Comunione e Liberazione: movimento ecclesiale cattolico o Spa ramificata?

In questi caldi giorni estivi si è replicato, come ogni anno, il Meeting di Rimini. Questa manifestazione viene organizzata principalmente da Comunione e Liberazione, il movimento ecclessiale cattolico fondato da Don Giussani. Dico principalmente perchè se si volesse ridurre questo evento ai numerosi momenti di confronto tra esponenti politici e della società civile si perderebbero di vista tanti altri aspetti che sono legati alla kermesse. Non metto in discussione sul piano astratto la validità e l’importanza dei temi che vengono posti: quest’anno si è parlato molto della crisi economica e sociale del paese e delle possibili alternative per uscirne. Se mai sono criticabili gli interventi di molti esponenti politici che non vanno oltre il lanciarsi in grandi e lunghe analisi, povere di dati e molto teoriche, dimostrando di poter essere dei buoni giornalisti e al limite scienziati sociali, ma di non poter costituire un punto di riferimento politico credibile, nè tantomeno un buon esempio per moltitudini di giovani ciellini che affollano il festival.

In ogni caso non è facile infrangere il clima di “amicizia” e “fratellanza” che pervade il Meeting, che in modo ecumenico unisce avversari politici e sospende le differenze sociali e di classe. Nè è da tutti essere dotati del coraggio necessario per parlare al Meetig del fatto che la Chiesa cattolica non paga alcun tipo di tassa e che forse, se si rileggesse il Vangelo, soprattutto in un periodo come questo sarebbe il caso di contribuire concretamente per le sorti del nostro paese. Ma chi oserebbe inimicarsi o mettere in discussione la potente organizzazione che in termini di aziende ad essa legate produce 70 miliardi di fatturato ogni anno? Chi avrebbe il coraggio di mettersi contro la vastissima rete di docenti universitari, medici di ospedali pubblici e privati, esponenti di rilievo dei vertici della Chiesa (come Scola), politici che governano ricchissime regioni (Formigoni)? Non è da tutti. Così anche il Presidente Napolitano si è limitato ad analisi generali e a dare addosso in modo trasversale alla politica, ottennendo così l’ovazione della platea ciellina. Del resto di questi tempi gli interventi “grillini” riscuotono successo in molti settori, e la base ciellina non ha fatto distinzione.

In ogni caso è interessante notare come queste giornate siano un snodo fondamentale  per realtà molto variegate ed importanti.

Guardando questo video potrete rendervi conto di come dietro al messaggio evangelico di Comunione e Liberazione si muovano a traino realtà economiche rilevantissime, come banche (Intesa San Paolo), aziende statali (Finmeccanica), multinazionali straniere (Novartis); nonchè movimenti come Radio Maria e le moltitudini di associazioni cattoliche che caratterizzano l’associazionismo legato alla Chiesa. Questa fiera è un vero e proprio business, tanto da raccogliere finanziamenti da enti pubblici come Regioni, Province e Comuni (soldi nostri che dovrebbero essere destinati ad interventi di pubblico interesse); enti privati ideologicamente nati a sinistra, come le cooperative rosse, che dimostrano con questi finanziamenti di essere delle spa qualsiasi, a dispetto delle loro origini. Oltre una marea di piccole aziende che sfruttano questo momento per pubblicizzarsi.

Insomma analizzando il Meeting si può comprendere la natura ramificata di questo movimento che supera ampiamente la dimensione spirituale e la missione evangelica per la quale è nato, o quanto meno utilizza strumenti di natura economica e politica che esulano dal campo nel quale dovrebbe muoversi un’associazione di questo tipo. Questo fa di CL una potente organizzazione che, muovendosi a cavallo tra la dimensione pubblica e quella privata e sfruttando molte zone d’ombra, influenza pesantemente in termini culturali e pratici il nostro paese, agendo su numerosi terreni, dalle parrocchie alle banche, dalle università alle associazioni cattoliche.

Non ci sarebbe nessuna ipocrisia se questo venisse riconosciuto, se cioè CL fosse trasparente. Se quando i suoi esponenti si candidano nelle liste universitarie, ad esempio, mantenessero il nome del loro movimento invece di ricorrere ad altre sigle, negando sistematicamente il loro legame politico-religioso con il movimento. Non li si accosterebbe ad una setta o ad un’associazione massonica, se le loro strutture fossero aperte verso l’esterno e se non imponessero codici di lealtà e riconoscenza verso il movimento, che ricordano la sottomissione e l’obbedienza. Non ci si lancerebbe in paragoni con la Mafia, se non fossero organizzati in modo tale da essere impermeabili alle altre associazioni e realtà e se le loro pratiche non mettessero in discussione la libertà individuale della persona. Se esistesse poi una legge sul conflitto di interesse, Comunione e Liberazione forse non potrebbe neanche esistere, o sarebbe totalmente diversa da come è oggi; ma per questo dobbiamo ringraziare i Governi che non hanno mai scritto quella norma.

In ogni caso ciò che vorrei chiedere a chi è cattolico, diversamente da come lo sono gli aderenti al movimento di CL, e alla stessa base ciellina è questo: credete che la realtà di CL sia oggi vicina alle pratiche e allo spirito con cui Don Giussani fondò il movimento? Credete che la pratica di carità, prerogativa del moviemento, abbia ancora un ruolo centrale? Credete che il Meeting di Rimini sarebbe così importante e frequentato se fosse solo un luogo di confronto puro, servito da ristoranti e servizi essenziali e contornato unicamente dalle associazioni cattoliche con finalità sociali?

Non credo. Penso però che sarebbe molto più interessante, più vero e più vicino alla morale evangelica. Forse sarebbe anche più aperto e attraente per chi non è cattolico o per chi lo è in altri termini. Se questa manifestazione fosse organizzata in tal modo potrebbe rappresentare un forte punto di riferimento culturale per il paese (emancipandosi così dall’autoreferenzialità che gli è propria), e non solo un forte punto di riferimento economico. Se così fosse si renderebbe onore anche alle parole di Napolitano, tanto sentite dai giovani ciellini, che ha invocato un’operazione di verità. E sarebbero anche in linea, credo, con una certa morale cattolica.

Ma gli interessi in ballo sono troppo grandi e l’egemonia culturale evidentemente rappresenta una cultura minoritaria e funzionale in CL, rispetto al primato del potere e dell’arricchimento. Evidentemente il Demonio, per i vertici ciellini, non si cela nei soldi slegati da una dimensione etica che inondano il Meeting ogni anno, o nello sfruttamento dei giovani volontari, che inseguendo valori cristiani si trovano a servire valori capitalistici veri e propri, che di gratuito e caritatevole hanno ben poco. Ma l’ultima cosa che chiederei ad un militante di Cl è questa: per la base ciellina, allora, in cosa sta il Demonio?

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11 risposte a “Comunione e Liberazione: movimento ecclesiale cattolico o Spa ramificata?

  1. Hai ragione non ci ho mai lavorato, quando decido di impiegare il mio tempo e le mie energie per qualcun’altro lo faccio in ambienti che hanno caratteristiche trasparenti e veramente gratuite.
    Indubbiamente ho avuto modo di conoscere la realtà di CL prima di scoprire il Meeting, ed i miei giudizi si basano su un’esperienza personale diretta, che non pretende di essere la verità assoluta su ciò che sia il movimento. In ogni caso sarebbe stato più elegante se mi avessi risposto nel merito dell’articolo e usando le tue parole, invece di far parlare due giornalisti, che tra l’altro sono di sinistra e si sono limitati a fare un’analisi di ciò che è CL, senza esprimere un giudizio netto. In ogni caso lo stesso Smargiassi vi definisce “una lobby poitica scaltra, capace eleggere o silurare un sindaco, una holding degli affari e degli appalti disinvolta e spesso discussa, un impero no-profit che mira ad occupare ogni angolo del sociale”. Poi sostiene che tutto questo (cioè un movimento che spazia tra la legalità e l’illegalità, e svaria tra il terzo settore, la politica e l’ambito spitituale), pone le sue basi su un credo religioso. Questa è la vostra forza. La critica e il problema stanno proprio in questo punto: l’aspetto religioso e solidaristico, o sussidiario (come preferite dire) si è trasformato, durante la crescita e lo sviluppo del movimento, da fine a mezzo. Mentre ai tempi di Don Giussani il denaro e la comunità, evocata da Smargiassi, erano un mezzo per sostenere la missione religiosa, oggi la memoria del fondatore ed i valori cristiani diventano il volano per alimentare la dimensione economica e di potere di Comunione e Liberazione. Non nego che dentro CL ci siano persone che si sanno confrontare o grandi professionisti, o persone devote capaci di quella carità e gratuità per le quali è nato il movimento. Dico che la dimensione economica e di potere oggi pesano molto di più dell’aspetto spirituale.
    Se credi veramente nella tua “comunità” rispondimi nel merito e concretamente, dimostrando l’infondatezza della mia tesi.

  2. “Non nego che dentro CL ci siano persone che si sanno confrontare o grandi professionisti, o persone devote capaci di quella carità e gratuità per le quali è nato il movimento. Dico che la dimensione economica e di potere oggi pesano molto di più dell’aspetto spirituale.”

    Quello che fai fuori dicendo questo, è proprio quelle persone capaci di quella carità e gratuità per le quali è nato il movimento.
    Ed è proprio da questa carità che nasce la CDO e AVSI e il BANCO ALIMENTARE e il Meeting di Rimini.

    Quello che scandalizza e non va giù di CL è che rompe gli schemi.
    Ti faccio un esempio,
    Il fatto che al Meeting quest’anno siano venute, persone di destra, di sinistra, della lega, ebrei, musulmani, ecco questo crea scandalo, la gente scriveva su Twitter, “quest’anno tutti sono andati al Meeting di CL questo non è una buona cosa”, te spiegami perchè questo deve creare scandalo? anzi il fatto che si possa dialogare insieme di un problema comune ben venga.

    Il fatto che questo Meeting abbia smosso gente musulmana a fare lo stesso evento al Cairo l’anno scorso e anche quest’altro anno questo è una cosa grande.

    Quello che dice il video, sai benissimo che chiunque può creare un video di questo tenore, è facile sparare merda facendo mille interviste e scegliendo quelle con risposte dubbie (che poi di dubbio non ci vedo niente).

    Non c’è una risposta definitiva a quello che critichi, la risposta è guarda senza pregiudizi, guarda alle piccole cose, guarda alla singola persona e valorizzala.

    Perchè è questo che è il movimento singole persone che hanno voglia di vivere la realtà in tutti i suoi fattori, persone che vogliono andare a fondo di se stessi, persone che hanno voglia di impegnarsi nella vita e che insieme si ricordano che quello che tiene su tutto questo “ambaradam” è un cuore sincero, è Cristo.

    Quello che permette a tante realtà di apprezzare il movimento è proprio questa semplicità e questo cuore sincero, che tutte le persone hanno.

    Ho fatto discorsi troppo Ciellini ? 😀

  3. Non mi pare di fare fuori la parte “buona” di CL facendo notare che il movimento è caratterizzato da dinamiche economiche e di potere preponderanti, e riconoscendo allo stesso tempo che al suo interno ci sono persone di valore e che svolgono attività utili socialmente. Avresti potuto dirlo se avessi attaccato incondizionatamente la vostra realtà considerandola un unicum omogeneo. Penso invece di aver rafforzato questa parte, riconoscendogli un merito. Quello che non mi sembra corretto è l’uso che si fa di certi valori come l’amicizia e la fratellanza per scopi utilitaristici o clientelari.

    Personalmente poi non sono stupito o scandalizzato dal fatto che CL sia trasversale e aperta: dal momento che la vostra dimensione originaria è religiosa, il vostro visione è onnicomprensiva. Il problema è che la vostra apertura lo è solo in entrata: integrarsi è facile, uscire meno e tornarci è impossibile, perché vige la categoria del tradimento per chi si discosta dai valori basilari.

    Per quanto riguarda le interviste sono d’accordo sul fatto che sia facile con quella metodologia dare un taglio strumentale alle indagini. Penso che Saverio Tommasi abbia un approccio ideologicamente connotato e che non lo nasconda, ma mi è sembrato onesto nelle domande poste. Poi ha colto quello che c’era, cioè una realtà eterogea nella quale è emerso, per via del suo approccio, ciò che si vede (che comuqnue esiste). Penso comunque che se un giornalista di destra conducesse la stessa indagine ad una Festa dell’Unità o ad una riunione dei Giovani di Confindustria troverebbe una differente preparazione.

    Concludo dicendoti che nel 2011 dopo la fine delle ideologie totalitarie ed omologanti (eccetto il capitalismo), non comprendo questa paura folle verso il collettivismo che spinge alcune frange della Chiesa (spesso legate alla destra) a scivolare in una valorizzazione dell’individualismo. Ovviamente tutti abbiamo un’individualità da valorizzare e che deve essere rispettata (questo è un portato della Rivoluzione Francese), però poi abbiamo un identità sociale, che è fatta di regole collettive. E anche CL ha delle regole comuni e delle finalità dichiarate: il problema sono le regole e le finalità non dichiarate e non scritte. Quindi non si può oscillare in base alla conveninza tra la dimensione individuale e quella collettiva, è una questione di responsabilità.

    Infine sono d’accordo che bisogna valorizzare le piccole cose e prendere ciò che c’è di buono nelle persone, ma non si può neanche negare o far finta di non vedere ciò che non va.

  4. ” Il problema è che la vostra apertura lo è solo in entrata: integrarsi è facile, uscire meno e tornarci è impossibile, perché vige la categoria del tradimento per chi si discosta dai valori basilari.”
    Ahaha questa tua affermazione mi fa sorridere, perchè, e non è colpa tua, fa vedere come il mondo vede CL come una setta dove se entri non puoi più uscirne e se ne esci è impossibile rienntrarne 😀
    CL non è neanche una associazione, ma appunto un “movimento” c’è chi va e c’è chi viene e c’è anche chi ritorna.

    Poi un altro mito che c’è da sfatare è la questione delle regole, nel movimento non ci sono delle REGOLE, nè scritte nè non scritte, ci tengo a dirlo perchè ogni volta viene fuori la storia della “castità” che chi è di CL non può fare sesso. Non sta scritto da nessuna parte.

    Quello che viene dato invece, è un giudizio sul rapporto con l’altra persona, che uno può verificare o meno.

    “Concludo dicendoti che nel 2011 dopo la fine delle ideologie totalitarie ed omologanti” purtroppo ancora c’è il comunismo cinese e coreano, che ancora oggi continua a mietere tante di quelle vittime che nemmeno ci immaginiamo.

    “Infine sono d’accordo che bisogna valorizzare le piccole cose e prendere ciò che c’è di buono nelle persone, ma non si può neanche negare o far finta di non vedere ciò che non va.”
    D’ACCORDISSIMO, però bisogna che lo sguardo sia fatto con cuore sincero e senza pregiudizi.

    Grazie.

    • Caro Andrea, se come dici io parlo allo stesso modo di uno che vede CL come una setta ci saranno evidentemente delle pratiche, che non sono il solo a notare, simili a quei contesti. Ogni legame comunitario, cioè forte, crea dei vincoli e delle regole anche non scritte che sanciscono tali legami. Ora se una persona si lega responsabilmente e coscientemente anche a pratiche di autoflagellazione (spero che non sia il vostro caso), liberissimo. Ma se una persona entra dentro CL per coltivare un rapporto di amicizia o per motivi di volontariato e poi si trova a servire strutture mastodontiche di potere, penso che ci sia qualcosa che non va. Una mancanza di trasparenza. Io ne conosco di persone che fanno parte di CL, che ne hanno fatto parte e che non ci sono più, quindi non parlo per sentito dire.

      Sulla castità non entro nel merito perché mi interessa poco.

      Per quanto riguarda i totaliatrismi, credo che i regimi comunisti dell’est abbiamo ormai molto poco di comunista.

      Mi piacerebbe infine chiederti se non pensi che tutta la ricchezza materiale e di potere del tuo “movimento” non sia in contraddizione con la sua missione evangelica, e più in generale con le pratiche del Vangelo. Don Gallo ha detto in questi giorni “la Chiesa paghi le tasse e sia povera” tu cosa ne pensi? Ed infine ti chiedo, visto che ti sei dimostrato disponibile al confronto, non credi che il tuo movimento sarebbe più libero, aperto ed evangelico se puntasse più sull’aspetto religioso e sulla cultura cattolica, ridimensionando la dimensione economica e di potere?

    • Questo mi sembra molto un avvicinamento strategico da parte del Pd. Cercano di sfruttare la loro componente cattolica per sfondare a livello elettorale nel vostro bacino, e quindi indebolire il centro-destra. Per questo vi fanno fare i complimenti da un ex-comunista come Sardo sull’Unità.
      Io non sono abbastanza vecchio o informato da poter dire se CL sia “meglio” oggi, ma in ogni caso penso che ci siano delle criticità e delle contraddizioni (che ho esposto) inquietanti.

  5. Erri, ti invito a riflettere sui commenti del ragazzo che ha commentato sul blog. puoi scagliarti sul movimento e sul suo meeting (prima di farlo io però ci farei un salto: credimi,entrare in quei padiglioni, è un fattore determinante per comprendere cl ), ma credo che sarebbe stato molto più interessante, ed un modo sicuro per evitare di cadere in qualche frase prevedibile (se volessi essere antipatico direi scontata), incentrare l’articolo sulle ragioni per cui nonostante la consapevolezza dei grandi capitali che si muovono sopra le loro teste, migliaia e migliaia di ragazzi spinti da intenti sani, e da una sincera fede. Se tu facessi un giro per il meeting, potresti assistere a fenomeni incredibili:ho visto ciellini diciottenni leggere ed apprezzare Marco Travaglio, parlare male di Formigoni ed insultare Berlusconi tacciandolo di massoneria.
    E non credere che ci sia un innamoramento tale per il movimento da accecare i ragazzi che vi appartengono: loro stessi mi hanno parlato degli scandali compiuti dalla compagnia delle opere, o dei processi che molti degli altolocati di CL hanno subito e spesso perso.
    Quello che deve chiedersi colui che vuole comprendere la strana natura di questo movimento (e colui che vuole descriverla agli altri) è cosa leghi questi ragazzi ad esso, nonostante tutti i suoi limiti.
    Io credo che la domanda scomoda sia da rivolgere ai non ciellini(troppo coinvolti…), e che sia piuttosto questa: C’è in loro (e se c’è, qual’è?) del giudizio critico?

    • è una domanda interessante, alla quale dovrebbero rispondere loro. Penso che alcuni abbiano spirito critico, e decidano di stare nel movimento perché effettivamente fornisce molti supporti sociali ed una dimensione comunitaria difficile da trovare altrove; penso che in tanti abbiano spirito critico, ma siano condizionati da alcuni principi di fondo che assumono come assiomi. Quindi la loro prospettiva è limitata da questo aspetto; penso infine che ci siano persone che non hanno spirito critico e che trovano soltanto un dogma da seguire per non essere soli, decidono cioè di servire una causa per ottenere la tutela di una forte organizzazione e un aiuto concreto per il loro futuro.
      Scusami Gaetano, se le mie parole sono sembrate scontate a tratti, ma l’argomento è così vasto e non tutti conoscono l’oggetto del dibattito, che ho preferito primariamente dare un quadro di cos’è il fenomeno. Poi sicuramente ci sono persone che sarebbero più capaci di me nel fare questo, e non c’è dubbio che il mio sia il parere di un esterno.
      Per quanto riguarda i ciellini “dissidenti” penso solo una cosa, che dovrebbero rendersi autonomi in qualche modo dal movimento se apprezzano Travaglio o se sono a conoscenza del giro di potere e di privilegio (come ben racconta Eva). Altrimenti se vi rimangono dentro sono lì solo per godere di quell’amicizia e quella fratellanza (sputando nel piatto nel quale mangiano) che altrove non riescono a trovare, forse per cecità. A meno che non puntino a migliorare il loro movimento.
      Io comunque non metto in discussione le persone e i giovani che compongono CL, critico alcune pratiche e soprattutto i vertici del movimento. Altrimenti non avrei scritto così.

  6. Non sono mai stata al meeting, ma ho avuto modo di intersecare la realtà di CL in università, a Bologna.
    Al momento dell’iscrizione a Scienze Politiche non sapevo nulla di questa organizzazione (i modenesi sono per lo più soggetti ad egemonie culturali d’altra matrice, come l’ARCI, ma questa è un’altra storia), ma non ci ho messo molto a riscontrare una sorta di distinzione naturale tra studenti e studenti di CL, i c.d. Student Office.
    “Lo Student Office nasce dall’intuizione di un gruppo di amici che, studiando e frequentando assieme le lezioni, hanno scoperto l’utilità di mettere in comune con tutti gli altri studenti appunti e dispense sugli esami sostenuti”. A differenza delle altre associazioni studentesche presenti, si occupano, tra le altre cose, di “organizzare gruppi di studio, stage di studio con i docenti titolari dei corsi, incontri culturali, informazioni per chiarimenti sulla diattica e sulla compilazione dei piani di studio”.
    Invece di raccogliere e rappresentare istanze “dal basso”, si autorappresentano come intermediari, “dall’alto”, e costituiscono di fatto un canale preferenziale di accesso ad altrimenti invisibili supporti didattici e relazioni con i docenti. Non tutti i docenti, quelli di CL e Opus Dei, che al Dipartimento di Sociologia sono la maggioranza in termini di potere e di conseguenza numerici. Ci tengo a sottolinearlo, non sono potenti perchè sono molti, sono molti perchè sono potenti: su quattro docenti illuminanti che ritengo di aver avuto, tre operavano in modo laico per far crescere lo spirito critico degli studenti, evitando il più possibile di influenzarli con giudizi di valore, e, caso vuole, venivano osteggiati ed emarginati, tant’è che due di loro hanno finito per abbandonare la cattedra. L’altro è a capo del Dipartimento e numerario dell’Opus Dei. Gli altri erano meccanicamente asserviti al fine di trasmettere, nel modo più implicito possibile, precisi ed uniformi contenuti, attraverso una scienza (la sociologia) che assume come fondamento metodologico la necessità di esplicitare proprio riferimento al valore, al fine di garantire la validità del processo di ricerca.
    Ho passato gli anni dell’università a studiare cose illuminanti, delirando ogni giorno, con furia, perchè questa conoscenza era sottomessa alla logica ipocrita del privilegio di casta.
    Non ho nulla contro i ragazzi che partecipano ai meeting e alle attività di CL (chi è senza peccato lanci la prima pietra e io ho una tessara ARCI in tasca) e nemmeno contro uno studente che sfrutta privilegi offerti in ambito accademico in virtù del fatto che è cattolico praticante (l’occasione fa l’uomo ladro). Ma è mostruoso che un’organizzazione nei fatti fondata sul privilegio, alimentandosi del concetto di comunione, incida, capillare e silenziosa, sul funzionamento della società, in tutte i suoi ambiti, a partire da quelli relativi alle giovani generazioni. Amen.

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