Cara sorellina, siamo sempre qui a parlare del mondo

–          Ma…. secondo te (è talmente variabile in Italia che è sempre bene ipotizzare e mai asserire con fermezza)…. chi c’è al Governo in Italia?

Partiamo da dio: subito mi risponde Bossi, poi si corregge dicendo che l’ha sentito nominare solo come un deficiente per poi illuminarsi in volto e urlare, con elegante francesismo

–          Cazzo lo so, MONTI!!

E io rimango a metà tra il basito e il compiacente, perchè mai mi sarei aspettata che lo sapesse (ha 16 anni, è già molto se sa inquadrare la parola “governo”) ma allo stesso tempo orgogliosa, consapevole di tutti gli anni trascorsi a raccontarle le storie dei filosofi mentre le lavavo i capelli.

–          Eh si, e l’Articolo 18 invece cos’è?

Ahia. Silenzio imbarazzante. So che sta vivendo la sensazione di dover sapere, ma non sapere. Di dover ricordare, ma non ricordare. L’hai sentito al telegiornale infinte volte, dai, ce la puoi fare penso tra me e me, preoccupata forse più per la delusione mia che per la reale conoscenza sua.

–          Dai non lo so, non mi interessa.

SBAM. Sale agli occhi con una velocità che imbarazzerebbe la luce, prende la bocca dello stomaco e ti lascia li, tramortita. Lei, sangue del mio sangue, che dice non mi interessa.  Sa di averlo sentito dire infinite volte, ma non ha voglia di collegare le sinapsi mentali e scavare nella memoria. Potrei morirne, specie se rafforza la sua posizione dicendo che al giorno d’oggi ci vuole coraggio per fregarsene.  Ma le ho sorriso, come le sorrisi più di un anno fa, e le ho detto che avrei scritto un altro articolo per spiegarle di nuovo perchè credo che come lei, moltissimi 16enni siano ignari di ciò che accade effettivamente in Italia e nel Mondo e del potere che hanno nelle loro mani.

Una rivoluzione annunciata

Quando scoppiò lo scandalo Wikileaks, i governi di tutto il mondo vennero presi in contropiede. Spiazzati e tramortiti, palesavano un’arretratezza culturale e una serie di contraddizioni e incomprensioni imbarazzanti sulla natura e la portata della Rete. Fu una rottura epocale tra un passato e un presente di libertà di espressione che si cercava di insabbiare re-inventando la definizione di trasparenza dell’informazione.  Pochi di noi se ne sono accorti, perchè sono riusciti a distrarci con tanti scandali inutili. Abbiamo visto modificato il senso della parola trasparenza in favore di una privacy che non deve essere intaccata, nè profanata dalle intercettazioni, dalle pubblicazioni dei verbali, dalla circolazione di video, telefonate, fotografie, parole nella rete. Allo stesso tempo abbiamo visto le arene politiche spostarsi dal corpo della nazione al corpo dei social network e lì già avremmo dovuto sospettare qualcosa: la politica entra nella Rete. Quindi su Facebook, Twitter, Google+ iniziano a crearsi non solo pagine ufficiali, ma anche gruppi di supporto o di critica, completamente liberi, liberi anche di sbagliare. Si vedevano le mani intrecciarsi in modo fantascientifico con la Rete fino a creare una parodia malriuscita di un universo alla Matrix dove sembrava che fosse Internet a parlare in modo autonomo e i politici, i governanti, coloro che gestiscono e promuovono il nuovo ordine mondiale, fossero vittime di un’intelligenza artificiale di nome HAL 9000.

Ragazzi, era falso. Quello era 2001 Odissea nello Spazio ed era un film.

2012, nessuna Odissea e troppo spazio

Pochi giorni fa, il sito della Direzione territoriale del lavoro di Modena è stato chiuso per ordinanza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (sociali?!?!?!?) Fornero.

La motivazione ufficiale è interessante da analizzare: al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet http://www.dplmodena.it

Quando la parola uniformità viene impiegata vicino al paradigma della trasparenza inserendoci in mezzo un obbligo, c’è sicuramente qualcosa che tocca. A questo aggiungiamo la scoperta di informazioni di interesse collettivo, e la conseguente esistenza di informazione di interesse non collettivo. Ma in uno stato a sovranità popolare il governo che compie una distinzione tra informazioni di interesse collettivo e “non collettivo” , non sarà mica anti-costituzionale? Chi ha concesso l’autonomia di azione, decisione, espressione,  e sovranità al Governo Tecnico?

Mi dispiace rinfacciarlo, ma io ve l’avevo detto. Cara sorellina, a te e alla masnada di tuoi coetanei, avevo espressamente spiegato che il ruolo delle vostre generazioni e la vostra apertura mentale (che vi rende naturalmente idonei all’utilizzo massimizzato della Rete) erano gli strumenti più potenti per l’indipendenza e la totale trasparenza che l’informazione deve  mantenere viva e autentica per restare tale. Avevo anche detto che presto o tardi, i governatori avrebbe compreso la vostra forza e avrebbero cercato di limitarla, partendo prima da casi singoli, chiudendo siti, censurando blog o videomaker, per poi arrivare ad un nuovo paradigma opaco di trasmissione informativa che non prevede in alcun modo la libertà di scambio opinionale e, anzi, tenterà di soffocare i punti di vista differenti.  Ma io, convinta che la Speme abbandoni solo i Sepolcri, credo ancora che sia tutto nelle vostre mani e nelle nostre che dobbiamo solleticare la vostra curiosità e riuscire a meravigliarvi, coinvolgervi, darvi fiducia.

Brave New World

Ehi, se pensate che Fornero abbia un delirio di onnipotenza (come scrive Il Fatto di questi giorni) siete fuori strada. Si chiama strategia pianificata e strutturante, che modifica con calma l’assetto e il posizionamento del nostro giudizio nei confronti della Rivoluzione Digitale. Che differenza trovate tra il ddl intercettazioni voluto da Berlusconi e la chiusura del sito del DPL Modena?  Nessuna, si cerca in entrambi i casi di far passare l’uguaglianza di trattamento come tutela della trasparenza e del bene collettivo e non come veicolo strumentale all’adattamento di tutti a tutto, ad eccezione dei tecnocrati e della classe dirigente che governa ogni cosa in stile neroniano. E’ una versione peggiorativa della Repubblica platonica praticamente. Ed è incredibile che non cambino nemmeno le reazioni delle parti politiche opposte, scandalizzate, contrarie, sgomente che ripropongono lo stesso “Una scelta politicamente inaccettabile e giuridicamente illegittima” che utilizzano per qualsiai situazione troppo moderna per la loro struttura novecentesca.

Tutto scorre, Tutto tace

Se un Ministro decide di chiudere un sito capace di fornire dati, informazioni, riferimenti legislativi e normativi in modo facile e accessibile a tutti, verrà da chiedersi come mai accade una cosa del genere invece di intasare quotidiani e social network con 300 diversi aggettivi per descrivere il proprio sgomento?  Che proposte pratiche sono state portate avanti dal 6 aprile (giorno di chiusura del sito) ad oggi? Una mail. Del resto è il nuovo che avanza.

Imparare a trovare lo straordinario e a condividerlo per creare una praticità instantanea che impedisca ai tempi della vecchia politica di inghiottire il cervello e renderci inutili. Serve anche tempo. Il tempo per fare e fare bene, e non il tempo per pensare a come utilizzare il tempo stesso. Serve velocità e un ventaglio infinito di soluzioni alternative allo stesso problema che vengano create in automatico. La rete ci fornisce la capacità di pensare con paradigmi differenti da quelli obsoleti imposti dall’educazione standardizzata delle società occidentali. Serve movimento, spinta al divenire, la volontà di proteggere ciò che è nostro contro i poteri forti.

Vedi, cara sorellina, quanto coraggio serve per dire mi interessa e voglio capire, conoscere, cambiare e diffondere?

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