Assurdo#1. L’Italia bambina che non crede ai propri occhi

A Brindisi tre bombole del gas collegate ad un timer vengono fatte saltare davanti alla scuola superiore Morvillo-Falcone. Muore Melissa Bassi, altri studenti rimangono feriti gravemente. La polizia brancola più che nel buio nell’assurdità del fatto, nell’assenza di una rivendicazione e del movente.

Un sisma di intensità e profondità statisticamente improbabile scuote la bassa tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova: 7 morti, più di 50 i feriti e quasi 5000 gli sfollati. Un decreto legge da poco approvato elimina gli aiuti statali per le ristrutturazioni in caso di emergenza naturale.

A Parma il candidato sindaco dell’anti-politica vince politicamente contro la politica.

Sarà la primavera, la luna, o gli ormoni di un paese incontrollabile ma la tentazione di definire assurdo quello che sta succedendo in Italia è forte. E’ la tentazione di chi preferisce respingere nell’inspiegabile o nel fatale gli eventi più tragici o sfavorevoli, piuttosto che rimboccarsi le maniche e fare sì che quando qualcosa non può essere evitato, almeno possa essere prevenuto o in qualche modo se ne possano attenuare le conseguenze peggiori. Chiamiamo “assurdo” qualcosa che si è allontanato da ciò che viene considerato saggio, dal buon senso, dalla ragione. Assurdo non significa però irreale, anzi, stiamo proprio parlando di eventi che accadono qui e ora di fronte ai quali istintivamente spalanchiamo la bocca, la pelle si schernisce in un brivido, e altre sensazioni epidermiche si susseguono incatenate. La ragione, se arriva, arriva dopo. Ma agli italiani piace credere alla fatalità e alla provvidenza, ormai è assodato.

Che scoppi una bomba in Italia come altrove nel mondo, non è un fatto assurdo. E’ capitato a Piazza Fontana, sull’Italicus, alla stazione di Bologna, forse anche sul DC-9 in volo su Ustica, solo per citarne alcune, ma si trattava di stragi a sfondo politico.

Sembrerebbe assurdo però che scoppi una bomba davanti ad una scuola e che una ragazza perda la vita e altri rimangano feriti gravemente. Ma se si guarda a cosa è successo recentemente fuori dai nostri confini, negli Stati Uniti, in Germania o in Norvegia, non ci si può stupire. In grembo alla società occidentale prolifera il disagio dell’individuo che in alcuni casi sfocia nell’efferatezza omicida.

http://italy.indymedia.org/n/5989/21-05-12/brindisi-fiera-dellidiozia

Che in Italia come altrove si verifichino terremoti non è un fatto assurdo. Il ricordo dell’Aquila, lo abbiamo tutti, poi le Marche, Gemona, l’Irpinia, solo per citarne alcuni.

Quel che sembra assurdo però, è che il Presidente del Consiglio non democraticamente eletto, vada davanti ai cittadini che non lo hanno certamente eletto a dire loro che dal 15 maggio (DL 15 maggio 2012, n. 59) un Parlamento da loro eletto ma completamente stravolto perché non c’è vincolo di mandato, ha votato un decreto che prevede che le ristrutturazioni dei fabbricati colpiti da calamità naturali non siano più a carico dello Stato. Sarà invece il privato a dover pagare i danni, stipulando polizze assicurative che comprendano anche il risarcimento danni all’immobile o a terzi.

Quel che sembrerebbe ancora più assurdo è che nell’Italia non abusiva se vuoi costruire, modificare, abbattere servono decine di permessi e regolamenti da rispettare. Piani strutturali comunali, piani di coordinamento provinciali, leggi regionali, sismica, accatastamenti, certificazioni energetiche, vincoli di soprintendenze ai beni artistici, architettonici, archeologici. Una selva legislativa, tante firme su altrettanti permessi per diluire o addirittura declinare ogni eventuale responsabilità, in sede civile o penale, da parte degli organi dello Stato. Chi ha l’onere di rispettare tutti questi procedimenti e chi ha la responsabilità in caso di irregolarità? Il cittadino a sue private spese e col suo privato tempo. Chi ha l’onere di garantire la vita a tutti questi organi e controrgani (perché spesso come sappiamo ci sono conflitti di competenze)? I cittadini attraverso la tassazione.

Il cittadino si trova quindi di fronte ad una montagna di carte, permessi, bolli e decreti. Risponde allo Stato e ai suoi organi in sede amministrativa, civile, penale. Ma quando in seguito ad un evento catastrofico la sua sudata casa o azienda viene rasa al suolo, il Presidente da lui non eletto gli viene a dire che se la deve cavare da solo. Sembrerebbe assurdo ma è così.

O si dispone di una burocrazia snella e allora sì che ha senso far pesare l’onere assicurativo sugli immobili sul cittadino (un po’ come in America), o se si vuole mantenere i vincoli esistenti allora bisogna garantire al cittadino il sussidio in caso di emergenza. Lo Stato si avvale dei suoi diritti nei confronti dei cittadini, ma non adempie ai doveri che sono sanciti nella Costituzione.

Invece, con questo sistema “misto”, un cocktail fra le intemperanze del Mercato e la pesantezza strutturale di Stato e dei partiti politici, ci tocca il peggio di tutti e due gli ingredienti.

In questo contesto il Mercato ci chiede di mettere a dieta lo Stato, per questo è stato nominato un professore di economia al governo. E il professore ha designato all’economia come dietologo un banchiere, il quale ancora spende tempo a farci notare che siamo grassi e rischiamo l’infarto, ma non ci fa dimagrire neanche di un grammo. Qualche giorno fa, il ministro dell’economia, Corrado Passera dichiarava “E’ a rischio la coesione sociale”. Qualcuno sarà certamente tentato di ribattere “Perspicaci, i bocconiani…”. E comunque, se vogliamo fare i sedicenti diagnosti è anche a rischio l’integrità dell’individuo.

Alla luce di quanto sta succedendo per evitare di abituarci a definire assurdo la realtà più cruda, sarebbe buona norma calibrare le parole e onorare il ruolo che (non democraticamente) si occupa attraverso riforme concrete.

L’Italia è un paese giovane, anzi bambino. Ancora spalanca la bocca di fronte alle bombe, ai terremoti e ai nuovi movimenti politici che scalzano i vecchi partiti. Molti la spalancano troppo spesso per dire cose fuori tempo massimo. Forse, prima che ansimare alla rincorsa della crescita economica, dovremmo valutare se siamo abbastanza maturi come individui e come popolo.

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Una risposta a “Assurdo#1. L’Italia bambina che non crede ai propri occhi

  1. Piero Bremec Cosa ci dà lo stato in cambio per quello che ci prende?
    La scuola, devi portare la carta per le fotocopie, paghi mensa tasse, per avere le lavagne multimediali devi fare la festa così tiri su qualche soldo( sempre dei nostri), quindi ti dev…i arrangiare……la sanità, i ticket, liste d’attesa per esami lunghissime, ma se paghi arrivi prima……la casa, permessi su permessi, firme di ingenieri, geometri, soldi per essere in regola e norma!!!
    Queste sono solo tre cose principali…..l’istruzione è autogestita, la sanità va se paghi, la casa l’hai pagata ma non è tua!!!!
    Questa è l’equità sociale? Io ti prendo ma non ti dó!!!!
    Questa è la democrazia italiana….a mè sembra sempre di più una dittatura!!!!!
    L’italiano è stanco!!!Visualizza altrocirca un’ora fa tramite cellulare · Mi piaceNon mi piace più.

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