Indwiloq. Una cosmogonia, una fiaba anarchica ed ecologica (a cura di Enrico Montaletti) Part III

In quest’epoca, Uomo vedeva Donna come il suo opposto, e quindi cominciò ad odiarla, a sottometterla e a violarla. Uomo iniziò a credere che tutto quello che era opposto a lui era “femminile” e “debole”, e quindi iniziò a pensare ad Indwiloq solo come ad una “madre”: Uomo si dimenticò che il suo genitore era maschio e femmina, e tutti e due, e nessuno dei due. Dimenticò che quello che era lo era principalmente per creare,  curare e nutrire.

Invece si convinse che il suo ruolo era quello di fare le regole e di punire, di disciplinare e giudicare, conquistare e distruggere; pensava che il suo “essere Uomo”  fosse un’arma, ed iniziò ad usare il suo “essere Uomo” come se fosse davvero un’arma, prendendo dalla Donna qualsiasi cosa volesse senza preoccuparsi di restituirle niente.

Alcuni uomini iniziarono ad essere conosciuti rinnegarono anche, insieme alla loro natura, il loro nome: Re, Imperatore, Legislatore, Scrittore, Dio, Prete, Ministro, Esercito, Guerriero, Conquistatore, Sacrificio, Fisco, Progresso, Stato, Governo, Denaro.

Donna cambiò e diventò varie cose: resa oggetto e molestata da Uomo, iniziò a non piacersi più ed ad odiare il suo essere Donna. Circondata da tronfi prepotenti che non si risparmiavano un’occasione per parlare male di lei, arrivò perfino a credere davvero alla bugia che fosse meno saggia ed intelligente di Uomo, iniziando a pensare a se stessa come ad una schiava che non poteva essere altrimenti, e per questo cominciò a dare ogni cosa senza chiedere niente in cambio.

Alcune Donne iniziarono ad essere chiamate con altri nomi: Servitù, Schiavitù, Isteria, Pazzia, Debolezza, Inferiorità, Idiozia, Fragilità, Sessualità. Indwiloq credeva che Umano di certo non sarebbe potuto andare oltre questo scempio, ma purtroppo si stava sbagliando.

Umano era determinato a distanziarsi il più possibile dal suo genitore, e continuò a crescere ed espandersi, conquistare e reprimere, discutere, arrabbiarsi, combattere e distruggere un secolo dopo l’altro, fino a che non ci fu più nessun nuovo spazio da conquistare e sfruttare per Umano.

Dunque questa era L’Epoca dell’Egoismo Globale, dell’Oppressione e dell’Ignoranza.

In quel tempo, Umano era così lontano dal suo genitore che si era quasi completamente dimenticato di Indwiloq. Chiuso in sé stesso e sempre più determinato a riprodursi, conquistare ed espandersi, Umano smise di guardare a quello che aveva intorno ed iniziò a guardare verso l’alto. Costruirono torri enormi, obelischi di metallo affilato che bucavano i cieli di Indwiloq, non contenti delimitando i loro confini con strade, muri, agenti di sicurezza e controllori.

Più crescevano più le loro richieste a Indwiloq e agli altri Fratelli e Sorelle diventavano pressanti ed insostenibili: aumentarono sempre di più l’estrazione del sangue metallico prelevato dall’esausto corpo del genitore, incrementarono il taglio dei suoi capelli e della sua pelliccia alberata. Umano consumò sempre di più le sue sorelle Piante e i suoi fratelli Animali, con una crudeltà indescrivibile, e poiché non dava loro nulla in cambio, per nessun motivo, restarono in vita pochissimi Fratelli e Sorelle sulla superficie di Indwiloq.

L’arroganza dell’Uomo e della Donna in quest’epoca era nuova e più cattiva che mai. Umano iniziò a pensare che la sua intelligenza e conoscenza fossero molto più avanzate di quelle di Indwiloq, addirittura credeva fossero molto più avanzate di quelle del Tutto, dello Spirito di Tutta la Vita Cosmica!

Armati di questa presunzione e incoscienza, l’Uomo e la Donna crearono e costruirono un’infinità di oggetti che non avevano alcun senso, credendo però che questi aggeggi, queste reliquie avrebbero loro facilitato la vita. E con l’industria che veniva utilizzata per produrre queste cose, Umano portò sulla terra i suoi veleni, le sue tossine, e i suoi rifiuti, che danneggiarono ogni creatura.

Quindi, a quel tempo, Indwiloq non solo era addolorato e triste per le cattiverie di Umano, ma il pianeta era anche dolente, contaminato dai veleni e ferito dagli attacchi dei suoi figli ribelli. Piangendo e lamentandosi in maniera impercettibile alle orecchie ormai sorde degli Uomini e delle Donne, Indwiloq si ammalò gravemente ed iniziò a morire, e con lui tutte le creature del pianeta, Umano incluso.

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