Assurdo#2. Il teatro politico che non smette mai di stupire

In questo clima da teatro dell’assurdo siamo arrivati al voto amministrativo. I partiti tradizionali Pd, Pdl, Udc spaventati dalla forte richiesta di rinnovamento sono corsi ai ripari cercando alleanze inedite (Pd, Sel, Idv, Udc, Fli), celebrando primarie (o vietandole) oppure lasciando a candidati della società civile, più che a uomini di partito, l’onere di raccogliere il consenso.

Questo meccanismo ha dato spazio soprattutto a sinistra a nuove personalità, espressione dei territori e dei cittadini: le vittorie di Marco Doria a Genova (Sel), Simone Petrangeli a Rieti (Sel), Federico Pizzarotti a Parma (Movimento 5 stelle) rappresentano a pieno l’onda lunga della lunga stagione di rinnovamento cominciata con i successi di Pisapia e De Magistris l’anno scorso. Anche il Partito Democratico, molto spesso criticato a causa di una linea politica nazionale poco chiara e incisiva, a livello locale è riuscito a far emergere risposte più adeguate e candidati più rappresentativi di quanto non siano i leader nazionali, ottenendo vittorie storiche anche in feudi di centro-destra come Como e Monza. Tuttavia non è stato in grado di sfondare: in media ha perso il 2% dei voti raccolti nelle ultime consultazioni amministrative, ciò significa che non è riuscito a conquistare consenso nell’area moderata di centro-destra.

Emerge quindi, per l’ennesima volta, la distanza tra gerarchie e basi elettorali (mobili), tra poteri centrali e locali, tanto più visibile nelle grandi città che nei piccoli comuni. Queste dicotomie il più delle volte anziché risolversi in una sintesi positiva sfociano in una contrapposizione sterile, prova ne è il perdurare del clima di sfiducia che ha condotto ad una forte astensione. Il Pdl assieme alla Lega, esce da queste consultazioni come il grande sconfitto perché, venuto meno lo strapotere centrale esercitato dal suo ex-leader, si mostra incapace di autoriformarsi trovando una nuova guida: i leader locali, lasciati soli e disorganizzati si dividono andando incontro ad una sconfitta bruciante (vedi la frammentazione dell’alleanza nel centro-destra Pdl/Terzo Polo/Lega.)

Il Pd prosegue nelle sue conquiste elettorali benché qualcuno malignamente sottolinei che vinca dove perde le primarie. In ogni caso il partito di Bersani guida il centro-sinistra ad una vera vittoria solo dove le primarie e le strategie politiche privilegiano alleanze coerenti (Pd, Sel e Idv) e dove si apre alla società civile come a Genova, Rieti e Piacenza. Perde dove archiviato il fallimento delle precedenti amministrazioni non rappresenta la volontà di cambiamento radicale richiesta dai cittadini e lascia questa incombenza o a membri della coalizione come Sel e Idv o addirittura al Movimento 5 stelle. La sconfitta in questo caso è il risultato di un compromesso al ribasso che riproduce divisioni personalistiche, l’autoreferenzialità del partito e la mancanza di apertura verso la società civile come a Parma, Palermo e Comacchio.

In questo presepe dell’assurdo, il Movimento 5 stelle che fa dell’analisi dell’assurdo il suo cavallo di battaglia, stravince, imponendosi prepotentemente su schieramenti radicati e collaudati e raggiungendo in molti comuni percentuali in doppia cifra.

Un’organizzazione avversata da tutti gli altri schieramenti che rifiuta i rimborsi elettorali, il radicamento sul territorio (preferendo alla pesante strutturazione tipica dei partiti tradizionali la forma liquida) e alleanze con altri soggetti politici, costruisce la sua vittoria ponendosi come unica vera alternativa al sistema opaco, per usare un eufemismo, dei partiti. Un colpo di teatro grandioso nel paese della conservazione a tutti i costi!

Alcuni motivi del suo successo:

1- Democrazia interna coniugata con un controllo rigido esercitato da un non-statuto e dal carisma di un non-leader come Beppe Grillo.

2- Personale politico giovane, competente e costituito da facce nuove.

3- Un programma politico essenziale che mira a colpire al cuore il sistema degli sprechi e a gettare le basi per di un nuovo modo di fare politica pulito, trasparente e partecipato.

Loro hanno prima costruito una narrazione dell’assurdo, cavalcando lo sdegno generato della corruzione diffusa della classe dirigente, l’anacronismo di visioni politiche che non riescono a superare un’idea novecentesca di austerità o di crescita a tutti i costi e proponendosi come soluzione di rottura totale. Inoltre, cosa fondamentale che in troppi negano, hanno mostrato agli elettori una direzione e un orizzonte da seguire: un’idea di bene comune, che era stata proclamata in modo retorico a lungo dai vecchi partiti, ma disattesa nei fatti; la politica come servizio temporaneo al proprio paese, e non come carrierismo egoistico; una nuova visione del mondo costruita sulle parole di premi Nobel come Stglitz, Krugman e Latouche (Decrescita Felice), che invito tutti ad approfondire prima di dare giudizi di pancia e privi di fondamento.

Ora il Movimento 5 stelle guida simbolicamente il cambiamento in Italia: esposto mediaticamente dai media internazionali e sostenuto da un cospicuo numero di cittadini appassionati sembra godere di una spinta che gli altri soggetti politici non hanno.

E il centro-sinistra? Il centro-sinistra ha la grande possibilità di essere il cambiamento, ma deve superare alcune contraddizioni assurde che perduranno da troppo tempo e fare delle scelte chiare. Deve decidere con quale coalizione si presenterà alle elezioni politiche; deve scrivere un programma innovativo, sintetico di diverse culture politiche e comprensibile; e deve infine decidere se vuole continuare nel suo processo di rinnovamento liberandosi delle zavorre del passato e del presente per diventare una coalizione credibile o se accontentarsi dei risultati raggiunti sperando di vincere per manifesta incapacità degli altri.

Non so come andrà a finire. So solo che lo spettacolo dell’assurdo non si è ancora concluso, rimangono sulla scena maestri del delirio organizzato come Berlusconi, D’Alema e Casini, che non sono intenzionati a mollare la presa sulla poltrona fino a quando qualcuno non li estrometterà con un deciso calcio nel sedere fuori dalla vita pubblica del paese.

Insomma la battaglia tra nuovo e vecchio è in pieno svolgimento, quanto mai sanguinosa e senza esclusione di colpi. Scegliete da che parte stare e scegliete il vostro ruolo su questo palcoscenico di inizio millennio. Scegliete liberamente e con il cuore, perché in questo momento si può e si deve fare. E soprattutto prima di tornare a votare chiedetevi se è meglio accettare una situazione assurda negandola per paura che uno scenario peggiore si affacci sulla vostra vita, o se forse è meglio cavalcare l’assurdità per superare le barriere della follia nella quale viviamo oggi e riscoprire quel buon senso dimenticato che sa di rivoluzione culturale.

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26 risposte a “Assurdo#2. Il teatro politico che non smette mai di stupire

  1. Allo stadio attuale, penso che quella del MoVimento 5 stelle, nelle città dove ha insediato sindaci o diversamente moltissimi consiglieri comunali, sia una Vittoria riconducibile su un piano principalmente culturale più che prettamente elettorale, come invece la stragrande maggioranza dei media tradizionali, vuoi per comodità o per vocazione professionale (tendente a creare le condizioni per lo scontro fra le “galline” dei partiti) desidera invece porre. Finalmente, e questo ci auguriamo si possa riflettere sempre più sul futuro panorama politico italiano, la seconda Repubblica fatta di fangose e puzzolenti oligarchie verticistiche, cede il posto ad una fase in cui i partiti dovranno, pena la morte definitiva, spirare per poi risorgere in un sistema di rapporti più diretti e subalterno alla cittadinanza sovrana (art. 1 della costituzione). Il MoVimento 5 stelle è e sarà una class action permanente contro il potere attuale, uno strumento per redistribuire il potere in maniera molto più equilibrata rispetto a quello della democrazia rappresentativa, tuttora lungi dal venire esercitata. Un MoVimento liquido, in continuo work in progress. Dal futuro quindi indefinito. Ma che da oggi è artefice del proprio destino. Citando P.Gomez, se poi a Parma un gruppo di cittadini normali riuscirà a risolvere problemi enormi, altri cittadini capiranno che, impegnandosi in prima persona, davvero ce la si può fare.

  2. Mi sa che non hanno capito ancora cosa sta
    Succedendo, lo svecchiamento è in corso
    Ma l’arroganza dei vecchi politici non gli
    Permette di vedere cosa vuole la gente.
    Tutti sullo stesso piano, io non accetto una frase
    Come…dobbiamo battere Berlusconi o chi altro……io da una frase così capisco solo che lo scopo finale di un partito è battere l’altro, a qualsiasi costo, NO ….o!!!
    Non devi battere l’altro, devi stimolare mè cittadino a votarti, è diverso!!!!
    Quello voglio io una buona proposta…
    Voglio gente che si metta in gioco, che se sbaglia lo ammetta, non come questi che se fan bene è merito loro e se sbagliano è colpa degli altri, voglio gente semplice con la mente aperta, quindi giovane…..a 70/80 anni hai paura di cambiare, è fisiologico, basta con sta gente che ha la mente aperta come una vongola avariata, i giovani pronti e preparati ci sono, fatevi spazio andate, aspettiamo solo questo……ormai non hanno più argomenti, li senti parlare e dicono sempre le stesse cose, sono vecchi stanno li solo per comodo…..non capiranno mai che la gente finalmente a ricominciato a ragionare con la propria testa, questa è l’unica nota positiva, il mio cuore ha voglia di buon senso, di umiltà di trasparenza e uguaglianza!!!

  3. Bravi! Ottima analisi….quelli che enescono sempre più malconci, non sono i partiti ma bensì i cittadini, tutti NOI!!!
    Ora mai siamo un punto di non ritorno, e i partiti continuano a fare leggi “inganno” ad esempio quella sui finanziamenti ai partiti, eliminado il contributo solamente a tutte quelle liste che non possiedono uno statuto; ovvero le liste civiche, le qualirappresentano la vera espressione popolare come ad esempio il Movimento 5 stelle. Questo è soltanto un esempio, di come si sta operando.
    Lega, Pdl, Pd, per non parlare dell’Udc, basta la gente non ha più fiducia!
    A Modena siamo arrivati al punto di strumentalizzare e a mettere il cappello su una manifestazione che doveva essere apartitica e apolitica, quella che si è tenuta sabto pomeriggio in piazza grande contro la strage di Brindisi! Un vero e proprio comizio da campagna elettorale, con tanto di sindacalisti e bandierone di partito!
    E’ proprio per questo che la gente non ha più fiducia…..falsi moralizzatori e predicatori!

    ps: moralizzatori che si trovano tutti d’accordo (o quasi) nell’appoggiare “Rigor Monti” il quale non ha avuto il caraggio di toccare un centisimo degli sprechi del settore pubblico ma ha avuto il coraggio di andare a dire ai nostri terremotati che secondo un decreto da poco approvato (il 16 maggio 4 giorni prima del sisma), la stato non ci mettrà una lira e i finanziamenti per la ricostruzione non verranno erogati!

    In caso di terremoto, alluvione, o di ogni altra catastrofe naturale, lo Stato non pagherà più i danni ai cittadini. Che, dunque, per vedere la casa o l’azienda ricostruita, avranno una sola strada: ricorrere all’assicurazione ‘volontaria’.

    Così dice il decreto di riforma della protezione civile pubblicato sulla “Gazzetta” del 16 maggio. Sarebbero quindi stati i cittadini ad essere in fallo, non avendo provveduto inquei 4 giorni a farsi l’assicurazione “volontaria”. Dov’è finito lo stato??? Il premier aveva altri problemi ad esempio di farsi fotografare sorridente al G8!
    BASTA è ORA DI FAR SALTARE QUALCOSA, COSI’ è VERAMENTE IMPOSSIBILE VIVERE…….

    Walter Bianchini.

  4. Qui (nella Piattaforma) ci chiediamo se l’accento, in un paese dove non esiste tessuto sociale (ed è indicativo, avendo l’Italia per decenni subito da una parte la retorica della famiglia, dall’altra quella del popolo), debba proprio cadere sulla classe politica. I nemici sono sempre a propria immagine e somiglianza, in un certo modo, motivo per cui Beppe Grillo fa parte dello scenario che descrive, proprio perché quel tipo di scenario prevede che ci sia qualcuno che lo denunci. La retorica di Grillo non è in quello che dice, ma in quello che è, cioè sostanzialmente un nulla. Pensiamo a ricostruire un tessuto sociale dal basso (M5S non lo fa), ponendo di nuovo l’accento sull’individuo e sulla sua irriducibilità. Il primo passo è rifiutare la delega. Saluti

    • La piattaforma non so chi siete non so cosa fate, ma la tua risposta non mi piace, l’unica cosa che condivido è l’ultima, ricostruire dal basso!!!
      Ma il resto mi sembra un discorso politico e arrogante, come fai a giudicare il M5S il nulla senza aver prima visto cosa può fare, come fai a dire che grillo è il nulla?
      Grillo espone i fatti e i pensieri della stragrande maggioranza degli italiani, ma già da diversi anni è così…..per come sono io giudico solo dopo aver visto i risultati e non per partito preso, penso che solo così si possa dar spazio ad idee nuove….nessuno è meglio di un’altro e c’è sempre da imparare da tutti!!
      dicendo grillo è il nulla parti già con il piede sbagliato, significa che anche se fà una cosa giusta la criticherai, e non è il modo per ripartire dal basso!!!

      • 1) Disclaimer: non ho detto che Grillo è il nulla, ma che Grillo è un personaggio già previsto dalla retorica che è insita negli eventi. Si annulla con quelli che cerca di combattere, come -5 e +5 danno 0.
        2) I fatti per analizzare Grillo ci sono già, è solo questione di vederli.
        3) “Nessuno è meglio di un altro”: falso. Scommetto però che tu sei uno di quelli che va ad invocare la meritocrazia al contempo. Se nessuno è migliore di un altro, non ti dovrebbe infastidire che ci siano tizie che si concedono ai dirigenti mediaset per avere quello che vogliono.
        4) Se fa una cosa giusta gliene rendo atto. Purtroppo vedo che anche tu sei prigioniero del pensiero binario che sta devastando questo paese. Io sono talmente laico e libero da potermi permettere tranquillamente di contraddirmi e di riconoscere di avere torto, senza che questo implichi che io non abbia al tempo stesso ragione.
        5) Parlo a nome mio, cioè Pietro Terzi, mi scoccia uscire dall’account della Piattaforma. Vuoi sapere cos’è? Piglia su e fatti un giro sul blog. C’è anche chi non la pensa come me.
        6) Basta con lo spauracchio dell’arroganza e della cattiveria. Siete proprio abituati al Corriere della Sera.

  5. “La retorica di Grillo non è in quello che dice, ma in quello che è, cioè sostanzialmente un nulla”
    questo hai scritto e quello ho capito io…….quindi una premessa, se vuoi partire dal basso inizia a parlare piu’ facile, perche’ la maggior parte della gente altrimenti( me’ compreso) non capisce realmente cosa vuoi dire.
    2) se i fatti per analizzare grillo ci sono e tu li sai esponili.
    3)nessuno e’ meglio di un’altro e’ un modo per dire che anche il piu’ ignorante delle persone ( tipo me’) ci puo’ insegnare qualcosa, siceramente se una la da via per comodo a me’ non da fastidio, e’ la sua, mi da’ piu’ fastidio chi l’accetta. Cioe’ e’ peggio chi si fa’ corrempere secondo me’.
    4)non so cosa vuol dire quello che hai scritto!!
    5)non credevo fosse un’offesa chiedere chi siete e cosa fate.
    6)che i politici siano arroganti e’ un dato di fatto a tutti i livelli, quando non accetti critiche o ti incazzi se ne subisci questa per me’ e’ arroganza…..il Siete non so a chi sia rivolto, sono uno, e mi dispiace che usi ste frasi fatte, io non leggo i giornali, anzi per me’ possono anche chiudere tutti!!

  6. Va bene, non perdiamoci in polemiche personali tra individui o collettivi che non si conoscono.
    Se vogliamo discutere di cose concrete mi piacerebbe sentire la risposta di Gabriele Grotti a Pietro Terzi, che se parla a titolo personale forse farebbe meglio a firmarsi Pietro Terzi e non Piattaforma. A meno che la Piattaforma non abbia una linea comune da lui qui espressa, e mi pare di capire che non sia così.
    In ogni caso Pietro hai risposto in modo abbastanza arrogante, e stai sicuro che così ti verrà sempre detto che sei un dalemiano, o un politicante o se sanno cosa studi un filosofo da strapazzo.
    Sarebbe stato più utile se tu avessi cercato di spiegare la tua visione delle cose in modo articolato, relativamente ai codici binari e le possibili altre letture complesse della realtà di cui tu sei a conoscenza. Tu pensi che Grillo sia parte del sistema che critica: spiegalo con parole comprensibili. Come si fa ad essere anti-sistema e non scadere nel nulla allora? è possibile, o si incorre sempre nel non-essere che vanifica l’oggettività della nostra azione?
    Per quanto riguarda l’intervento di Gabriele la questione del cambiamento culturale rischia di prestarsi a critiche. Il cambiamento che serve al paese è culturale, ma sta avvenendo attraverso la politica. Il Movimento 5 stelle è squisitamente politico e non culturale, altrimenti agirebbe con mezzi diversi, cioè non candidandosi nei comuni, ma puntando ad essere una forza extra-parlamentare. Non è un demerito, ma chiamiamo le cose come stanno.
    Infine penso che se l’obiettivo del M5S è costringere i partiti a cambiare, e non sostituirsi a loro, per renderli più democratici ed espressione dei cittadini e della Costituzione dovrebbero rapportarsi in modo differente con Idv e Sel che ad esempio seguono molto di più le regole costituzionali, rispetto ad altre formazioni. Altrimenti il giochino di dipingere tutto il sistema politico come marcio è solo retorica per acquisire consenso in modo trasversale. E siccome dite di non essere un movimento di protesta, forse dovreste per coerenza cambiare atteggiamento evitando qualunquismi strumentali. Poi uno è libero di dire e fare ciò che vuole, ma così l’idea della politica pulita viene messa un po’ in discussione. E in questo è necessario prendere le distanze dai modi di condurre la battaglia politica propri di Grillo.

    • Il mio intervento non è stato arrogante ed io non devo spiegare niente a nessuno. Fossi un filosofo, cosa che non sono, argomenterei, cosa che non mi piace fare. Ma lo faccio, visto che ogni sentenza un po’ dura manda la gente in psicoterapia.

      Ciò detto, non esistono argomentazioni per ogni cosa, basta l’osservazione. Grillo usa una retorica speculare a quella di chi contesta. Sono d’accordo anche io che un “vaffanculo” è un’ottima risposta alla serietà di certa politica (i politicanti si riconoscono dal fatto che portano argomentazioni) fatta di silicone, ma se lo dice uno di noi ad un’altra persona va bene, se lo fai dire a una piazza intera perde di valore. Il fatto che sia un nulla lo dimostra la tendenza che presto, non appena raccoglierà più consensi, sarà sfanculato dai suoi seguaci. E lui dovrà lasciarsi sfanculare, a meno che non voglia esplicitare di essere un gerarca come tanti altri.
      A proposito del pensiero binario: la mia risposta a mecpiero voleva fargli capire che il mio criticare Grillo non implica un eventuale riconoscimento dei suoi meriti – suoi o del suo movimento. Così come è sbagliato parlare di sistema e anti-sistema; si tratta al contrario di abitare i margini del sistema stesso e di lavorare lì, di rivoltargli contro la sua stessa logica, se vogliamo dirla così. Non si può uscire dal sistema con un passo di lato, ecco, una gamba ci rimane sempre in mezzo. Il rasoio e la Piattaforma lavorano mi pare in questo modo. Chi cazzo l’ha detto che devo stare o con o contro Grillo? Me lo spieghi mecpiero. Il

      Ciò detto, è veramente pessima questa abitudine di prendersela male se non si capisce bene quello che uno intende. Bisogna sforzarsi anche di capire. Non so cos’è il pensiero binario? Lo googlo. Secondo voi come l’ho imparato io?

      Baciotti

      • Ci sono dei refusi, causa fretta. Il più importante è questo: “non implica (volevo dire: non esclude) un eventuale riconoscimento dei suoi meriti”

      • Pietro, non sta scritto da nessuna parte che uno debba schierarsi con le forze politiche o sociali in gioco: uno può fare anche l’opinionista di se stesso. Detto ciò se si perde tempo a rispondere alle persone forse vale anche la pena sforzarsi di avviare un confronto che abbia la comprensione al primo posto, altrimenti si scrive più per sè che per il dibattito.
        Detto ciò penso che sarebbe estremamente più interessante da parte tua Pietro, se della tua visione che dici essere un superamento delle posizioni in campo nel dibattito tra i partiti, tu dessi un’articolazione organica entrando così nel merito delle questioni: questo aiuterebbe a confrontarci su cose più concrete e fornirebbe alle persone che sostieni siano “prigioniere del codice binario” ad uscire da quello schema. Poi ognuno fa come vuole.
        Ad esempio tu come pensi evolverà il panorama politico? Che fine farà il Pd e quale il Movimento 5 stelle? Da quali settori della società può venire una vera risposta alla crisi, se la politica fallisse? Dicci cosa ne pensi, se ti va. Oppure gira queste domande agli altri della Piattaforma: sono cuirioso di sentire l’opinione di un gruppo che si muove fuori dal “codice binario”.

      • Non so come evolverà il panorama politico, mi sembra anche insensato fare previsioni. Quello che è a me interessa è muovere dai dati per cogliere le tendenze in atto, non il movimento inverso. Non credo nella sociologia: presuppone che la società abbia un senso, cosa di cui non sono convinto. Non so dirti da quale settore possa venire una risposta alla crisi, non essendoci più settori e non essendoci, per come la intendiamo, una società. Fino ad ora sono state le piccole e medie imprese a far sì che Marx non avesse ragione. Si ripartirà da lì, credo. Ma anche il concetto di partenza e ripartenza è sbagliato. E’ tutto in atto, da sempre, e non c’è un percorso, per cui è sbagliato dire si ripartirà da lì. Ad un certo punto scopriremo di essere ripartiti, ma non sapremo quando e come. Io vorrei che si ripartirsse dall’individuo e non da settori, società, classi, aree, comunità. Pensare che fossero il popolo o la famiglia a reagire è stato la rovina di questo paese. Cosa voglia dire non lo so, ma è qui che si segna la linea di demarcazione fra quelli come me e i tanti analisti che cercano scenari, prospettive, risposte per domande che non hanno fatto loro e che si sono limitati a far proprie. Lo sono che non bastano le obiezioni, ma non vedo spirito decostruttivo, che implicare rivoltare i sistemi come calzini per vedere come sono strutturati. Ci vuole questo, che pertiene solo ai singoli.

        Dovendo azzardare, credo che il M5S, in quanto legato al vecchio sistema di cui è una risposta su misura, ad immagine e somiglianza, verrà spazzato via assieme al sistema partitico tradizionale quando scenderanno in campo quei coagulati che si stanno formando ai margini, vedi in area Montezemolo, in area De Benedetti (si ventila già di un partito Repubblica), in area confindustria (con, si ventila, Oscar Giannino). Ciò detto, mentre queste forze si muovono, lascio che PD e M5S si scannino in questa sede.

  7. Rispondo al bel post di Enrico con alcune considerazioni.

    1: è vero che il PD nel senso dei voti assoluti purtroppo arretra. Tuttavia, bisogna anche tener conto che non è affatto vero, come è stato detto talvolta da alcuni, che vince dove perde le primarie: questo è stato vero per alcuni centri importanti (Genova, per esempio), ma la gran parte delle primarie nei vari Comuni ha visto vincere il candidato PD, e la gran parte degli attuali 92 (o 95, non ricordo l’ultimo aggiornamento) Sindaci di Centrosinistra sono del PD. Questo è da tenere a mente, ed anche se forse il PD non ha proprio vinto “senza se e senza ma” come ha detto (del resto giustamente, dal suo punto di vista) il Segretario Bersani, è comunque il Partito che esce “vincitore” (per quanto in modo incompleto, specie a causa della pessima gestione della questione a Palermo e, soprattutto, del grave vulnus di Parma) dalle amministrative assieme al Partito 5Stelle, come del resto anche Enrico ha scritto;

    2: sulle alleanze “coerenti” (PD SEL, IdV)… Enrico, tu ed io ne abbiamo parlato spesso, e ti ripeto quello che ti ho già detto: le logiche politiche dietro alle elezioni (e conseguentemente le alleanze) nazionali ed amministrative sono profondamente diverse, e non sempre un modello che funziona in un caso funziona nell’altro. Le esigenze del singolo Comune non sono le stesse del Paese, e soprattutto non sono gli stessi gli apparati politici. Se ci sono molti capaci amministratori di SEL ed IdV, che sono davvero in grado di interpretare i problemi dei loro concittadini e dare delle rispooste (e focalizzare il consenso), d’altro canto molte cose mi portano a vedere in modo sempre più critico la foto di Vasto come “programma” per le elezioni nazionali. Onestamente non vedo più come l’IdV possa proporsi come un nostro alleato a livello nazionale, dato che la sua nuova politica a livello nazionale sembra essere giovarsi elettoralmente della protesta contro Monti, anche a costo di scadere nel populismo peggiore; e francamente non vedo come proporci di governare con lo stesso Di Pietro che dice che sull’anima di Monti pesano gli imprenditori ed i lavoratori suicidi. Quanto a SEL, se molte sue personalità hanno mostrato e mostrano grandi capacità a livello locale, deve ancora dimostrare a livello nazionale che cosa vuol fare “da grande”; intendo dire, se intende alla buon’ora diventare una Sinistra critica e radicale, ma con una certa “responsabilità di Governo” o meno. E per il momento SEL mi pare anch’essa troppo pronta a giovarsi del facile discredito sul Governo Monti, mi sembra rischiare di ricadere negli stessi errori che hanno sbattuto i suoi predecessori fuori da un Parlamento in cui, onestamente, non erano in grado di laovrare con un minimo di responsabilità. Finchè SEL ed IdV non si decideranno a dire, chiaro e tondo, se governare con loro porterà di nuovo alla situazione invivibile del Governo Prodi II, allora la foto di Vasto continuerà ad ingiallire, col serio rischio di decomporsi rapidamente;

    3: il Partito 5Stelle… Io alla “favola” di Grillo non ho mai creduto, e quello che vien fuori dai primi giorni post-vittoria a Parma non mi invogliano a crederci. Non ho mai creduto alla storia del “MoVimento”, ed è per questo che ho deciso ormai di chiamarlo come ciò che è eralemente, ossia “PARTITO 5STELLE”. Se nella vittoria di Pizzarotti pesa sicuramente qualche errore del PD (anche se onestamente, conoscendo poco il PD di Parma, non mi viene in mente un’altra persona esperta quanto Bernazzoli per gestire il gravissimo deficit del Comune), personalmente credo che pesi molto di più la non casuale convergenza del voto di destra sul candidato grillino. Ora “finalmente” vedremo questo finto “MoVimento” che in realtà è un Partito, con un finto “non-leader” che in realtà si comporta come un leader a tutti gli effetti (basti pensare al veto posto da Grillo alla nomina di Tavolazzi, cacciato dal 5Stelle, come direttore generale del Comune), alla prova dei fatti; e se le migliori proposte che hanno da fare per risolvere il deficit di Parma sono “coniare una moneta locale” vedo il cielo su Parma farsi molto grigio. Già i Grillini che rifiutavano il “politichese” (il solito modo populista di indicare quello che semplicemenbte è il necessario linguaggio TECNICO della politica, mi si passi questa provocazione) hanno cominciato a parlarlo: Grillo dice che la nomina di Tavolazzi sarebbe “politicamente ingestibile”, Pizzarotti dice che i giornalisti gli mettono “le parole in bocca” (della serie: “Chi ci ricorda”?). Io, a parte l’uso quasi ossessivo del web (che porta a rifiutare in modo non saggio ogni altro canale) e la struttura “liquida” (che, se vorrà reggere al traumatico impatto con la “vita vera”, dovrà giocoforza solidificarsi o cedere) non vedo tutta questa novità ideale nel Partito 5Stelle. Fanno grandi promesse fondate su basi irreali ed instabili, che lasciano il tempo che trovano; come la mendace affermazione di Grillo, fondamento stesso del “MoVimento”, secondo cui la Democrazia si potrebbe fare senza Partiti (ci hanno provato una volta: in Uganda, e fu un tale fallimento che si dovettero reintrodurre per legge i Partiti pochi anni dopo). Li vedremo all’opera, nei Comuni; e fra un anno li vedremo all’opera in Parlamento. Allora vedremo che via seguirà il Partito 5Stelle: se, come la Lega, ammetterà alla fine la sua reale natura di Partito e si adatterà (quasi) alla vita politica “vera” delle assemblee e dei Parlamenti, o se, come l’estrema Sinistra, dimostrerà di non esserne in grado e verrò buttato fuori dal Parlamento dagli elettori 5 anni dopo (o prima)

  8. Molto umilmente. Quante parole, quanta poca concretezza col mondo reale, tragico, che viviamo tutti i giorni.

    Sinceramente faccio un po’ fatica anche io (e non ho propriamente la terza media, con tutto il massimo rispetto per chi ha solo quella, ne faccio una questione di comprensione linguistica) a capire le parole di Pietro Terzi, soprattutto quando si riferisce a Grillo e alla somiglianza con il proprio nemico, sinceramente non so a cosa porti, né a cosa possa servire.. Noto invece una spiacevole conferma, quella secondo cui molti, troppi, parlano a sproposito, giudicando, una realtà senza conoscerla nemmeno superficialmente. Infatti, la si leaderizza e identifica nella figura esclusiva di Beppe grillo, nonostante l’ottimo contributo di Enrico. E dire che io, almeno una volta, sono andato ad un incontro della Piattaforma, quello ultimo sull’urbanistica, sinceramente molto onesto ma anche piuttosto inconcludente (ci sta tutto, a volte per problemi organizzativi può capitare), non mi sembra di aver rilevato la stessa cosa in occasione di uno dei tanti nostri incontri sul territorio provinciale.. Il M5S non si pone l’obiettivo di costruire un “tessuto sociale dal basso”? Non sono d’accordo, forse perché non ne sai nulla più di quanto non vuoi vedere attraverso i media tradizionali (90% esecrabili, non mi soffermo).

    Per quanto riguarda l’ultimo intervento, direi che l’esponente di GD Modena ne ha di tempo da perdere per sparare scempiaggini a tutt’andare. Si fa molta fatica a rimanere sui binari del dialogo sereno quando si deve ribattere a fiumi di considerazioni elettorali (oddio..) miste a veleni prodotti da disinformazione pura, piuttosto che al merito dei temi fondamentali.

    Certo che non ci dovrebbero essere molti dubbi fra lo scegliere se continuare a studiare e lavorare duramente (siamo tutti cittadini volontari con lavoro, problemi e rapporti umani da portare avanti, come molti del resto) e cercare il confronto e l’attivismo fra i cittadini, sulle tematiche che riguardano il futuro della città e del paese, piuttosto che replicare ad un papiro che assomiglia al più vecchio dei comunicati partitici..

    • Siamo andati ad incontri del PD e tendiamo a presenziare quando possibile; se non siamo capitati ai vostri è questione di contingenza. Ciò detto, ti ricordo che ci hai contattato perché a tua detta un vostro tentativo simile era fallito. Questo, a mio avviso, si spiega sulla base del fatto che sempre più persone si domandano come sia possibile iscriversi ad un partito in generale e, ancora di più, con che dignità farsi rappresentare da Grillo – e parlo a ragion veduta, sappilo. Le difficoltà che incontriamo come Piattaforma sono legate, oltre ai problemi logistici di cui giustamente parli, al fatto di insistere sull’individuo, più che sulla collettività, sulla trasversalità e, in primo luogo, sul rifiuto della delega. Poi qualcun altro della Piattaforma ti dirà cose diverse, ma questa è la mia lettura. Io giudico Grillo in quanto personaggio che seguo da anni. Mi piaceva come comico, lo trovo vergognoso come personaggio politico. Ha contribuito ad ammazzare la fantasia e l’ironia di questo paese. E’ speculare a Berlusconi. Non è Coluche, anche se vorrebbe esserlo. Che poi i grillini presi singolarmente siano meglio, ci mancherebbe. Vuoi che non contempli questa possibilità? Ma, ai miei occhi, sono già senza dignità solo per il fatto di essersi iscritti 1) ad un partito 2) ad un partito populista governato da Grillo.
      Non sono giudizi fondati sui media, stai sereno; ma anche se lo fossero sarebbero legittimi, perché la ‘brand promotion’ di Grillo è tarata su misura di quei media che poi lui si diverte a sbeffeggiare.

      Voglio aggiungere una nota: fossi stato cittadino parmense (ho solo i nonni di là, cfr. la mia erre moscia), avrei votato Pizzarotti – ma turandomi il naso e dopo aver fatto l’anti-tetanica. Non esiste una classe politica, non esistono individui liberi in questo paese. Paradossalmente, sono più liberi i tecnici di chiunque altro (ma non di me)

  9. Al Sig. Gabriele Grotti; poichè parla di disinformazione, vorrei sapere da Lei cosa c’è di falso in quello che ho detto. Punto per punto

  10. Caro Luca, vado per punti.

    1- Tu dici che nei comuni minori il Pd ha vinto. Te ne dò atto, ma se guardiamo attualmente i sindaci eletti nelle grandi città questo è il quadro:

    -Milano, Pisapia (Sel)
    -Torino, Fassino (Pd)
    -Venezia, Orsoni (Pd)
    -Genova, Doria (Sel)
    -Bologna, Merola (Pd)
    -Firenze, Renzi (Pd, molto autonomo)
    -Cagliari, Zedda (Sel)
    -Bari, Emiliano (Pd, molto autonomo listone civico nazionale)
    -Napoli, De Magistris (Idv)
    -Palermo, Orlando (Idv)

    Totale:

    Pd=5
    Sel=3
    Idv=2

    è vero che il Pd nella maggior parte dei casi anche dove non ha un suo sindaco costituisce il partito di maggioranza, ma se sommiamo i sindaci di Idv e Sel questi eguagliano quelli del Pd (considerando anche quelli autonomi).
    Questo vuol dire che il Pd non è autosufficiente per niente, e questo lo si vedeva anche a li livello nazionale nelle intenzioni di voto: le amministrative lo hanno confermato.
    Quindi io se fossi in voi userei una linea meno trionfante e soprattutto ringrazierei gli alleati che vi hanno consentito di costiture il fronte di centro-sinistra “alternativo” alla destra, prima di darli per scontati. Invece vedo molto spesso la volontà di appropriarsi della vittoria rivendicando il vostro maggiore peso elettorale. Questa prospettiva mi sembra miope e sciocca, e ovviamente non sto parlando di quelli come te che le cose le vedono, ma di quelli come D’Alema e tutti gli arroganti che dovrebbero andare in pensione.

    2-La questione delle logiche nazionali/locali è una scusa. Le amministrative delineano una tendenza chiara. L’allenza vincente e più solida è quella Pd, Sel, Idv. Sono presenti altre forze tra cui l’Udc, ma queste non dimostrano di avere un buon feeling al di fuori di alcune zone particolarmente cattoliche.
    Allora io ribalterei la tua prospettiva, dicendo che a livello locale nei singoli casi può avere senso allersi con l’Udc quando è disposta a rispettare un programma di centro-sinistra. Invece a livello nazionale è una boiata perché il partito di Casini ha ben pochi punti in comune con il Pd, e la sua presenza in coalizione creerebbe moltissimi problemi ai due alleati naturali (Sel e Idv), nonchè a molti dei vostri e al vostro elettorato tradizionale (lo zoccolo duro) grazie al quale siete ancora in piedi.
    La verità è che dalle tue parole traspare che non vi fidiate di Sel e Idv, e temiate di poter divenire ostaggi loro nella nuova maggioranza. Ciò avviene se il Pd è debole e disunito perché manca un leader e perché non c’è un prgramma coerente (le primarie sono il mmiglior antidoto), e lo stesso problema di goldenshare lo potrebbe creare anche Casini. Trovo dunque curioso come alcuni nel Pd possano fidarsi di più di Casini che di Vendola. Ciò che penso è che in molti vorrebero mettere dentro tutti per tenere il Pd come vero ago della bilancia tra moderati e “radicali” nelle scelte, che poi per me radicale come lo intendete voi, significa chiaro e deciso, ma vabbè.
    Da ciò si deduce una posizione di debolezza nel Pd nel muoversi sullo scacchiere politico, quando guardando i numeri dovreste essere il partito più forte. Una contraddizione non da poco sulla quale riflettere, invito Bersani a farlo invece di dire che a Parma avete non-vinto, un ottimo modo per sputtanarsi in tutto il mondo vista la copertura globale di twitter e facebook.
    Inoltre in Europa tira un vento di sinistra e i terzi poli trasformisti entrano in crisi a causa della polarizzazione delle classi sociali causata dalla crisi. Un motivo in più per mandare a spasso Casini (se va da solo incontro alla morte) e costruire una coalizione più salda che sia capace di governare.
    La verità è che molti dentro al Pd non vogliono fare delle cose di sinistra e di civiltà (come direbbe Moretti) che Sel e Idv e il vostro elettorato stesso vi chiedono. Da qui le vostre titubanze. Staremo a vedere.

    3- Poni interrogativi reali sui quali concordo. Il banco di prova di Parma per il M5S sarà fondamentale. Prevedo espulsioni di militanti e forse anche qualche consigliere. Ma penso che il Movimento rimarrà in piedi e continuerà a togliervi voti, anche perché quando non riesce ad essere alternativi e a fare il ricambio al Nord si perdono voti anche a favore della Lega, e si mantengono in vita partiti ben peggiori del M5S, di cui siete il milgiore alleato.
    Quello che mi piacerebbe sentirvi dire a voi del Pd è che sulla questione degli sprechi e del ricambio il M5S ha ragione: non su tutto, ma al 80% sì. Invece preferite nella maggior parte dei casi trincerarvi nel fortino, aspettando gli assalti e le Caporetto parmensi. Avanti così si riconsegna il paese in mano al prossimo Berlusconi, e poi discuteremo di chi è stata la copla, se di Grillo, se di Bersani o di Babbo Natale.

    • Rispondo ad Enrico. Andiamo per gradi…

      1: “e ovviamente non sto parlando di quelli come te che le cose le vedono, ma di quelli come D’Alema e tutti gli arroganti che dovrebbero andare in pensione”. Questo per il momento mi può bastare 😉 Anche perchè se dici questo è chiaro che quando parli di “Linea trionfante” è chiaro che non ti riferisci a me, che riguardo a queste elezioni tutto sono stato fuorchè trionfalista;

      2: la quaestio più vexata… 😉 “La questione delle logiche nazionali/locali è una scusa”. NO, non lo è. E’ scienza politica di base: le elezioni nazionali e quelle locali non si snodano necessariamente sulle stesse logiche, perchè come ho detto Comuni e Stati non hanno le stesse esigenze e non tutti i Comuni hanno le stesse esigenze, sicchè è normale che le alleanze a livello locale siano fluide e che possano essere diverse da quelle a livello nazionale. Il fatto che el elezioi locali segnino una tendenza può essere (e di solito è) vero nella maggioranza dei casi, ma non è vero di per sè ed in senso assoluto. L’alleanza più solida è quella PD-SEL-IdV, perchè, come ho detto, a livello locale funziona. Ma, ripeto, siamo certi che funzioni a livello nazionale? Lo stesso discorso lo faccio anch’io per l’UDC, perchè io, se non vedo più molto bene l’alleanza con gli “alleati naturali” (ed anche su questo ci sarebbe da discutere un po’, perchè se è probabile per SEL ho molti più dubbi riguardo alla “naturalità” della nostra alleanza con l’IdV), non credere che veda molto meglio quella con l’UDC, un Partito per il quale non ho mai avuto (da Cattolico) grande simpatia. So bene che, per quanto più abituati al ruolo parlamentare, gli uomini dell’UDC non diano necessariamente più affidamenti di quelli di SEL riguardo alla responsabilità di Governo. La mia grande speranza (diciamo pure il mio grande sogno) è che ci decidiamo a svegliarci e che o andiamo da soli, o costituiamo, con un solido e PRAGMATICO programma in mano, il cardine di un’alleanza alla quale aderisca chi, fra quei tre “gruppi” (SEL, IdV, ApI, UDC) sia intenzionato a lavorare SERIAMENTE per il Paese. Il problema, lom ripeto, non è tanto diventare OSTAGGI di SEL ed IdV, quanto il non voler ripetere l’esperienza di “alleati” che, per tornaconto elettorale, andavano in piazza CONTRO il loro Governo ogni volta che questo facesse qualcosa di difficile da inghiottire, giusto o sbagliato che fosse: sia perchè si vuol conquistar voto a scapito degli alleati grossi (come l’IdV) o che si parta da presupposti ideologici (come temo farebbero molti in SEL e, dall’altro lato, nell’UDC). Voglio che chi sottoscrive il programma del PD lo firmi col suo sangue, stavolta; voglio che ci si assuma delle RESPONSABILITA’ e che si PAGHI se le si tradisce (come avrebbe dovuto pagare l’IdV per non aver unito i gruppi parlamentari ai nostri come promesso). E ripeto: lasciando fuori l’UDC, se non è un alleato “naturale”… Siamo sicuri che in SEL ed IdV i gruppi dirigenti abbiano la maturità richiesta? Considerato come il gruppo dirigente IdV stia scivolando nel più nero populismo e come Vendola continui ad essere ambiguo riguardo al nostro ruolo a sostegno di Monti (siamo “buoni” o “cattivi”, secondo lui?), io la vedo grigina.

      3: per quanto Grillo possa aver ragione su una discreta parte delle cose, sbaglia su troppe altre. Non potrò mai accettare che la soluzione di tutti i problemi dell’Italia sia puntare il dito contro il Parlamento, salvo poi candidarsi ad entrarci (come sono SICURO che il Partito 5Stelle farà), così come dire che “la mafia non strangola”. E, se midicono che i Grillini sono diversi da Grillo, volgio sperarlo; ma voglio che me lo dimostrino. Quando un Grillino dirà apertis verbis: “Non sono d’accordo con grillo, il nostro MoVimento in realtà è un Partito e la mafia ammazza” ci crederò (chiedo scusa se qualcuno la troverà una banalizzazione, ma pr me non lo è affatto). Vorrei anche che il “MoVimento” spiegasse alcune altre cose di importanza non secondaria: quando saranno in Parlamento faranno proposte di legge per abolire i Partiti, per dirne una?

  11. Rispondo a mecpiero, suggerendogli di cercare di capire quello che gli viene detto prima di rispondere qualunque cosa: lagnarsi della propria (credibile) ignoranza per sostenere sciocchezze, trincerandosi nell’abusata libertà di espressione, è una pratica grottesca, soprattutto se ciò avviene in forma scritta.

    Venendo invece ai contenuti: più che sulla presunta arroganza, sarebbe bello che ci si concentrasse sulla posizione espressa a proposito di M5S, e sulla sua incapacità di costruire un tessuto sociale. La sintesi è una dote di pochi, ma se è accompagnata dalla chiarezza non vedo perchè accanirsi contro un corretto utilizzo del linguaggio. Parliamo tutti la stessa lingua, prima di pretendere un sermo humilis d’accatto sarebbe forse opportuno sforzarsi di comprendere.

    Quanto al rispetto del Galateo, è sacrosanto che un intervento allo stesso tempo aperto e propositivo sia espresso a nome dell’associazione Piattaforma, anche per beceri fini pubblicitari. Quanto alle risposte personali, chiedo a Pietro Terzi di sconfiggere la pigrizia.

    • Bè un pô mi avete rotto il cazzo!!!
      Siete noiosi permalosi e arroganti…..non mi sono lagnato di niente, leggete solo quello che uno scrive e non cercate tra le righe quello che non c’è!!!!!!
      Se voi siete i giovani della politica allora è meglio tenere i vecchi!!!
      Almeno sono più simpatici.

  12. Ecco il pensiero da terza media;-))))
    Premetto che io saró uni di quelli che alle prossime elezioni andrà a votare ma senza ritirare la scheda elettorale!!!
    Mi sembra che il discorso sia tutto concentrato su come si comporterà il sindaco di Parma, se il 5S sia un partito o no, come combatterlo e sperare che faccia un disastro dove è stato eletto……la cosa che mi ha colpito di più in queste elezioni è stata l’astensione alta che c’è stata, ma mi sembra che i partiti abbiamo messo in secondo piano questa cosa, oppure l’hanno archiviata dicendo…ma la destra non ha votato……invece a mio parere la prima domanda da fare in sto caso non è CHI non é andato a votare, ma PERCHÉ, e questo ancora prima di esultare per i risultati, prima di decidere che alleanze fare…..e invece i partiti non parlano di sta cosa, così la gente si sente ancora di più lontana da i partiti!!!
    Chiedetevi questo per avvicinarvi di nuovo alla gente!!!

  13. Tranquillo Piero, questo blog è fatto per parlare liberamente e dire ciò che si pensa senza politicismi o giri di parole. La cosa importante è non offendere sul personale con insulti e questo non è avvenuto.
    Magari la prossima volta riusciamo a fare una discussione più produttiva, certo ci vuole tempo e disponibilità. Altrimenti le cose da fare sono tante e non c’è solo questo blog su Internet.

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