Il volto di un viaggiatore

Questo non è solo l’invito ai lettori del Rasoio a visitare il sito di un amico, ma è anche e soprattutto un tributo ad un compagno di viaggio. Compagno perché abbiamo condiviso lo spazio infimo di una giornata assieme ma è stato come rivederci dopo anni di lontananza, anche se quella era la prima volta che ci incontravamo. compagno di viaggio perché, anche se lontani, so che stiamo tutti e due viaggiando, in qualche modo, nella stessa direzione. Oggi, a distanza di sei mesi, ho trovato il suo sito, e sono tornata con una disarmante vertigine a quest’estate: Santarcangelo di Romagna, il campo dei Mutoidi accanto al Rubicone che aveva ormai abbandonato il suo letto lasciandoci solo nuvole nere di zanzare, tre ragazzi in viaggio verso sud con la loro tenda e i loro occhi spinti oltre l’orizzonte livido del cielo della torrida provincia di Rimini. Il mio compagno di viaggio per un giorno si chiama Nudo Ma Felice, così si è presentato, e così l’ho ritrovato, oggi, come un lampo improvviso, uno squarcio nella tela precisa e minuziosamente compatta della mia città, uno strappo nella sciarpa tirata fin sopra al naso, un vento freddo e piacevolmente diverso. Nudo Ma Felice fa sorridere, perchè non ha la pretesa di essere capito, ascoltato, divulgato, si lascia squadrare con lo sguardo che i ‘grandi’ rivolgono ai ‘piccoli’, e lo fa volentieri. Le mie parole vanno a lui perché ha abbandonato con una carezza ogni intesa, ogni assunzione indebita ed ogni convenzione per una naturale fratellanza con il mondo: una delle cose più coraggiose che si possano fare. Credo. È il più esposto di tutti noi a quegli sguardi paterni (o materni, a seconda dei casi) che tanto possono avvilire e destituire, erodendo nello spazio di tempo di un battito di ciglia un sogno immenso e ammirevolmente sproporzionato. Non è un giornalista, che mal che vada può sentirsi dire di non essere stato obiettivo, o di aver scritto in modo troppo elementare, non parla a sé stesso ma a tutti coloro che incroceranno la sua strada. Corre il rischio di vedersi capovolgere il mondo sotto i piedi, ogni istante, perché in quello che scrive, disegna, fotografa o canta a squarciagola non c’è una parte, una parentesi della sua vita, un settore con le sue regole e le sue limitate (per quanto grandi pur sempre limitate) influenze sulla sua persona. Non c’è distacco, non c’è divisione, ma un flusso di vita, morte e rinascita che evade inesorabilmente e senza presunzione da ogni parte. Siamo afflitti dal relativismo cronico, e per questo Nudo Ma Felice è un eroe.

“L’assenza totale
di prevenzioni
è la vera essenza
della fragilità!”

Un eroe fragile: non è facile credere nella semplice limpidezza delle parole, nel loro primo archetipico significato esplosivo di senso. Il suo stesso nome scatena inevitabili espressioni da vecchi navigati conoscitori della vita e delle sue multiformi sembianze, ma questo nome, da solo, risponde sorridendo a viso aperto, mostrando la pienezza del suo senso nella dritta arcata dei suoi denti bianchi.

“Non esiste il trucco,
c’è solo il saperlo fare”

A Gio, Tommaso, Umberto e Jack, con l’augurio che il loro viaggio non termini mai.

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2 risposte a “Il volto di un viaggiatore

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