Indwiloq. Una cosmogonia, una fiaba anarchica ed ecologica (a cura di Enrico Montaletti) Part IV

Mentre Indwiloq lentamente peggiorava, soffrendo tra tristezza e malattia, Umano continuava a distruggere e conquistare.

Ma ad un certo punto, nell’ Epoca dell’Egoismo Globale, dell’Oppressione e dell’Ignoranza, non si sa bene cosa sia successo, ma qualcosa portò Umano a modificare i suoi comportamenti.

Molti fra i Fratelli e le Sorelle erano scomparsi, maltrattati o uccisi, e ne rimanevano così solo pochi a testimoniare la follia delle azioni di Umano. Ma è certo che qualcosa cambiò. Forse Umano aveva preteso troppo senza ricambiare, e quindi non gli era rimasto più niente da prendere; forse aveva distrutto troppe cose, talmente tante che l’ormai morente Indwiloq e le altre creature non potevano proprio più sopportare le sue azioni. Forse l’Uomo e la Donna con la loro tecnologia e la loro ottusa insensata rabbia si erano distrutti fra di loro. Forse Umano aveva creato troppi rifiuti e veleni, e l’ambiente da cui Umano era dipendente non era più in grado di dargli quello di cui aveva bisogno, infetto e malato come lo aveva reso.

I più ottimisti sostengono che Umano abbia cambiato il suo modo di vivere di proposito, abbattendo Potere ed Oppressione, Stato e Controllo, le Chiese e i Ministri del Culto, smettendo di espandersi, costruire, distruggere e conquistare, iniziando a ricordare come le cose venivano fatte nelle epoche precedenti, e decidendo così di vivere una vita migliore per sé e per le altre creature.

E’ probabile che accaddero tutte queste cose, perché Umano è una creatura imprevedibile e molto sfaccettata, ma, qualunque sia la risposta, Umano iniziò a ricordare il suo genitore e ad averne considerazione e col tempo chiese scusa per i suoi errori e le sue incoscienze, l’arroganza e l’avidità, i suoi comportamenti violenti e stupidi.

E fu così che Umano chiese scusa ad Indwiloq e a tutti i suoi fratelli e sorelle.

Umano chiese scusa a Cervo, che saltellò ritornando ad abitargli vicino, ad Elefante che barrì felice per il ritorno di suo fratello. Umano chiamò forte e chiese scusa ad Aquila così profondamente e sinceramente che lei ricominciò a volare fuori dal suo rifugio. Umano chiese scusa a tutti, a Coccodrillo, ad  Orso, Pesce, Giraffa, Ragno, e a tutte le altre creature che erano sopravvissute alla sua follia. Dopodiché Umano rifletté molto, ed alla fine chiese scusa con tanta tristezza e lacrime a tutti i suoi Fratelli e le Sorelle che per colpa sua non esistevano più su Indwiloq.

Infine, Umano discusse a lungo con Indwiloq, Madre e Padre allo stesso tempo, e chiese scusa tante volte ed in tanti modi, e promise che si sarebbe impegnato per imparare di nuovo ad ascoltare la conoscenza e la grande saggezza del suo Genitore.

Umano lentamente ma rigorosamente riparò i danni che aveva causato nel corso degli anni, ricordandosi come si viveva prima delle epoche tristi, ed abbracciando così di nuovo tutte le creature.

L’Uomo ritornò ad essere solo Uomo, e non più Re, Imperatore, Legge, Scrittore, Dio, Prete, Ministro, Esercito, Guerriero, Conquistatore, Sacrificio, Fisco, Progresso, Stato, Governo, Denaro.

La Donna ritornò ad essere soltanto Donna, e non più Servitù, Schiavitù, Isteria, Pazzia, Debolezza, Inferiorità, Idiozia, Fragilità, Sessualità.

Uomo e Donna ritornarono ad essere una cosa sola, e tutte e due, e nessuna delle due, e non si considerarono più Uomo e Donna, ma semplicemente Umano.

Fu allora che Indwiloq pianse lacrime di gioia e non più di tristezza, e fece un respiro di sollievo che durò migliaia di anni, irradiando sentimenti di gioia e felicità dal suo nucleo su tutte le sue creature, dando il bentornato alla sua creatura ribelle, e festeggiando così il suo ritorno.

Con il tempo, il pianeta Indwiloq recuperò le forze, e Umano imparò a non uscire più dal sentiero della saggezza e della conoscenza. Umano giurò di non dimenticare mai i suoi errori, ed imparò a raccontare la storia della sua incoscienza ed arroganza alle generazioni successive, cosicché  tutte le creature tenessero bene in mente come non si sarebbe dovuto vivere in futuro. Umano inoltre creò la musica e la poesia per rendere omaggio al pianeta che gli aveva dato la vita, e tutte le generazioni successive impararono che attraverso la musica e la poesia potevano sentire di appartenere al pianeta, di essere a casa.

Col tempo anche i pianeti devono morire, ma quel tempo era per Indwiloq ancora molto, molto lontano. Per il resto della sua vita, con il ciclo delle esistenze che in armonia ruotava, Indwiloq, che è la Madre e il Padre di tutta la vita che conosciamo, visse in un’immensa felicità con tutte le sue creature, compresa quella bestia ostinata e pericolosa che è Umano.

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