Movimento 5 Stelle: un prodotto difettoso.

Io non sono uno di quelli che odia il Movimento 5 Stelle. Non mi sentirete mai dire che i voti al M5S fanno perdere il centro-sinistra e vincere Berlusconi (se il centro-sinistra perdesse ciò accadrebbe per sua unica responsabilità), o che è un movimento di fanatici adoratori della figura autoritaria di Grillo.

Mi sembra però utile fare delle critiche al Movimento 5 Stelle e al suo “non-leader” che vadano oltre gli insulti del Giornale o le “minacce” di Bersani. Critiche circostanziate. La prima di queste è sul programma.

Non si può attaccare i “vecchi partiti politici” mettendoli tutti sullo stesso piano, dicendo che non hanno contenuti e poi presentare un programma per punti che di fatto è una lista non seguita da come si intende attuarlo (http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf). Nei comizi che Beppe Grillo fa in giro per l’Italia si sente poco parlare di questi punti e di come si potrebbe svilupparli, mentre si sente molto discutere dell’affaire MPS e di quanto il Pd e il Pdl siano simili. Ognuno può dire quello che vuole, ma questo è la vecchia retorica del “delegittimo l’altro sulla base degli errori commessi” senza però fornire un’alternativa solida. Insomma, questa tanto sbandierata diversità dovrebbe a mio parere trovare riscontro in una maggiore presentazione dei programmi e delle loro modalità di attuazione.

Ma forse Grillo potrebbe risponderci che non è lui il leader del Movimento e quindi non sta a lui parlare del programma, perché lui è solo il detonatore. E qui veniamo ad un altro punto controverso: il ruolo del leader.

Il Movimento 5 Stelle rifiuta di fatto l’idea del leader, in nome di una presunta orizzontalità dove “uno vale uno”. Per questo i segretari dei gruppi locali del Movimento 5 Stelle vengono definiti portavoce. Allora, a rigor di logica dovrebbe esistere un portavoce nazionale del Movimento. Ma questo non esiste, e se esiste non ha visibilità. Perché? Forse perché bisogna lasciare questo ruolo a Beppe Grillo, che tuttavia non lo può interpretare formalmente in quanto egli è l’autoproclamato custode del Movimento. In questo assomiglia a Monti che è Senatore a vita, Premier e candidato Premier, però non si potrebbe candidare, quindi si candida non candidandosi, ma offre il suo nome alla lista Scelta Civica. Insomma una cosa non molto coerente.

E questo ragionamento ci conduce al terzo punto, la democrazia interna al Movimento. Va detto che su questo il M5S era partito bene, costruendo il sistema dei Meet Up, gruppi organizzati sui territori che si riunivano affrontando tematiche precise (ambiente, riciclo ecc.). Successivamente con la crescita del Movimento i vari Meet Up sono stati assemblati in gruppi territoriali. In questi luoghi è stato possibile, e lo è tuttora, partecipare e confrontarsi democraticamente anche avendo la possibilità di acquisire posizioni di responsabilità sulla base delle proprie capacità e competenze. Dove sta allora l’inghippo? Come si fa a mantenere insieme un gran numero di persone libere che si confrontano democraticamente senza unirle su un programma politico organico e solido e senza avere a disposizione una struttura di partito? Controllo dall’alto.

Il Movimento è controllato dall’alto dal suo non-leader Beppe Grillo che lascia una certa libertà sui programmi locali, ma che detta la linea nazionale. Ed è possibile mantenere posizioni di minoranza se si è in disaccordo con la linea nazionale? No, perché l’unità è una delle armi principali del Movimento: dire tutti le stesse cose. Infatti, Giovanni Favia è stato cacciato dal Movimento per il suo disaccordo sulla partecipazione ai talk show e ancora prima Valentino Tavolazzi ha subito la stessa sorte, reo di aver proposto un “congresso” che avesse lo scopo di far incontrare tutti i militanti dell’Emilia-Romagna. Ma i congressi sono roba da vecchia politica e il M5S non può avere strutture fisiche. Forse perché se non si possono incontrare fra loro i leader locali sono depotenziati e non possono in questo modo acquisire consenso senza vivere sulla figura di Grillo? Guarda caso, l’unico che era riuscito ad acquisire una credibilità su un piano nazionale a prescindere dal ruolo del detonatore , Giovanni Favia, è stato cacciato e disconosciuto. Uno che fino al giorno prima era un pilastro del Movimento il giorno dopo era un traditore da calunniare. Questo non vi ricorda per caso la cacciata di Fini da parte di Berlusconi? E questo sistema da partito di plastica non vi ricorda Forza Italia, con le dovute differenze?

Concludo con il quinto e ultimo punto: la collocazione politica del Movimento. Come tutti sappiamo il Movimento 5 stelle si autoproclama “Né di destra, né di sinistra: noi siamo oltre”. Si può discutere se oggi le categorie destra o sinistra siano superate (io non penso), tuttavia anche questo non collocarsi nel ventaglio politico-ideologico ancora esistente può sembrare più una scelta per distinguersi dagli altri partiti che una vera volontà di costruire un nuovo soggetto politico slegato dai vecchi retaggi del ‘900. Questa “terzietà” permette ai militanti 5 Stelle di alimentare lo schema consolidato del “noi siamo gli unici onesti e gli altri sono tutti uguali”, una macchina del fango di berlusconiana memoria. Su questo gioco retorico si fonda a mio parere una buona fetta del consenso del Movimento 5 Stelle, perché definendosi al di fuori delle parti e attaccando gli altri partiti senza fare distinzioni si serve di quel fascino populista che fa presa su molti italiani, come d’altronde ha fatto Silvio Berlusconi dopo la sua discesa in campo.

Il M5S, interpretando le posizioni di una forza politica nuova che non ha preso parte alla distruzione del nostro paese, consente all’elettore di scindere le sue convinzioni passate e la sua storia politica dal presente e di attaccare in modo moralistico e violento gli altri partiti svincolandosi da ogni responsabilità: cos’hanno votato i militanti 5 stelle prima di scegliere il Movimento? I Ds, la Dc, la Lega, il Pdl? Quindi prima di arrogarsi il titolo di moralizzatori e di scagliarsi come tanti piccoli Parsifal contro i dormienti o i corrotti forse sarebbe il caso di farsi un esame di coscienza. Ma si sa che è più facile vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro, che la trave nel proprio.

Inoltre alcune delle proposte che fa il Movimento sono anche punti centrali delle altre forze politiche ad esempio il “reddito minimo garantito” questione sulla quale Sinistra Ecologia e Libertà combatte da molto tempo o il sostegno alle piccole e medie imprese, cavallo di battaglia della Lega Nord. Perché quindi non sostenersi a vicenda?

La mancanza di una collocazione politica chiara consente di fare un mix di tematiche con le quali attirare elettori da destra e da sinistra: così succede che parlando di piccola e media impresa, di costi della politica e usando toni enfatici da presa della Bastiglia si attiri elettori della Lega Nord e invece parlando di energie rinnovabili e di un sistema di trasporti all’avanguardia si catturino voti a sinistra.

Il limite di questa scelta sta nell’impossibilità di sviluppare un modello a 360°, un’idea di società definita. Per questo il programma del M5S è carente sull’istruzione o su temi come l’immigrazione perché le scelte su questi argomenti porterebbero il Movimento verso una collocazione politica più chiara rompendo il giocattolo del “noi siamo altro da loro”, oltre che all’emergere di contraddizioni interne insanabili e ad una conseguente guerra intestina.

In conclusione penso che il ruolo del Movimento 5 stelle sia stato determinante per segnare una rottura con il sistema della Seconda Repubblica, segnale che i partiti politici tradizionali (Pd, Pdl, Udc, Lega) non sono riusciti a dare. Tuttavia penso che un voto dato a loro, che comunque entreranno in Parlamento con una considerevole pattuglia di persone pronte a fare opposizione, non garantisca la governabilità e un progetto politico completo. Inoltre sono convito che se il M5S non modificherà la sua struttura interna in modo tale da consolidarsi sui territori e creare una classe dirigente che possa fare a meno del suo detonatore, sia destinato ad implodere qualora venisse meno il ruolo di leadership di Grillo.

Annunci

9 risposte a “Movimento 5 Stelle: un prodotto difettoso.

  1. Pensando alla figura di grillo, mi viene in mente il libro di orwell 1984: i 2 minuti d’odio ormai si sono trasformati in un perenne denigrare l’avversario, anche con termini di una violenza poco consoni a un movimento che vuole essere espressione della società civile( termine abusato da tutti, ma del quale devo ancora capire il contenuto!). mi sembra anche che il M5S stia acquisendo una struttura olistico-organicistica di matrice hegeliana tipica dei regimi totalitari del secolo passato: la singola individualità sacrificata a favore della totalità, e tu giustamente lo hai notato quando parli della democrazia interna. Credo che i cd grillini siano diversi da grillo: credo siano gente seria, con tanta voglia di fare, senza cercare a tutti i costi lo scontro, come invece è prerogativa del loro leader. Se davvero grillo volesse il bene del movimento dovrebbe andare a casa anche lui! Bisogna pero dare merito al m5s di aver segnato una rottura(?) con la vecchia tradizione politica e di aver dato voce ad un sentire comune. Non è un’analisi approfondita, sistematica e coerente, pero queste sono le prime cose che mi sono venute in mente pensando a grillo piu che al m5s

  2. Analisi interessante e che condivido in molte sue parti. Ho assistito personalmente allo spettacolo di Beppe Grillo in piazza Grande a Modena, spinta dalla voglia di ascoltare e di capire una realtà politica che in pochi anni ha saputo costruire un consenso impensabile (più o meno solido, sarà il tempo a dircelo). Lo show di Grillo in piazza però m’ha stimolato molte domande che ho cercato di stendere in questa mia nota:

    Posted by Giulia Morini on Monday, February 4, 2013

  3. Ottimo, Enrico. Hai centrato un punto cruciale, secondo me: la poca chiarezza su temi pesanti come la scuola, l’immigrazione, i diritti, il lavoro. Se prendono una posizione netta su questi punti, perdono voti o a destra o a sinistra, dimezzando l’elettorato.

  4. Pingback: Movimento 5 Stelle: un prodotto difettoso. « M4S·

  5. Hai perfettamente ragione Enrico, M5S=PDL, Partiti imperniati su un unico personaggio (pur distinguendo le due figure) che se dovesse mancare porterebbe milioni di elettori a vagare nel vuoto più assoluto senza alcun riferimento.

  6. Le denunce di Grillo sono appunto denunce.Solo con questo non si va da nessuna parte e si concorre al disastro.Dx e sx non è vero che sono la stessa cosa;Vendola in 8 anni ha trsformato la Puglia nella regione a piu’ alta crescita,con l’utilizzo delle energie alternative al 25% del fabisogno regionale,con i fondi comunitari spesi al 100% ad aprile/2012,mentre nelle altre regioni si è fermi tra il 7 e il 15%,l’occupazione è aumentata di 50.000 unità.Il mov. 5 stelle ha una visione simile del futuro della soc. italiana che abbia come riferimenti la buona politica ,i giovani,le nuove reti e le innovazioni dei prodotti,la difesa e la conquista dei diritti nei luoghi di lavoro specialmente per chi è ricattato da contratti precari?Se intende cancellare la CGIL e nel contempo dialogare con i nazisti di casa pound io penso che abbia in mente una società parcellizzata,in cui tutti i lavoratori sono soli e senza reppresentanze sindacali che fanno vincere i padroni e gli sfruttatori ed in cui tutto è precario.La sinistra si batte per una società solidale in cui ciascuno è chiamato e contribuire secondo le sue possibilità .E io non mi faccio infinocchiare dal fatto che pra le proprie fila ci possa essere un ladro.Diventa gravissimo quando è un sistema di delinquenti come quello che ha costruito la dx negli ultimi 20 anni.La sx li espelle subito,la dx li difende fino alle porte dell’Ucciardone.

  7. Grazie a tutti per i commenti. Ovviamente il M5S non è solo fatto di aspetti negativi. Io gli riconosco la capacità di aver creato una rottura del sistema della Seconda Repubblica e aver costretto gli altri partiti a rinnovare le loro classi dirigenti. Tuttavia, come scrive bene Giulia Morini, nei monologhi di Grillo c’è più una soddisfazione della pancia, c’è più una liberazione dai problemi data dalle risate che il non-leader innesca nella platea. Così capita che la richiesta di partecipazione si esaurisca nel prendere parte al comizio o all’ascolto tramite i telegiornali del non-leader. Quanti che votano 5 stelle conoscono veramente i militanti sul territorio? Quanti di questi che si autoprofessano cittadini migliori degli altri sono disposti a rinunciare ad una raccomandazione per trovare lavoro o a non evadere (anche solo limitatamente) le tasse? Questi saranno i primi a cambiare sponda quando la carica antisistema del Movimento si sarà allentata, cosa che succede inevitabilmente quando si arriva al potere e si diventa un partito: vedi il caso Pizzarotti a Parma, contestato per la realizzazione dell’inceneritore(costava meno completarlo) e per l’aumento delle tasse sui servizi essenziali come gli asili. Quello che mi auguro è che i militanti del Movimento 5 stelle siano più capaci di dialogare anche con i cittadini che fanno parte degli altri partiti, smettendo di considerarsi sempre e comunque “più lindi degli altri a prescindere”. Perché in nome di questa presunta superiorità intellettuale o morale sono state sterminate vite a destra e a sinistra, e io spero che gli insegnamenti della storia possano valere anche per loro che si ritengono così “avanti”. Quindi mi auguro che il loro approccio verso l’esterno cambi, altrimenti nulla vieta di criticarli aspramente e difendere posizioni diverse senza avere timori reverenziali nei loro confronti. Abbiamo già avuto la Lega Nord, siamo vaccinati.

  8. Scusate ma a me , come in occasione della Lega, viene solo in mente ciò che un bravo signore scrisse nel 1921 :
    “Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato”
    Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921

    • Grazie per l’ottimo contributo Antonietta. Penso che si possa fare un paragone con le parole di Gramsci, ma che prima bisognerebbe guardare le invettive di Grillo e ciò che dicono i militanti senza pre-concetti. Tra loro ci sono persone brave che fanno davvero politica, quindi io non me la sento di condannare in toto il movimento bollandolo come rigurgito neo-fascista. Sarebbe riduttivo e sbagliato. Esiste un culto del leader, esiste un’eterogeneità mal assortita di persone che sono per i diritti civili e persone che non lo sono, di persone che vogliono meno Stato e persone che ne vogliono di più. Però va dato atto che questo movimento spinge anche per un’idea diversa di benessere e rispetto dell’ambiente con la quale io sono d’accordo, perché non è aleatoria, ma molto concreta. Va detto che fanno delle battaglie sulla riduzione dei costi della politica, che a volte sono esagerate e ingiuste (vedi la proposta di abolire completamente i finanziamenti pubblici ai partiti), ma per il resto sono condivisibili. Quello che più mi fa tristezza di questo movimento è l’auto-attribuita superiorità morale e intellettuale, mutuata dall’elitarismo di sinistra. Questa convinzione che loro sono il giusto e il nuovo e tutti gli altri sono in vecchio e il marcio. Io rifiuto questa contrapposizione frontale che li favorisce al momento, e dico, come fanno anche loro, dove sono d’accordo sui singoli temi, mantenendo però la mia diversità. Chi come molti militanti del Pd si scaglia contro il M5S attaccandoli in modo denigratorio e stupido sul fatto che sono populisti, fascisti del web eccetera fa solo il loro gioco, li rafforza. Non lo hanno capito dopo 20 anni di Berlusconismo e penso purtroppo che non lo capiranno mai. Questa è la mia linea, post-ideologica e spero al passo coi tempi. Per dimostrare che avanti non ci sono solo quelli del M5S, ma anche qualche cittadino libero che non abbassa la testa nè di fronte all’arroganza berlusconiana, né di fronte al voto utile del Pd, né di fronte all’onda “purificatrice” dei grillini.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...