La Terra dei Padri. Un problema di etichetta?

Modena, Villaggio Artigiano, 14 Gennaio 2017. Inaugura il circolo culturale  “La Terra dei Padri”, mentre fuori si tiene la manifestazione di protesta in un clima di forte contrapposizione. Fascismo, antifascismo, resistenza….le parole si inseguono a definire le identità. Dal canto loro, i fondatori del discusso circolo si defilano da etichette che “avranno sempre meno valore”. La amministrazione si preoccupa, la questura controlla.

Fabio De Maio parla del programma culturale del circolo, tutto o quasi di conferenze (clikka qui per l’intervista integrale). Non sembra un programma à la “Alba Dorata” con azioni sociali anche “di strada”. Vedremo come si evolverà questa vicenda.

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3 risposte a “La Terra dei Padri. Un problema di etichetta?

  1. All’apertura della Terra dei Padri c’era pure Maro Merlino, famoso fascista implicato nei processi di piazza Fontana e che ha adottato l’infiltrazione nei gruppi di sinistra come propria linea politica. Non si tratta di parole che rincorrono identità, non è questione di semiotica. I gruppi neofascisti in Italia da anni adottano la strategia di nascondersi dietro a nomi ed etichette “neutre” (v. la Salamandra, legata a Casapund, che ci siamo ritrovati pure nella Bassa Modenese ai tempi del terremoto), per rendersi presentabili. Sull’attualità di fascismo e antifascismo, poi, ci sarebbe da discutere, magari dando anche un’occhiata all’est Europa. Certo è vero che la retorica post-moderna sugli “ismi”, che mette tutti gli “ismi” in un sol fascio – etichettandoli (quelle horreur!)- senza un’adeguata indagine sulle ragioni storico/sociali del nascere e morire di determinate visioni del mondo,continua ad aiutare certa gentaglia nera e la sua vigliaccheria politica.

  2. … non so, rimango dell’idea che giudicare a prescindere sia un atteggiamento immaturo.
    Imparare a vedere con i propri occhi è buon costume.

  3. No, nessuno parla di giudicare a prescindere. Inoltre la presenza di Mario Merlino parla già chiaro. Comunque, esperienze storiche passate e anche contemporanee sul modo di agire subdolo (in Italia) e sulla pericolosità dei gruppi fascisti (all’estero) ci sono (da Borghezio che anni fa disse apertamente che i fasci come lui, per contare qualcosa, dovevano infiltrarsi nella Lega e fare cultura/azioni dimostrative, all’Ucraina, dove i fascisti vanno oggi allo scoperto ed hanno qualche anno fa bruciato vive 40 persone per entrare nell’UE nella casa dei sindacati di Odessa…). Guardare con i propri occhi è buono e giusto, ma farsi prendere in giro aspettando sempre l’eccezione alla regola è fare il gioco loro e delle istituzioni che , nella polveriera sociale che è l’Italia, hanno tutto l’ interesse nel lasciare che in piazza vi siano dei concorrenti ,reazionari e “amici”, all’antagonismo e, in generale, a forze sociali anticapitaliste e di sinistra (chi scrive non è autonomo/Guernica o anarchico). Certo è che l’uinica ragione per cui gruppetti di neri del genere, in Italia, oggi possono contare addirittura sull’appoggio di prefetti e questura per metter su le loro sedi, è il disarmo ideologico e materiale delle forze di sinistra. Anche a Modena.

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