue, e con questo metallo fecero martelli, aratri, falci e spade, lance, alabarde, asce, scudi e armature. Abbatterono grandi porzioni della pelliccia di Indwiloq, la foresta sacra e  antichissima che dava la casa a migliaia di creature. Se un tempo vivevano con i frutti della foresta, o al massimo con piccoli orti se quello che si poteva trovare nel boschi non era sufficiente, ora Uomo e Donna massacravano la foresta e la sostituivano con campi e pascoli, mangiavano e si espandevano e non si preoccupavano di dare niente in cambio a nessuno. Indwiloq e Tutta La Vita Sulla Terra si opposero a questa nuova esistenza di Umano, e glielo dissero come poterono, ma Umano fece semplicemente finta di non sentire.

Ma l’arroganza di Umano era solo all’inizio, e incominciò a dire:

“Il mio modo di vivere è l’unico modo possibile, piantatela tutti di rimproverarmi e di fare delle tragedie! C’è solo una maniera per vivere su questo mondo, tutte le altre sono sbagliate! Tutto o è una cosa oppure un’altra, tutte le cose o sono nere o sono bianche, non esiste nessuna via di mezzo, nessun terreno comune!”, e finì dicendo “Voi mi dite che sbaglio, ma il mio modo è l’unico modo giusto! Quindi siete voi che sbagliate, voi siete i miei nemici!”.

Indwiloq allora si sentì spaventato e col cuore a pezzi: Umano voleva distruggere il mondo stesso che l’aveva generato. Uomini e Donne iniziarono addirittura a distruggersi a vicenda, molte popolazioni diverse pensarono che il loro modo di vivere fosse l’unico modo, il modo giusto, e vollero eliminare tutti quelli che vivevano in maniere differenti perché non erano più in grado di confrontarsi. Molti iniziarono a pensare come se tutto fosse una cosa contro un’altra, o bianca o nera. Iniziarono a pensare alle opposizioni e non alle composizioni, agli opponenti e non ai complementi.

Ciò comportò l’entrata nell’Epoca dell’Ignoranza, dell’Egoismo e dell’Oppressione.

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