Chi siamo, chi siete

Immaginate una piazza.

Quella di una volta. Grande o piccola non importa, ma comunque centrale e aperta.

Il Rasoio è una piazza in cui parlare di cose pubbliche e private, e discutere.

Il soggetto principale è Modena, com’era, com’è cambiata e come ci aspettiamo che sia negli anni a venire.

Tutti parliamo di ciò che succede in città, ma quasi mai questi commenti vengono fissati e resi pubblici come un documento storico che permanga oltre l’indolenza del tempo.

L’appello quindi è: unitevi al Rasoio e scendete in piazza.
Per farlo, scrivete a ilrasoiomodena@gmail.com (leggeremo con interesse i vostri testi – di qualunque tipo essi siano – per poterli inserire eventualmente nel blog)
Ora venite a conoscere le brillanti menti  della piazza…
CLAUDIO CAVAZZUTI
percorsa l’Europa in lungo e in largo sulle labili tracce di antiche tecniche metallurgiche e di strani rituali funebri, arriva a 27 anni suonati con la convinzione che l’Emilia, dalla bassa all’Appennino, ce l’ha dentro fino al midollo: dalla musica popolare al blues, dai tortellini in brodo al lambrusco, testardo come un montanaro e tipico delinquéint ed Modna. Ama il suo lavoro di archeologo, la politica e si porta appresso un piccolo strumento musicale da cui è pressoché impossibile separarlo. Sta studiando un elaborato piano per disinnescare il Rasoio ma, conoscendo bene i suoi colleghi, sarà una missione certamente complicata.
BALDONI FABIO
nato a Modena – all’una e cinquantanove del mattino di un freddo martedì del 1978 – è stato diplomato geometra con il massimo dei voti e studente di ingegneria che ha abbandonato gli studi a 2 esami dalla laurea; è barista da più di 10 anni e gestore di un locale a Maranello. Scrive poesie e racconti per passione, ed ha pubblicato 4 libri con case editrici nazionali e partecipato e vinto a concorsi letterari.
     –
ENRICO MONACO
nato a Modena il 28/07/88. è studente della facoltà di Scienze Politiche di Bologna presso il corso di Sociologia. Fin da quando acquisisce il senso di sé decide di lanciarsi in modo romantico nelle esperienze politiche, amorose ed esistenziali che la città di Modena e l’Italia intera gli offrono. Fin dalle superiori si occupa di politica e di associazionismo, diventando rappresentante d’istituto al liceo, militando brevemente nella vecchia Sinistra Giovanile ed entrando nell’Avis. Poi si distacca dalla politica istituzionale (quella dei partiti) alla ricerca di approcci di più ampio respiro e più adatti alla società globale: così dopo varie esperienze fallimentari, ma dall’alto valore morale e formativo, approda al Rasoio dove sente per la prima volta di poter sprigionare tutta quell’energia che fino ad allora non aveva trovato forma.

MARCELLO BERGAMINI
nato a Formigine il 21/09/1988 per ritrovarsi 21 anni dopo a fare lo studente, in cosa bene non si è capito, infatti i suoi campi d’azione sono molteplici; ha lavorato come factotum in una azienda agricola, cameriere, cameraman, e postino. Gli studi classici gli hanno consentito di identificare il suo spirito come nichilista, ma con essi ha identificato il suo sogno nel scrivere un’opera poetica. Il suo ruolo all’interno del blog è quello di Art-Director. Battlecry: “Io dovevo nascere nel Risentimento”o “E fu li che t’innamorai”.
     –
EUGENIA CARRO
nata il 7 giugno del 1994 a Correggio. Si è iscritta al Muratori perché voleva studiare il greco e adesso ha il debito. Ritiene la musica sia una delle cose più inspiegabili che si possano immaginare, ha ripreso da poco a suonare dopo essere stata in silenzio per un anno, perchè tanto la musica non tradisce mai. Disegna ma butta quasi tutto appena finisce. Dice che era meglio se nasceva uomo così se le davano del cowboy o del camionista era una cosa meno traumatica.  Scrive nel Rasoio per poter crescere insieme a persone che ammira senza che loro lo sappiano.
    –
GIULIA PAGANELLI
    –
VALENTINA MORSIANI

6 risposte a “Chi siamo, chi siete

  1. carissimi,
    un’altra nottata spesa a ritrovare la strada per uscire da queste pagine…
    questa volta niente versi da due lire ma un consiglio: date una storia anche alle vostre “menti brillanti” perchè a me piacerebbe conoscerle. ed io non conto niente ma sono comunque uno di quelli che stanno dall’altra parte e da questa parte manca il sapere da dove vengono tutte queste parole e perchè. Quali percorsi, quali incontri, quanti giorni dal primo; insomma se questo posto si chiama “chi siamo, chi siete” non potete nascondervi dietro un nome soltanto. n’est pas?

    fate a modo e state allegri
    R.

    ah, buon anno a tutti voi

    ah2: confido che la mia richiesta non infranga il comma 2(2)

    • …approvo il consiglio (e non solo perchè sono legato da vecchia amicizia con questo notturno visitatore)

      Attendo i pensieri delle menti brillanti del blog per capire se e come sviluppare la cosa…

      Baldo

  2. Il Blog, una piazza dunque, luogo di ritrovo, di chiacchere.
    E come è cambiata la piazza di Modena, ma soprattutto la gente che da sempre la attraversa disegnando geometrie e lasciando brusii di voci, racconti e pettegolezzi?
    La Piazza, ne ho il caro ricordo di quel luogo dove sapevo che avrei incontrato mio nonno, li, proprio sotto al portico in quel crocchio di personaggi che sembravano usciti da un fumetto satirico, con nasoni, cappelli, occhialini e giacche di tweed. Schivo, silenzioso, quasi mimetico nel suo passeggiare a braccetto della sua compagna bicicletta lontano dagli sguardi e dai mormorii perchè riservato. Portava con se oltre al carico di solitudine, il suo sapere di professore e la sua cultura di persona con mente viva e interessata. Mai esibito il suo sapere perchè prima di tutto suo. Lo portava in piazza per poterlo condividere, per il confronto, per la crescita e per lo scambio di idee. Era un artista, fratello di artista, figlio di artista, frequentava un gruppo di artisti, modenesi, sotto al portico del Collegio o in Piazza Grande.
    Mi piace ricordarla così la piazza, uno squarcio di cielo tra le vie strette del centro storico che spinge la vista in alto, che eleva le menti alla punta bianca della Ghirlandina e dove si respira cultura tradizionale, ma anche innovazione. Mi piace pensarla come fucina di idee, di ispirazione creativa e di crescita, anche morale.
    Sono sceso in piazza, la mia piazza, legata ad un ricordo, ma con la speranza che sia sempre più così, che l’immutabilità architettonica che la contraddistingue spinga le menti al pensiero, alla creatività, a grandi valori e a grandi azioni.
    Il Blog, immagino questa piazza.

    al_B

    • Quella che descrivi è più o meno la stessa idea di piazza Grande che ricordo, solo che io non avevo un nonno protagonista come il tuo. I miei due nonni erano uno barese e l’altro salernitano e credo facessero quello che faceva il tuo nelle loro rispettive città. Però ricordo da che piccolo quando passavo per piazza Grande c’erano tanti anziani che vi si ritrovavano. Ricordo in particolare che negli anni novanta molti erano dediti allo scambio delle schede telefoniche, un modo che oltre l’interesse economico e “commerciale”, che ha sempre caratterizzato la cultura modenese, sottendeva la bellezza dello stare insieme. Sapevano stare insieme i nonni perché si sentivano una comunità, così piazza Grande era il centro di una grande collettività che riuniva tutti i dialetti da quelli della Bassa a quelli della Montagna. Che significato ha per noi oggi piazza Grande? Credo poco, per la maggior parte dei giovani modenesi, tanto che le principali attività caratterizzate da scambi umani sono rappresentate dal Comune e dal Caffè Concerto (e ho detto tutto). In ogni caso mi piace ricordare la vecchia piazza Grande e riprenderne l’essenza su questa piazza virtuale, sperando un giorno che questo ciberspazio possa avere la forza di trasformarsi e spostarsi, e riconquistare la piazza principale della nostra città, recuperando così quella dimensione comunitaria che oggi è quasi totalmente scomparsa.

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