Tracce del Rasoio #15

Il cielo di Praga sono le guance di un’anziana signora che fa la maglia vicino al camino. Si colora del calore del sole e dei lampioni e del fiato delle persone che sentono la differenza tra un cielo vivo e un cielo blu. Perché il cielo invernale a Praga non si colora mai di azzurro e il freddo cambia a seconda di ciò che si vede voltando la fronte in alto. Il freddo del mattino bianco prende le guance e le labbra, le rende quasi insensibili al calore, le fa pizzicare e ti sveglia, ti sveglia perché non ammette che i tuoi occhi possano essere noncuranti di fronte alle cose che lei ti mostra. Quando a metà giornata il cielo si tinge di rosa, il freddo passa alle spalle e alla schiena, per tenerti dritta e per mostrarti le rughe che la storia ha scalfito sul suo volto. E poi, in un attimo preciso della giornata, un solo attimo che segna il passaggio tra il pomeriggio e la sera, il cielo diventa viola. In quel momento le mani si ghiacciano, le spalle sono paralizzate e le labbra piene, ma ciò che vedi, ciò che senti, è cosi tanto calore proveniente dall’abbraccio di una madre che ti accoglie e ti protegge sempre, anche quando arrivi qui per caso. Il cielo di Praga è vivo, cambia, muta, come l’umore di una donna.. e lei ti mostra ciò che in realtà non hai mai avuto il coraggio di vedere, la tua bellezza.

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