Caro vecchio Holden, in due parole, scusa tanto

Quella storia del “fuori tema!” mi dava sui nervi.

Non lo so. Il guaio è che a me piace quando uno va fuori tema”

Forse quindici anni fa era troppo presto, e fra noi non poteva funzionare. Lessi il tuo racconto per metà, poi lo abbandonai perché come gli altri tuoi amici non ti capivo fino in fondo. E non è che la storia di quel tuo week-end di clandestinità newyorkese fosse particolarmente eccitante…

Alla soglia dei trentadue, con colpevole ritardo, sento di doverti delle scuse.

Alla fine io sono invecchiato -anche se non sono ancora propriamente vecchio, il tuo autore è invecchiato -tre anni fa è morto, e tu invece sei rimasto giovane, alla faccia nostra. 

A legger bene, J. D. Salinger aveva trentadue anni quando uscì The catcher in the rye, nel 1951. Insomma, voglio dire, avrà avuto circa trent’anni mentre lo scriveva…Vuoi vedere che è per quello? Che bisognava essere più grandi per capirti?

La biografia di Salinger dice ancora che aveva in mente qualcosa di simile anche prima, tipo qualcosa sugli adolescenti border-line. Chissà, forse non avrebbe scritto la tua storia con la stessa profondità nei primi anni ’40 (anche perché in quel momento era in guerra, a vent’anni). C’è pure scritto che lui stesso lo definì un romanzo semi-autobiografico, sicché è tutto un gioco di specchi.

A 17 anni quando ero tuo coetaneo, eravamo molto diversi. Io a scuola andavo piuttosto bene, mi impegnavo, senza esagerare, ma ci mettevo dell’impegno. Credevo in alcune cose, anzi in un sacco di cose: l’amore, la famiglia, la collettività, la politica…roba così. Idee, o ideali, se preferisci. Più che stare ai bordi, ero sempre in mezzo. Mi piacevano delle cose e quindi avevo un atteggiamento piuttosto positivo nei confronti del mondo. Forse perché lo vedevo dall’ottica della provincia, da quel buco in cui sono nato, dove i principi sembrano valere qualcosa, perché in fondo la maggioranza dei miei concittadini sta abbastanza bene. Anche se poi non fa altro che lamentarsi. E se stiamo abbastanza bene vuol dire che quei prinicipi bene o male per un certo periodo hanno pure funzionato. Volevo però spostarmi da quel buco che poco a poco mi stava inghiottendo. Volevo vedere le cose da una prospettiva più centrale. Non dico venire a New York, cosa che forse ci avrebbe unito di più, ma almeno da una capitale europea, quello sì. Ed è poi quel che feci.

A te invece non piaceva nulla, te lo disse anche tua sorella Phoebe, quando quella nottetornasti a casa di nascosto . Andavi male a scuola, i tuoi non li reggevi, e pensavi che agli amici di te non fottesse più di tanto. Non sapevi nemmeno in cosa credere dato che tutto ti sembrava una bizzarra messinscena -a tratti triste, a tratti divertente- ma pur sempre una messinscena. Per questo ti facevano incazzare gli attori e compagnia bella (neanche io poi vado pazzo per il cinema).

Sai qual è il punto, Holden? Ora credo di saperlo anche io. Il punto è che tutti dicono di volerti in un certo modo. Educato, corretto, conforme alle regole, eccetera eccetera, come se chi sei veramente non importasse nulla. E certo che uno si dimentica chi è veramente. Ma la cosa più ironica è che tutto ‘sto interesse che mostrano per la tua condizione per me è una balla stratosferica. Voglio dire, magari ai tuoi più cari sì, come a tua sorella Phoebe. Ma agli altri, ho dei seri dubbi. Vuoi vedere che il loro interesse principale è la tua conformità? Se stai dentro al seminato, non ci sono problemi. La questione non è tanto se i principi siano validi o meno…io penso che alcuni lo siano, però pochissimi e semplicissimi. Una conclusione a cui era arrivato anche il buon vecchio Nazareno, con quella storia dell’amatevi gli uni gli altri eccetera eccetera, prima che lo appendessero mani e piedi ad un pezzo di legno.

Si fa un gran baccano in questi ultimi anni sulla questione dei principi. Ed io ne ho piene le scatole. Ho vissuto sette anni nel luogo dove si creano, i principi. Quattro poteri concentrati a produrre le leggi, regole, norme di comportamento, modelli di successo…tutta roba che da lì viene. Eppure è la città dove meno si applicano, dove ci sono più deroghe, eccezioni, violenze, sperequazioni, disuguaglianze.

Sai cosa mi ha fregato, Holden? Il paradosso delle tette. Un pensiero fisso, a quell’età. Quelle che sembrano più belle sono sempre rifatte. E in bella mostra. Uguale per i principi.

Le scuse te le devo perché non capivo com’eri fatto e ti volevo come gli altri. Diverso. Oggi invece ti direi, rimani così inaccettabile, perché è per questo se alla fine siamo diventati amici.

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6 risposte a “Caro vecchio Holden, in due parole, scusa tanto

  1. Ahah, alla fine hai ceduto anche tu al fascino torbido del bildungs roman che non funziona! La mia personalissima storia con Il Giovane inizio’ quando avevo 13 anni, in terza media, e mi piacque istantaneamente per il lessico, le situazioni surreali e il senso profetico su quelli che sarebbero stati gli anni a venire. Lo raccontai brevemente in classe ad una platea incredula, incapace di descriverne il senso, la prof di italiano che sorrideva della mia ingenuità’.
    A 17 anni mi ci sono ritrovato in pieno in Holden, lo idolatravo in ogni sua espressione di rifiuto e in ogni suo essere alla periferia del mondo. Acquistai al primo Pavarotti & Friends una t-shirt con un brano tratto dal libro.. che terminava con scritto in capital “ME NE FREGO” e un fantomatico Holden girato di spalle. La sua parabola discendente nel mondo degli adulti non ero neppure riuscito ad interpretarla, non te lo ricorderai, ma durante un’interrogazione della Marchio’ alla domanda riguardante l’avvenuto o meno processo di crescita del protagonista, io risposi di si, che era effettivamente cresciuto! Ideali e principi non sono mai stati il mio forte, specialmente in periodo adolescenziale. Il mondo l’ho conosciuto come Holden, per trial and error, tentativi non preparati e non strutturati che il più delle volte terminavano con sbattimenti di testa contro la realta’. Troppe responsabilità’ ho sempre cercato di evitarle, rovinano il divertimento dell’essere giovani, immortali e incompresi. Il mio centro di interesse e’ sempre stato in me stesso, punto di inizio e fine del mondo. Anomalo per un Modenese dell’82.
    Lo riascoltai (audiobook) nel 2009, impaziente di sentirmelo raccontare, e mi sembrava di sentire le storie nostalgiche di un altro me, qualcuno di simile, ma che non avevo mai realmente conosciuto, e lo sentii tremendamente distante.
    Qualche domanda:
    1) come mai solo ora apprezzi questo scritto Claude? Anzi meglio: cosa apprezzi di questo testo e di Holden? Ti ci rivedi / ti sembra un tuo studente / evoca nostalgia / altro?
    2) di cosa parla realmente secondo te?
    3)Non ci leggi una sorta di effetto domino sulle generazioni a venire? Salinger dice “Signori, vi mostro il distacco, l’intimità’, gli affetti contorti, maneggiate vi prego con cura, e’ un caso raro”. Non ti sembra veramente attuale come tipo di eroe Holden? Ancor peggio: un eroe ETERNAMENTE attuale!!! Come e’ possibile cio’?
    4) se la domanda/affermazione di sopra e’ vera, allora tu sei un eroe di altri tempi (o un antieroe moderno)!!
    Con affetto e stima sempre, una risposta pubblica un po’ caotica, ma tu che mi conosci saprai mettere ordine laddove il mio ego ha gonfiato gli eventi (insomma, la solita storia)!!
    Your brother from another mother

  2. …se penso che questo spazio esiste perché voi due l’avete immaginato – rendendomi poi complice mio malgrado – mi chiedo se non era meglio quella sera uscire a bere qualcosa invece che restare in quella cucina… 🙂

    Il giovane Holden…cazzo Claude…oserei affermare che con l’età mi stai diventando quasi nostalgico (quello è sempre stato il mio ruolo!)

    Però è bello incontrarvi di nuovo qui…

  3. Caro Paldoni, e’ sempre un piacere incontrarsi, virtualmente e’ meglio! 🙂

    Il blog ha da poco compiuto 4 anni!! Ricordo momenti epici di biglietti da visita fatti a mano distribuiti alla polisportiva di Magreta, email in cui minaccio di “far saltare il CDA” (cazzo il Rasoio e’ una S.p.A., lo sapevate???), tante belle cose.

    Quella sera potevamo farci un match a Cthulhu che forse era meglio.

    ps: ho fatto un test della personalità (Myers Brigg ) in cui e’ emerso che sono effettivamente il cattivo dei film (INTJ, il test lo trovi online ed e’ gratis, fallo perche’ VOGLIO SAPERE COSA SEI!) 🙂

  4. Sono la spalla di Nick Belane…dopo tanti anni dovresti saperlo…

    Non devo ricordarti che questo vuol dire che la mia è proprio una vita di ‘mmerda!

    Ma con improvvisi momenti molto divertenti…

  5. …cmq se proprio ti interessa:

    Il tuo profilo psicologico è molto probabilmente: ISTJ.
    Oppure il tuo tipo psicologico potrebbe essere: ESTJ.
    Oppure il tuo tipo psicologico potrebbe essere: ENTJ.

    – Si (Sensazione Introversa) : 14.9
    – Te (Pensiero Estroverso) : 13.85
    – Ni (Intuizione Introversa) : 8.45
    – Fe (Sentimento Estroverso) : 7.9
    – Ti (Pensiero Introverso) : 7.8
    – Se (Sensazione Estroversa) : 7.4
    – Fi (Sentimento Introverso) : 4.9
    – Ne (Intuizione Estroversa) : 3.45

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