Solo andata

Sono sempre stata convinta che se si perde qualcosa spunta fuori solo ed esclusivamente quando siamo alla ricerca d’altro. Mia nonna, quando perde qualcosa, recita il responsorio da che io ho memoria. Con lei funziona, ha sempre funzionato. Io, invece, sono dovuta partire da tutto e tutti per perdere me stessa e sperare di trovare quello che avevo dimenticato di aver perso, mentre cercavo di ritrovarmi.

Non si è mai pronti per partire, i fili di lana che ci collegano alle persone non sempre sono cosi resistenti da oltrepassare i confini del nostro paese, della nostra città, del nostro cuore. A volte le persone, semplicemente, si perdono. Smettono di essere in ascolto. E quando succede, quando ti ritrovi in mano un filo spezzato che hai provato a tirare per colmare una mancanza di contatto, allora inizi a capire che è la perdita la parte fondamentale di ogni viaggio. Ti rendi conto che di fili spezzati, nella tua vita, ce ne sono stati talmente tanti da poter riformare matasse eterne da maglioni disfatti. E’ una sensazione inaspettata, perché non potrai mai metterla in conto al momento del check-in. E col tempo, col passare delle notti e dei giorni, ti rendi conto che sentirsi “pronti” alla partenza significa restare chiusi alla meravigliosa coda di pavone di tutte le cose inaspettate che ti potranno capitare. Si scoprono linguaggi diversi, si cercano modi di comunicare verbali che, in qualche modo, colmino la mancanza dell’espressione del volto, della mano sul braccio, degli abbracci e di tutti gli occhi che si guardano nello scambio. Non credo nelle persone che partono per fuggire da una realtà che non li soddisfa, credo fermamente, invece, nelle persone che decidono di andare per imparare a restare in qualche posto. Perché durante il viaggio si scopre che un posto in cui tornare, ci serve. Nonostante le meraviglie che ti riempiranno gli occhi nella tua nuova casa, sai di aver lasciato una parte di te e che qualcuno resterà sempre lì, ad aspettarti. E questo, vi assicuro, è la massima forma di conforto quando il freddo proviene da dentro e non da fuori.
Ritrovarsi significa rimettere insieme i pezzi di un mosaico che è caduto per terra e si è frammentato in milioni di tasselli. Non riuscirai mai a ricostruirlo in modo identico, resteranno tasselli fuori dallo schema, ma quello che conta in realtà è il tempo e la pazienza delle onde, nel loro perpetuo andare e venire, che hai impiegato per la ricostruzione. E’ li, in quel tempo delimitato da uno spazio, che ritrovi le cose dimenticate, perdute, bruciate nel corso degli anni. Ed è in quel processo di ricostruzione che devi amalgamare ciò che eri a quello che sei ora, quello che avevi a quello che, inaspettatamente, hai trovato. Le persone che erano legate a te prima della partenza a quelle che hai trovato durante, persone che ti hanno mostrato strade diverse, ti hanno regalato punti di vista differenti, sono state con te a bere caffè sotto un orologio e ti hanno concesso parte delle loro storie. A loro, più che a te stessa, devi il cambiamento che riconosci quando ti guardi allo specchio. Perché, vedete, gli specchi sono fondamentali, soprattutto se sono lontani e ti riflettono da New York o Francoforte. Riescono, in un modo che ancora non capisco ma mi rassicura, a farti vedere quello che sei e a farti capire che la casa, alla fine, è dove vive il tuo cuore e che le cose che hanno cercato di succhiarti energia e voglia di essere devono essere lasciate indietro, senza pensarci troppo sopra.
Tornare significa provare paura. Tentare di attaccarsi a tutte le cose che si sono vissute per non cadere, di nuovo, negli stessi schemi da cui sei partita. Ma tornare significa anche aver capito che il coraggio, quello autentico, non è in chi decide di restare, ma è in chi esce per guardare il mondo e poi, soltanto dopo, decide di portare tutto quello che ha assimilato a casa, restarci, cambiare i flussi che restano immutati da troppo tempo. Perché, vedete, il viaggio non finisce. E neanche il viaggiatore smette di essere un viaggiatore. Il viaggio è un percorso che si riflette nel cuore e nella mente, prima che sulle scarpe che si consumano. E una volta iniziato, una volta che tu diventi la tua casa, non esisterà filo di lana spezzato che possa impedirti di cambiare le tue all star almeno una volta all’anno. Il segreto del viaggio, in fondo, è avere sempre un buon paio di scarpe per camminare.

 

Annunci

2 risposte a “Solo andata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...